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L’Ottocento a Napoli: dodici nuove sale alla Certosa di San Martino raccontano la nascita della modernità

Alla Certosa di San Martino un nuovo percorso permanente restituisce il volto internazionale, colto e moderno della Napoli ottocentesca, tra collezionismo, arti decorative e grandi maestri.

L’Ottocento è il secolo in cui Napoli cambia volto. Capitale del Mediterraneo, crocevia del Grand Tour, laboratorio di linguaggi artistici capaci di dialogare con l’Europa e di anticipare la modernità, la città partenopea vive una stagione di straordinaria intensità culturale.

Questo racconto prende oggi forma nelle dodici nuove sale dedicate all’Ottocento a Napoli, inaugurate il 22 dicembre 2025 presso la Certosa di San Martino, all’interno dei Musei Nazionali del Vomero.
A distanza di settimane dall’apertura, procede con grande successo la fruizione del nuovo percorso permanente, che è stabilmente visitabile come parte integrante dell’allestimento museale.

La nuova sezione riunisce circa 200 opere tra dipinti, sculture, arti decorative, disegni e fotografie, provenienti dalle collezioni storiche del museo, molte delle quali a lungo non accessibili al pubblico. Un progetto che restituisce un racconto unitario dell’arte e del collezionismo ottocentesco, superando una visione frammentaria delle raccolte.

«L’Ottocento è per Napoli un secolo di grandissime trasformazioni: comincia in un modo e finisce in un altro, ma nel frattempo la città produce cultura, la esporta e costruisce linguaggi nuovi», sottolinea Luigi Gallo, direttore ad interim dei Musei Nazionali del Vomero.

Dalle arti decorative alla pittura moderna

Il percorso espositivo prende avvio dalle arti decorative, vero emblema del gusto colto e cosmopolita della Napoli ottocentesca: porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte e della Real Fabbrica Ferdinandea, vetri, coralli, maioliche e terraglie raccontano una città aperta alla sperimentazione tecnica e al dialogo internazionale.

La sezione dedicata alla pittura di paesaggio testimonia il ruolo centrale di Napoli nello sviluppo di questo genere artistico, dai lirismi romantici alla Scuola di Posillipo, fino agli esiti realistici e veristi. Un contesto in cui il confronto con la cultura francese e con le grandi correnti europee avviene su un piano di piena reciprocità.

Collezionismo, borghesia e respiro europeo

Come evidenzia Isabella Valente, co-curatrice del nuovo allestimento, l’Ottocento artistico napoletano è un fenomeno di portata internazionale: «Napoli mantiene un ruolo centrale nel panorama europeo anche dopo la perdita del titolo di capitale politica, con artisti presenti a Parigi, in Europa e nelle Americhe».

Il percorso restituisce anche la storia del collezionismo borghese ottocentesco, espressione di un autentico sfarzo culturale, fatto di gusto, studio e apertura verso il mondo.

Opere ritrovate e sale restituite alla città

Tra gli elementi di maggiore rilievo figurano i disegni e le gouaches di Giacinto Gigante, presentati in modo organico, la rilettura della collezione dei vetri e il recupero architettonico di ambienti rimasti chiusi per lungo tempo. L’intervento si inserisce in un più ampio progetto di rinnovamento della Certosa di San Martino, reso possibile grazie ai finanziamenti PNRR, fondamentali per la valorizzazione del patrimonio museale.

Con questa nuova sezione permanente, la Certosa di San Martino si conferma come uno dei poli museali più dinamici di Napoli, capace di attraversare i secoli e di raccontare una città che, nell’Ottocento come oggi, continua a parlare al futuro.

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