Ricetta tipica della tradizione napoletana, che diventa più piccante man mano che il clima diventa più rigido.

La zuppa forte, meglio conosciuta come la zuppa di soffritto, o in dialetto napoletano la zuppa ‘e suffritto, è una ricetta tipica della cucina napoletana. Il soffritto è una ricetta della tradizione che si può gustare da sola come piatto principale. Molto spesso la zuppa forte viene utilizzata come condimento per la pasta come i bucatini o gnocchi. Molto buona mangiata anche sul pane.

Il soffritto viene venduto in macellerie tipiche a Napoli, ma è una ricetta tipica della cucina di tutta la regione Campania.
Giovanni Iorio, maccellaio di terza generaione ed insegnante della Federcarni ci spiega come va preparata. L’ingrediente principale sono le frattaglie sia di bovino che di maiale, come il polmone, reni, cuore, milza, scarti carnei, cotenne, lardo. Una volta che abbiamo terminato la preparazione della carne, la caliamo nella sugna bollente. E’ proprio dall’azione del soffriggere la carne che la zuppa prende il suo nome. La tradizione prevede che si soffrigga la carne nella sugna, ma come ci spiega Giovanni Iorio, le macellerie più attente alle tendenze alimentari, alleggeriscono la pietanza realizzando un soffritto più leggero, senza sugna.

Una ricetta della cucina del recupero

Seguendo sempre la ricetta tradizionale, sfumiamo con del vino rosso, e si aggiungerà un ramoscello di rosmarino. Peperoncino a pezzetti, foglie di alloro, salsa di pomodoro e sale. Il tempo di cottura della carne generalmente è di circa due ore, avendo cura di allungare con un po’ d’acqua se la zuppa si rapprende troppo.

La zuppa di soffritto, detta anche zuppa forte per via del piccante del peperoncino, è un piatto assolutamente invernale di antichissima tradizione. E’ una ricetta diffusa in un tutta la regione Campania, e come per il ragù anche di questa ricetta esistono moltissime varianti. Come molte ricette regionali anche questa fa parte della cucina del recupero, nata dall’esigenza di utilizzare tutte le parti degli animali macellati.

Articolo precedenteLino Volpe in anteprima al Teatro Sannazzaro con Jazz Story
Articolo successivoI corti della formica XVI edizione