Maiuri Pop Up: Expanded Interiors ed il laboratorio artistico di Catrin Huber

Avvio della fase conclusiva del progetto Maiuri Pop Up: Expanded Interiors.

L’artista Catrin Huber, attraverso un approccio sperimentale, mette in dialogo l’arte contemporanea con spazi e oggetti della casa e dell’abitare nei siti vesuviani.

Tale sperimentazione si è incontrata con la progettazione culturale del Parco Archeologico di Ercolano inserendosi nelle iniziative collegate al 90° anniversario dall’inizio degli scavi Maiuri. E’ allestita una mostra nella casa del Bel Cortile, già individuata negli anni 50 come spazio espositivo da Maiuri. Infatti nella casa del Bel Cortile in cui venne istituito l’Antiquarium ercolanese con lo scopo di dare una visione dell’ambiente familiare e delle vita domestica nell’antica Ercolano.

Maiuri Pop Up: una iniziativa di formazione e socializzazione.

L’iniziativa non si limita all’esposizione. Si basa su un processo condiviso che punta a coinvolgere determinate categorie di portatori di interesse. Categorie che il Parco ha inteso coinvolgere attraverso iniziative e attività culturali di formazione e socializzazione indirizzate soprattutto alla comunità locale.

L’artista Catrin Huber, docente della Newcastle University, nell’ambito del progetto avviato dal Parco Archeologico di Ercolano e in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project, ha incontrato le guide regionali per un approfondimento tematico sul progetto esplorando il rapporto tra manufatti e spazio domestico.

Maiuri Pop Up: Expanded Interiors un laboratorio artistico sull’arte decorativa nell’antica Ercolano.

Si tratta di un laboratorio artistico che attraverso linguaggi contemporanei vuole tentare di far riflettere i partecipanti sull’utilizzo, pratico ma anche sociale, dell’arte decorativa nell’antica Ercolano.

“In questa maniera” dichiara il Direttore Sirano “si concluderanno le iniziative per ricordare l’inizio degli scavi Maiuri nella forma idealmente più vicina allo spirito del grande archeologo che fu di avvicinare gli scavi ai cittadini e, in primis, ai moderni ercolanesi. Un’identità e un orgoglio di appartenenza che occorre rinsaldare per costruire future iniziative culturali e di sviluppo del turismo sostenibile per valorizzare questo territorio i cui valori immateriali superano di gran lunga quelli legati al pur straordinario sito archeologico”.

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