sabato 2 Marzo 2024
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Giudizio universale

Il giudizio universale, film del 1961, è diretto da Vittorio De Sica. La vita nella città di Napoli è sconvolta dall’annuncio da parte di una voce misteriosa dell’imminenza del giudizio universale. Le reazioni sono molteplici e fanno emergere gli aspetti più vari della città. E’ comune a diversi contesti sociali  l’ipocrisia: un uomo scopre la relazione tra sua moglie e un suo carissimo amico; una donna rinfaccia al marito la sua disonestà; in un’aula di tribunale si processa un uomo che ha fornito titoli onorifici falsi; un uomo pieno si sé va a caccia di chi ha lanciato sul suo nuovo cappello un pomodoro; in un grande albergo un cameriere viene licenziato per il capriccio di un diplomatico; un politico promette la fine della disoccupazione; un uomo compra bambini di famiglie povere per rivenderli a ricchi americani. Difronte alla disperazione ognuno a suo modo sembra pentirsi, ma ci sono anche due ragazzi innamorati, che sembrano non avere nessun timore. Il giudizio sembra cominciare con una pioggia da diluvio, eppure torna il sole; la città festeggia e la sera si svolge il previsto gran ballo di beneficenza che coinvolge l’intera comunità.

Il Teatro San Carlo fa da scenografia a Il giudizio universale e a Giallo napoletano. In questo teatro lirico è girato anche l’inizio de Le avventure acquatiche di Steve Zissou.

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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