Chiesa di San Pietro ad Aram

Nella chiesa di San Pietro ad Aram si trova il Sepolcro di Baldassarre Ricca, scolpito nel 1519 da Giovanni Jacopo da Brescia

La chiesa di San Pietro ad Aram è considerata la culla del Cristianesimo napoletano.

La chiesa è nota perché, secondo la tradizione, custodirebbe l’altare dove S. Pietro ha celebrato la sua prima messa e battezzato Santa Candida e S. Aspreno. L’episodio è visibile nell’affresco, attribuito a Girolamo da Salerno, collocato al di sopra dell’Ara Petri. L’indicazione “Aram” deriva da “Ara Petri”, la pietra utilizzata da San Pietro per officiare la messa. Su quell’ara è costruito un sacello che, nel corso degli anni, subisce ampliamenti e cambiamenti. La chiesa di San Pietro ad Aram assume l’aspetto attuale tra il 1650 e il 1690 su disegno di Pietro De Marino.

Circa la chiesa di San Pietro ad Aram lo storico Galante scrive “Tra i più sacri luoghi che venera la devota Napoli, merita certamente il primato questo tempio”

Il luogo diventa oggetto di culto e devozione. E’ luogo caro ai napoletani e, infatti, anche lo storico Gennaro Aspreno Galante, nell’Ottocento, rimarca questo legame: “Tra i più sacri luoghi che venera la devota Napoli, merita certamente il primato questo tempio”. La Chiesa di San Pietro ad Aram presenta una facciata in stile neoclassico con al centro il portale, inserito in una strombatura poco profonda. Nella parte inferiore, quattro lesene scanalate corinzie; mentre, la parte superiore, termina con un finestrone sormontato da un frontone triangolare. L’interno è a croce latina e navata unica. I battenti della porta sono opera di Francesco di Bernardo.

Nella chiesa di San Pietro ad Aram si pratica il culto delle anime “pezzentelle”

Sono custodite opere di Luca Giordano, Giovanni da Nola, Giovanni Bernardino Azzolino, Domenico d’Auria, Giovanni Vincenzo Forlì. Una menzione merita anche il sepolcro di Baldassare Ricca, opera di Giovanni Giacomo da Brescia, scolpito nel 1519. Dal transetto sinistro si scende nella Cripta che presenta tre navate con otto colonne monolitiche in marmo. Qui è praticato il culto delle anime del Purgatorio, ossia la cura dei resti dei defunti di identità sconosciuta, le cosiddette anime “pezzentelle”, che vagano in Purgatorio in cerca dell’alleviamento delle pene. La persona che si prende cura dell’anima pezzentella chiede grazia e aiuto. I luoghi dove è praticato questo culto sono anche il Cimitero delle Fontanelle e la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.

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