venerdì 9 Gennaio 2026
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UMANAmente: l’XI Premio Fausto Rossano apre a Napoli il Festival del Cinema del Sociale e della Salute Mentale

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Marco Rossano ideatore e organizzatore del Premio Fausto Rossano

Dal 5 al 9 novembre 2025 Napoli torna a essere capitale del cinema sociale con l’XI edizione del Premio Fausto Rossano – Festival del Cinema del Sociale e della Salute Mentale, quest’anno intitolata “UMANAmente”.

Mercoledì 5 novembre 2025 prende ufficialmente il via, dall’Università Federico II e dall’Ex Asilo Filangieri, l’XI edizione del Premio Fausto Rossano – Festival di Cinema del Sociale e della Salute Mentale, che quest’anno porta il titolo “UMANAmente”.
La manifestazione, che si svolgerà fino a domenica 9 novembre, propone cinque giornate di incontri, proiezioni e dibattiti dedicati ai temi del Parkinson, dei disturbi della condotta alimentare e della tragedia in Palestina, con un ricco calendario di appuntamenti distribuiti in vari luoghi della città.

Il Premio, ideato e organizzato da Marco Rossano e diretto artisticamente da Sergio Sivori, è dedicato alla memoria dello psichiatra Fausto Rossano, figura di riferimento nel campo della salute mentale, scomparso prematuramente.
Quest’anno, oltre 400 opere provenienti da tutto il mondo sono state inviate alla selezione, culminata in 30 film finalisti suddivisi in sei categorie: Corti, Studenti, Laboratori, Animazioni, Focus Campania e Documentari.
Ogni serata sarà arricchita dalla proiezione di un corto palestinese realizzato in collaborazione con il Nazra Palestine Short Film Festival, a testimonianza dell’attenzione costante verso le questioni umanitarie e i diritti civili.

“Il Premio Fausto Rossano rinnova ogni anno il suo impegno nel promuovere, attraverso il linguaggio cinematografico, una riflessione profonda sulla salute mentale” – spiega il direttore artistico Sergio Sivori – “L’obiettivo è favorire una cultura del rispetto, dell’ascolto e dell’inclusione nel solco dei valori che hanno ispirato la vita e il lavoro di Fausto Rossano”.

Dalla Federico II al Teatro Bolivar: un percorso tra cinema e umanità

La giornata inaugurale si aprirà alle 9.30 presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli (San Giovanni a Teduccio) con l’“Incontro sui Disturbi della Condotta Alimentare”, accompagnato dalla proiezione fuori concorso del corto “Mangia!” di Anna Piscopo, presente in sala insieme a Stefano Bory e Gloria Glejieses.
La serata proseguirà dalle 19.00 all’Ex Asilo Filangieri con le prime proiezioni del concorso cinematografico, che apriranno ufficialmente le cinque giornate del Festival.

Nei giorni successivi, tra The Spark Creative Hub, Casa Cinema Napoli, Istituto Casanova e Teatro Bolivar, si alterneranno proiezioni, incontri con registi, studenti e operatori del settore, approfondimenti scientifici e momenti di musica e teatro dedicati ai valori dell’inclusione, della solidarietà e della salute mentale.

Un festival che unisce arte, salute e impegno civile

Il Premio Fausto Rossano 2025 si conferma un punto di riferimento per il cinema sociale e indipendente, capace di intrecciare arte, salute mentale e diritti umani in un dialogo aperto tra istituzioni, studenti, associazioni e comunità artistiche.
Un evento che fa di Napoli non solo una città di cinema, ma anche di umanità condivisa.

UMANAmente Festival del Cinema del Sociale e della Salute Mentale

Il programma: dal 5 al 9 novembre tra cinema, incontri e testimonianze

Mercoledì 5 novembre – Apertura ufficiale

Alle 9.30, al Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II (San Giovanni a Teduccio), si terrà un incontro sui disturbi della condotta alimentare con la proiezione fuori concorso di “Mangia!” di Anna Piscopo, alla presenza della regista.
Intervengono Stefano Bory, Gloria Glejieses e la stessa Piscopo.

Dalle 19.00, all’Ex Asilo Filangieri (via Giuseppe Maffei, 4), prenderanno il via le proiezioni del concorso cinematografico.

Anna Piscopo il 5 Novembre ad Umanamente
Anna Piscopo

Giovedì 6 novembre

Mattina: proiezioni all’Istituto A. Casanova (piazzetta Casanova) con film italiani e internazionali; incontro con Andrea Contaldo.

Pomeriggio: al The Spark Creative Hub (via degli Acquari), focus su “Oltre il limite: il Parkinson tra ricerca, riabilitazione e quotidianità” con Alessandro Tessitore e Anna Michela Vitulano, con il patrocinio della Fondazione LIMPE.

Sera: all’Ex Asilo Filangieri, proiezioni dei Documentari, Focus Campania e Animazioni, con diversi registi presenti in sala.

Venerdì 7 novembre

Mattina: nuove proiezioni al Casanova con la partecipazione dell’attore Mario Di Fonzo.

Sera: all’Ex Asilo Filangieri, proiezioni delle categorie Corti, Studenti e Focus Campania, con registi ospiti internazionali.

Prevista anche la proiezione fuori concorso “The Key” (Palestina, 2023).

Sabato 8 novembre

Alle 10.00, alla Casa Cinema Napoli, si svolgerà la cerimonia di premiazione alla presenza della giornalista Titta Fiore, presidente di giuria.
Sarà proiettato “Another Point of You” (Palestina, 2019) e consegnato il Premio speciale Fausto Rossano ad Anna Motta e Pino Paciolla del comitato Giustizia per Mario Paciolla.

