Al Palazzo Reale di Napoli conversazione scientifica con Marica Branchesi

Marica Branchesi “Suoni e luci per una nuova esplorazione dell’universo”

Marica Branchesi, astrofisica del GSSI – Gran Sasso Science Institute, incontra studenti, scuole, famiglie e curiosi delle nuove frontiere della scienza. Il tema della conversazione è ‘Suoni e luci per una nuova esplorazione dell’universo’. A fare da cornice il suggestivo Teatro di Corte di Palazzo Reale.
L’incontro viene introdotto da Antonella Cucciniello, Direttrice di Palazzo Reale e da Marcella Marconi, Direttrice dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte.

La rivista Nature ha inserito Marica Branchesi tra i 10 scienziati simbolo del 2017

Marica Branchesi è diventata una delle divulgatrici della scienza più ricercate al mondo. Inserita dalla rivista Nature tra i 10 scienziati simbolo del 2017, e considerata dal Time nel 2018 fra le 100 persone più influenti al mondo. Marica Branchesi racconta del nuovo modo di esplorare l’Universo, attraverso le osservazioni degli eventi più energetici che avvengono nel cosmo. Delle collisioni e delle fusioni di buchi neri e stelle di neutroni. Di come la scoperta delle onde gravitazionali stia ampliando la conoscenza del nostro Universo.

Impegnata dal 2009 nel progetto internazionale LIGO/Virgo che si occupa di fisica delle onde gravitazionali e dei segnali elettromagnetici associati alle sorgenti di segnali gravitazionali, dal 17 agosto 2017 ovvero quando ha osservato una fusione di due stelle di neutroni. “Le onde gravitazionali – riferisce la Branchesi – sono increspature dello spazio tempo che si propagano nello spazio Interagendo molto debolmente con la materia ci permettono di arrivare lì dove non si riusciva a fare con la luce per questo possono fornirci un nuovo modo di osservare l’universo”.

Le onde gravitazionali e l’osservazione del sole

Dopo la conferenza, i ricercatori del Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” dell’Università degli studi di Napoli Federico II e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – Sezione di Napoli mostrano attraverso un’attività di laboratorio le tecniche di rilevamento delle onde gravitazionali. Per la dimostrazione viene utilizzato un interferometro della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Infine nel cortile d’onore gli astronomi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica -Osservatorio Astronomico di Capodimonte guidano tutti alle osservazioni del Sole con i telescopi.

A Napoli il 28 e 29 settembre la festa della divulgazione della scenza e della ricerca.

L’evento anticipa Sharper-European Researchers’ Night, in programma a Napoli il 28 e 29 settembre prossimo. La festa della divulgazione della scienza e della ricerca, a cura delle principali istituzioni accademico-scientifiche e culturali di Napoli, con il patrocinio di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Campania, Ufficio Scolastico Regionale, ESO, ESA, IAU, NASA-Psyche Mission, DiSU. Con la scelta dei luoghi d’arte e di storia più significativi della città, a Napoli SHARPER vuole celebrare anche l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale incontrando tutti gli appassionati di scienza e dialogando sui principali temi della ricerca.

Marica Branchesi all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte riceverà il “Premio Oltre l’Orizzonte”

La tappa napoletana di Marica Branchesi si concluderà all’Osservatorio Astronomico di Capodimonte la sera di mercoledì 26 settembre dove riceverà il “Premio Oltre l’Orizzonte”. Insieme a Marica Branchesi il pianista e direttore d’orchestra Michele Campanella; il capitano di vascello Andrea di Raimondo; la giornalista RAI Maria Laura Massa; l’attrice Imma Piro e la soprintendente del Teatro di san Carlo Rosanna Purchia.
“Ospite di prestigio nel campo dell’astrofisica e della divulgazione scientifica – dice Marcella Marconi – Marica Branchesi verrà premiata a Napoli proprio per aver aperto nuovi orizzonti grazie all’impegno profuso nella rivelazione delle onde gravitazionali e nel coordinamento delle campagne osservative che ne hanno consentito la caratterizzazione”.