Porta Capuana

Porta Capuana
Porta Capuana

A Porta Capuana sono passati sia Carlo VIII di Francia che Carlo di Borbone.

Un cronista di Napoli nel 1847, fornisce una descrizione dell’attività della città in questi termini: « Qui è oggi come ieri, come sempre … sempre lo stesso inferno, le stesse botteghe, di mercanzie, di commerci, di traffici, di gente diversa. Una babele di lingue. Chi vuol conoscere la plebe napoletana veramente in tutte le sue abitudini fra le sue virtù e i suoi vizi… venga alla Porta Capuana, in qualunque ora delle 24 ore del giorno, e se ne ammaestrerà…Porta Capuana è il teatro universale, è la Cosmopoli del nostro popolo.. Qui non vi è né notte né giorno »

Porta Capuana fu concepita come ingresso principale alla città aragonese dalla piana orientale, il Campus Neapolis, all’interno del grande progetto di fortificazione programmato da re Ferdinando I d’Aragona.

La Porta Capuana era il punto d’incontro di due tratti di mura non allineatiformanti la tipica “fortificazione a tenaglia” che assicurava maggiore protezione all’ingresso. Nel 1656, dopo la peste, vi fu aggiunta un’edicola votiva dedicata alla Vergine con affresco di Mattia Preti.
La sovrastruttura barocca, era costituita da un nicchione raccordato alla porta da ampie volute. Interamente in marmo di Carrara, si imposta su un semplice schema compositivo derivato dai modelli classici dell’arco di trionfo: due lesene scanalate di ordine corinzio fiancheggiano il fornice archivoltato; lungo il suo perimetro si svolge un bassorilievo con trofei d’armi; una lunga chiave lavorata a squame segna il centro dell’arco; al di sopra le insegne di Carlo V, collocate nel 1535 al posto del bassorilievo dell’incoronazione di Ferdinando I.

La trabeazione è l’elemento di novità di Porta Capuana

La trabeazione è l’elemento di novità di Porta Capuana, in quanto, rispetto al modello classico, essa è più alta nella parte del fregio in modo da accogliere le statue e contemporaneamente dare maggiore slancio e autorità alla porta; caratteristica, questa, sminuita nel corso della storia poichè Porta Capuana ha subito un interramento che ne ha alterato le proporzioni. Proporzioni chiaramente visibili su un sepolcro del viceré don Pedro di Toledo nella Chiesa di San Giacomo degli Spagnoli.

Lattico è composto da tre merloni separati da due troniere. Il merlone centrale, decorato da un unico pannello, è ornato dallo stemma aragonese. Le statue sul fregio collocate in nicchie in linea con le sottostanti lesene, sono degli antichi protettori della città, San Gennaro e San Aniello. Le torri dette Virtù quella di destra, Onore quella di sinistra sono prive di scarpata e di diametro maggiore. alle spalle di ciascuna torre e formante con essa un unico corpo vi è una costruzione a pianta rettangolare con accesso dalla Piazza De Nicola; dalla costruzione si accedeva ad una troniera terranea che si apriva tra la lesena e la torre stessa. L’arco dal lato opposto della porta è rivestito da blocchi di piperno come l’androne ricoperto da volta a botte.

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