venerdì 21 Giugno 2024
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I Corti Della Formica 2022. I vincitori

Nella Sala Conferenze di Palazzo Migliaresi di Pozzuoli sono stati premiti i vincitori della XVII edizione de I Corti della Formica. Ad Aurora Miriam Scala per “Itria” il premio di miglior corto, a “Teodora degli Spiriti” di Danilo Rovani il premio del pubblico

Con la cerimonia di premiazione avvenuta a Palazzo Migliaresi nel suggestivo Rione Terra di Pozzuoli, si è ufficialmente conclusa la XVII edizione de I CORTI DELLA FORMICA che ha visto vincere, come miglior corto “Itria”, scritto diretto ed interpretato dall’artista siciliana Aurora Miriam Scala, e prodotto dalla B.D.P. Young. La programmazione dei 16 corti selezionati ha avuto luogo dal 13 al 16 ottobre scorso presso il Teatro TRAM di Napoli, per la direzione artistica di Gianmarco Cesario, che ne è stato l’ideatore nel 2005, e con la produzione di ARIES Teatro e IdN – Itinerari di Napoli e della Campania di Massimiliano Sacchetto e Carmela Autiero.

Altri premi sono andati a Marcello Manzella e Valentina Elia, rispettivamente regista e protagonista di “Madrioska”, Simone Miglietta, protagonista maschile de “Il pitone della Malesia” e Giovanni Del Prete, autore di “Jastemma”. La giuria tecnica (anche quest’anno composta da giovani allievi di scuole di teatro), ha inoltre segnalato per i contributi tecnico-artistici il gruppo Barattoli Cosmici per i costumi di “Aloysia”, ancora Aurora Miriam Scala, per la scenografia del corto vincitore, Pasquale Ruocco per le musiche di “Teodora degli Spiriti” e, infine, il disegno luci che Simone Manzella e Luca Cristiano hanno progettato per “Il Pitone della Malesia”.

Il web con un pubblico di 20.000 utenti e 980 ore di visualizzazione ha preferito “Teodora degli Spiriti” di Danilo Rovani consegnandoli il premio della giuria popolare

Il premio della giuria popolare, che ha votato in due turni, in sala la sera della rappresentazione e tramite web nel corso della settimana successiva, è andato a “Teodora degli Spiriti” scritto e diretto da Danilo Rovani e interpretato da Denise Capuano, si sono invece classificati rispettivamente al secondo e al terzo posto “USB” di Salvatore Majorino e “La Tenerezza” di Carlotta Carpentieri.

Particolare risalto ha avuto il voto del pubblico del web che ha fatto registrare in meno di una settimana oltre 980 ore di visualizzazione e poco meno di 20.000 utenti che hanno seguito sulle pagine di Itinerari di Napoli l’intera rassegna dei corti. Il premio intitolato alla memoria dell’artista Daniele Mattera è stato assegnato al corto “Madrioska” di Orlando Napolitano, mentre quello per il miglior messaggio didattico, la cui giuria è composta da docenti, è andato a “Jastemma”, diretto ed interpretato da Antonio Vitale e scritto da Giovanni Del Prete.

Antonella Morea madrina della rassegna

La serata, che ha avuto come madrina Antonella Morea, che ha consegnato il premio per il miglior corto, per il terzo anno intitolato alla memoria Gerardo D’Andrea, Fondatore e Direttore artistico, fino al 2021 del Positano Teatro Festival, incarico ora retto dall’attrice e cantante. IDN – Itinerari di Napoli ha, inoltre, ad apertura della serata, consegnato, per la sua prima edizione, il premio al merito realizzato dallo scultore Pasquale Manzo. Il premio è stato consegnato all’artista Cosimo Alberti, capace con la sua eleganza e la sua leggerezza di raccontare il nostro territorio e promuovere concetti importanti come la parità dei diritti e l’uguaglianza di genere.

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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