venerdì 14 Giugno 2024
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Via San Gregorio Armeno la famosa via dei presepi

Via San Gregorio Armeno, la famosa via dei presepi, è la location di due fiabe come il film d’animazione Opopomoz e il cortometraggio The Wholly Family

Via San Gregorio Armeno è una traversa del Decumano maggiore, famosa  per essere la via dei presepi.

Via San Gregorio Armeno è una traversa del Decumano maggiore, famosa  per essere la via dei presepi. E’ conosciuta appunto per essere il cuore della Napoli artigiana e dei presepi. Via San Gregorio Armeno vanta una lunga tradizione presepiale. Sono realizzate statue artigianali non solo canoniche, ma anche originali. Ogni anno, gli artigiani del presepe realizzano nuovi personaggi prendendo ispirazione dai politici o dai vip. Sacro e profano si mescolano.

Via San Gregorio Armeno è la location di due fiabe come il film d’animazione Opopomoz e il cortometraggio The Wholly Family.

Entrambi i film hanno per protagonista un bambino che, partendo dai luoghi della tradizione napoletana, si troverà a compiere un viaggio immaginario. In Opopomoz, una famiglia napoletana sta per festeggiare il Natale e la nascita del secondo figlio. Tutta la famiglia è contenta, tranne il piccolo Rocco che è geloso dell’arrivo del fratellino. Sua Profondità approfitta della gelosia del bambino per proporgli un baratto: se il bambino impedisce la nascita di Gesù, entrando nel presepio con la formula ”opopomoz”, non avrà il fratellino. Rocco capisce l’errore e salva il Natale. The Wholly Family, scritto e diretto da Terry Gilliam, è un omaggio a Napoli. Il regista, rimasto affascinato dai presepi, ha voluto omaggiare la città di cui si è innamorato durante una vacanza.

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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