Complesso Monumentale Santa Chiara

In fotografia si vede il Chiostro Maiolicato di Santa Chiara che fa parte del Complesso Monumentale di Santa Chiara
In fotografia si vede il Chiostro Maiolicato di Santa Chiara che fa parte del Complesso Monumentale di Santa Chiara

Il complesso monumentale Santa Chiara, uno dei più importanti monumenti della città, sorge per volere di Roberto d’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. I sovrani, entrambi devoti all’Ordine Francescano, fondano il complesso monastico destinato ad accogliere nel monastero le Clarisse e nel convento adiacente i Frati Minori. Il complesso monumentale di Santa Chiara, costruito dal 1310 al 1328, comprende: Chiesa, Monastero e Convento. Il Monastero dei Minori, iniziato nel 1317, oggi è occupato dalle Clarisse. Il Coro è decorato da un affresco di Lello da Orvieto. La Chiesa, nucleo centrale dell’intero complesso, muta la sua denominazione da Ostia Santa o Sacro Corpo di Cristo in Santa Chiara in omaggio, probabilmente, alle Clarisse presenti nel monastero. La Chiesa di Santa Chiara, consacrata nel 1340, è dichiarata, sin dalle origini, chiesa “reale”. Il 4 agosto del 1943 la chiesa è quasi del tutto distrutta da un bombardamento aereo, ma sotto la direzione di Mario Zampino, è ricostruita e restaurata seguendo le sue originarie forme gotiche. L’interno custodisce i monumenti funebri della famiglia angioina, opere dello scultore senese Tino di Camaino e dei fratelli fiorentini Bertini. E’ rimasto poco della trecentesca decorazione pittorica della chiesa attribuita a Giotto. Tra il 1742 e il 1769, l’architetto Domenico Antonio Vaccaro, Gaetano Buonocore e Giovanni Del Gaizo ricoprono l’interno di marmi policromi, stucchi e cornici dorate. Il tetto a capriate viene nascosto da una volta affrescata da artisti quali Francesco de Mura, Sebastiano Conca, Giuseppe Bonito e Paolo de Maio. La pavimentazione in marmo è rifatta su disegno di Ferdinando Fuga. Il complesso monumentale di Santa Chiara è noto anche per il Chiostro maiolicato. Domenico Antonio Vaccaro, lasciando inalterata la struttura originaria del portico, crea un giardino decorato di mattonelle maiolicate, opera di Giuseppe e Donato Massa. I sedili sono rivestiti di riggiole (termine locale per indicare le mattonelle) con scene prive di riferimento al sacro, invece i pilastri ottagonali sono decorati con festoni di frutta e fiori e nelle aiuole sono presenti due fontane con riggiole raffiguranti pesci. Il percorso di visita del complesso monumentale comprende anche il Museo dell’Opera, diviso in quattro sale e l’area archeologica che conserva i resti di uno stabilimento termale, risalente alla fine del I secolo d.C.

4 COMMENTI

  1. […] Palazzo Pandola, location di molti film, presenta il portale più avanzato rispetto al prospetto. Si entra in un cortile che ha una scala aperta con decorazioni pittoriche. Palazzo Pandola si affaccia su Piazza del Gesù Nuovo, una delle piazze più famose e conosciute della città partenopea. Una tappa in Piazza del Gesù Nuovo permette di ammirare la guglia dell’Immacolata, elemento centrale della piazza, la chiesa del Gesù Nuovo e il complesso monumentale di Santa Chiara. […]

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