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Piazza del Gesù Nuovo set del cinema napoletano

Piazza del Gesù Nuovo set del cinema napoletano. Piazza del Gesù Nuovo è stato uno dei set più ricorrenti del cinema napoletano. La piazza è attraversata da Jack Lemmon durante una delle sue passeggiate napoletane in Maccheroni ed è riconoscibile in uno degli episodi di Pacco, doppiopacco e contropaccotto. In quest’ultimo film, un professore interpretato da Alessandro Haber scopre che la sua auto è usata quotidianamente da un senza tetto (interpretato da Angelo Orlando) per dormirci di notte. La piazza con la sua guglia centrale e la facciata a bugnato della chiesa del Gesù appare inoltre in Matrimonio all’italiana e nell’episodio “I giocatori” de L’oro di Napoli. Il conte Prospero si ritrova a sfogare il vizio del gioco, che lo ha rovinato, facendo delle partite a carte con un bambino, figlio del portiere. Costretto dal padre ad assecondare la debolezza del nobile, tuttavia, il bambino lo batte continuamente, provocando le sue aggressioni morali.

Piazza del Gesù Nuovo è una delle piazze più famose e conosciute della città partenopea. Piazza del Gesù Nuovo è un punto di accesso alla città greco-romana. Nel 1743, i gesuiti commissionano il progetto per la guglia dell’Immacolata, innalzata da Giuseppe di Fiore su disegno di Giuseppe Genuino. Passeggiare in Piazza del Gesù Nuovo permette di ammirare la guglia dell’Immacolata, collocata al centro della piazza, la chiesa del Gesù Nuovo e il Complesso monumentale di Santa Chiara. Inoltre, è possibile vedere famosi palazzi storici: Palazzo Pignatelli di Monteleone e Palazzo Pandola, set di molti film.

Piazza del Gesù Nuovo è una location molto amata dai registi. Appare in Matrimonio all’italiana, L’oro di Napoli, Maccheroni e Pacco, doppiopacco e contropaccotto.

Redazione IDN
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EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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