domenica 19 Maggio 2024
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Palazzo Reale in Luisa Sanfelice

Set cinematografico per I guappi e Luisa Sanfelice è Palazzo Reale. In Luisa Sanfelice, il palazzo è una location fondamentale che fa da sfondo alle parate del re Ferdinando IV , interpretato da Emilio Solfrizzi, per poi ospitare il direttivo della Repubblica Partenopea.
Il Palazzo Reale di Napoli è costruito per volere del viceré di Lemos per accogliere il re Filippo III, visita mai avvenuta. Il progetto è affidato a Domenico Fontana e ampliato negli anni successivi. Il palazzo, danneggiato da un incendio nel 1837, è rimaneggiato da Gaetano Genovese, il quale apporta delle modifiche. Dopo l’incendio del 1837 i sovrani passano al secondo piano mentre le sale del primo piano insieme all’Appartamento delle Feste sono adibite a funzioni di rappresentanza. La facciata, a tre piani, conserva in gran parte l’aspetto originario. Nel 1888, nelle nicchie della facciata sono collocate le statue dei re di Napoli. Il Palazzo Reale ha il cortile d’onore, opera di Domenico Fontana, il cortile del Belvedere, di epoca seicentesca ma ristrutturato da Gaetano Genovese, e il cortile delle carrozze. L’interno del Palazzo Reale colpisce per il monumentale scalone d’onore, costruito da Francesco Antonio Picchiatti nel 1651 e modificato da Gaetano Genovese, seguendo il gusto del tardo neoclassicismo. Gaetano Genovese è l’artefice dell’apertura delle cinque grandi vetrate, dell’inserimento di rivestimenti in marmi policromi e decorazioni a stucco e dell’aggiunta, negli anni quaranta dell’Ottocento, delle statue all’interno delle quattro nicchie. Una visita al Palazzo Reale significa ammirare l’appartamento storico, la Cappella Reale dedicata all’Assunta e il Teatro di Corte, opera di Ferdinando Fuga. L’ala orientale del Palazzo Reale ospita la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III.

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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