Con Pier Paolo Palma. Regia Georgia de’Conno

Benzocaffeine è un monologo, un viaggio, una confessione. L’autore ha provato ad entrare nei meccanismi che regolano gli attacchi di panico, cercandone un senso, un motivo, una soluzione. L’arrivo del panico coglie il protagonista del monologo di sorpresa, mentre è alla guida. La terapia, autosomministrata, è assurda: caffè e sigarette, ma è l’unica che pare funzionare. E proprio come un caffè preso con un amico, il protagonista inizia a raccontarsi al pubblico. Un salto tra frammenti dell’io, un equilibrio precario tra angosce e considerazioni ironiche.

Perché il “signor Parma” è goffo, comune, sprovvisto di sovrastrutture, immediato. Questa immotivata paura però, si infiltra nella sua vita, rendendolo un piccolo eroe, facendolo tuffare da dirupi sempre più alti, in situazioni paradossali e dall’immediato sapore comico. C’è una ragazza da prendere all’aeroporto e il traffico di una città sempre in movimento da superare. C’è un caffè e una sigaretta da fumare. Portate gli accendini, che quelli mancano sempre.

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