lunedì 25 Settembre 2023
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Matrimonio all’italiana

Il film Matrimonio all’italiana, girato nel 1964, è diretto da Vittorio De Sica. Matrimonio all’italiana racconta che Domenico, ricco titolare di pasticcerie e Filomena, giovane prostituta, si incontrano poco prima della fine della guerra e intraprendono una relazione non ufficializzata, ma progressivamente “impegnata”: Filomena è sostenuta economicamente dall’amante, al quale arriva a fare da governante, vivendo in casa sua, occupandosi dei suoi affari durante le sue frequenti e lunghe assenze e tollerando i suoi tradimenti. Per acquisire dei diritti per un rapporto ventennale minacciato dall’ennesima relazione amorosa di Domenico, Filomena finge di essere moribonda per farsi sposare; rivela inoltre di avere tre figli, avuti da altri uomini, ai quali è necessario provvedere e dare un cognome. Ma quando, riconosciuta la nullità del matrimonio, Filomena sta lasciando la casa con i ragazzi, dichiara a Domenico che uno di loro è suo figlio, senza precisare però chi, per non creare discriminazioni. L’uomo, spinto dalla confusione sull’identità del figlio, finisce col riavvicinarsi a Filomena. I due si sposano e una vera e propria famiglia.

Una scena del film Matrimonio all’italiana è girata sullo sfondo di Piazza Bellini e di Via Costantinopoli. La sconsolata Filumena Marturano (Sofia Loren) esce dallo studio dell’avvocato, che ha appena sancito l’annullamento del suo matrimonio con don Domenico. Filumena vede la sua immagine riflessa in una vetrina, sorride nel vedersi con il cappello da signora indossato per l’occasione e se lo toglie, per poi gettarlo in un cestino dei rifiuti.

 

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Redazione IDN
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EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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