mercoledì 24 Aprile 2024
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Vico Pallonetto Santa Chiara in Le quattro giornate di Napoli

Vico Pallonetto Santa Chiara è la location di una delle sommosse raccontate ne Le quattro giornate di Napoli. In particolare, in questa stradina è raccontato un agguato organizzato ai danni dei soldati tedeschi e architettato da un gruppo di civili.

Vico Pallonetto Santa Chiara è una via del centro storico e si trova nei pressi del Complesso Monumentale di Santa Chiara, che comprende Chiesa, Monastero e Convento. Sulla sinistra, è collocato il campanile. In alcune inquadrature de Le quattro giornate di Napoli, girate in vico Pallonetto Santa Chiara, è possibile riconoscere il portale laterale che immette nel cortile della chiesa di Santa Chiara, esempio di arte gotica. La chiesa di Santa Chiara, consacrata nel 1340, è dichiarata, sin dalle origini, chiesa “reale”. Al suo interno, è possibile vedere i monumenti funebri della famiglia angioina. Alcuni sepolcri sono eseguiti dallo scultore senese Tino di Camaino e dai fratelli fiorentini Bertini. Purtroppo, resta poco della trecentesca decorazione pittorica attribuita a Giotto. Una visita al complesso monumentale di Santa Chiara prevede una tappa al bellissimo Chiostro maiolicato delle Clarisse. Domenico Antonio Vaccaro, lasciando inalterata la struttura originaria del portico, crea un giardino decorato di mattonelle maiolicate, opera di Giuseppe e Donato Massa. Altra tappa è il Museo dell’Opera, diviso in quattro sale e l’area archeologica che conserva i resti di uno stabilimento termale, risalente alla fine del I secolo d.C.

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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