Dalle 18.00, al Teatro Bolivar, proiezione del film fuori concorso “Alan – Il racconto di un ignorante” di Luca Lanzano e omaggio musicale Artisti Napoletani per Alan.

Domenica 9 novembre – Chiusura

Mattina al Teatro Bolivar: incontro con le associazioni del terzo settore e proiezione della categoria Laboratori, con numerosi registi presenti.

Pomeriggio e sera: evento speciale “UMANAmente per la Palestina”, con interventi musicali e performativi di Omar Suleiman, Amarcoro, Andrea De Goyzueta, Fabrizio Elvetico, Sabrina Severino e la Fan Girls Company.
Partecipano anche Emergency, Una Nessuna Centomila, Cooperativa Dedalus e Mediterranea Saving Humans.

Vietato ai migliori: il Teatro Trianon Viviani celebra il Varietà del primo Novecento

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Vietato ai migliori al Teatro Trianon Viviani sabato 29 marzo

Scopri l’evento teatrale che riporta in scena la tradizione del Varietà europeo a Napoli.

Napoli, 29 marzo 2025 – Il Teatro Trianon Viviani di Napoli accoglie uno spettacolo che promette di trasportare il pubblico indietro nel tempo, nell’epoca d’oro del Varietà europeo. Sabato 29 marzo alle ore 21.00 andrà in scena Vietato ai migliori, uno spettacolo scritto e diretto da Mario Brancaccio, che si presenta come un viaggio tra prose, canzoni, versi e numeri di varietà ispirati agli artisti del primo Novecento.

Presentato da Parthenope Production e TTR di Tato Russo, lo spettacolo vanta un cast d’eccezione: Patrizia Spinosi, Mario Brancaccio, Simona Esposito, Gustavo La Volpe, Fortuna Liguori, Monica di Tatisso e Francesco Viglietti. Le scenografie sono curate da Clelio Alfinito, i costumi da Annalisa Ciaramella, mentre le musiche di Raffaele Viviani e Karl Valentin saranno eseguite dal vivo al pianoforte da Eunice Petito.

Mario Brancaccio
Mario Brancaccio
Patrizia Spinosi
Patrizia Spinosi
Simona Esposito
Simona Esposito

Introduzione al Varietà europeo del primo Novecento

Il Varietà, forma di intrattenimento popolare diffusa in Europa agli inizi del XX secolo, rappresentava un mosaico di performance artistiche che spaziavano dalla musica alla comicità. Artisti come Raffaele Viviani, Ettore Petrolini e Karl Valentin incarnavano questa tradizione, offrendo spettacoli che riflettevano la cultura e la società del tempo.

Un viaggio tra passato e presente: La trama di “Vietato ai migliori”

L’ambientazione ci porta negli anni ’30-’40, quando un gruppo di attori, cantanti e cabarettisti italiani e tedeschi viene confinato nel sottopalco di un teatro, privato della possibilità di esibirsi a causa della crescente censura imposta dal regime. Attraverso le prove clandestine e la speranza di poter tornare sul palcoscenico, gli artisti diventano testimoni di un cambiamento epocale: la fine del Varietà e la nascita di un Teatro di Stato, strumento di propaganda politica che segnerà l’inizio di una nuova era artistica.

Le vicende dei protagonisti si intrecciano con quelle dei grandi nomi del teatro e del cabaret europeo dell’epoca, tra cui Raffaele Viviani, Rosalia Maggio, Karl Valentin e Lisa Karlstadt. La narrazione restituisce un affresco vivace di un periodo in cui l’intrattenimento popolare venne progressivamente soppiantato da nuovi modelli culturali, influenzati dal cinema e dalla televisione.

L’eredità del Varietà

Lo spettacolo mette in evidenza come, fino agli anni ’40, il repertorio cabarettistico e teatrale europeo fosse caratterizzato da una forte identità comune. Petrolini a Roma, Viviani a Napoli e Valentin in Germania condividevano una medesima visione artistica, fondata sulla satira, sull’ironia e su una profonda comprensione dell’animo popolare. Tuttavia, il dopoguerra segnò la frammentazione di questa tradizione e la sua progressiva sostituzione con modelli internazionali.

Attraverso Vietato ai migliori, Mario Brancaccio vuole restituire al pubblico di oggi il sapore autentico di un’epoca che ha profondamente segnato la cultura teatrale europea. Lo spettacolo, della durata di 80 minuti, non è solo un omaggio al passato, ma una riflessione sulla libertà espressiva e sull’evoluzione del teatro nel tempo.

Un appuntamento da non perdere

Con una regia che coniuga ricerca storica e sensibilità artistica, Vietato ai migliori si propone come un evento imperdibile per gli amanti del teatro e della storia culturale. Il Teatro Trianon Viviani di Napoli si conferma ancora una volta un luogo di memoria e innovazione, capace di riportare alla luce pagine fondamentali dello spettacolo europeo.

Dettagli dell’evento e informazioni utili

Lo spettacolo si terrà sabato 29 marzo 2025 alle ore 21.00 presso il Teatro Trianon Viviani di Napoli. La durata prevista è di 80 minuti. Per ulteriori informazioni e prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale del teatro o i canali di Parthenope Production e TTR di Tato Russo

Chiesa di San Biagio ad Aversa: Un Gioiello Ritrovato

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Le origini della Chiesa di San Biagio risalgono al 1043

Dopo un lungo restauro, torna accessibile uno dei più importanti monumenti religiosi della città, simbolo di storia, arte e fede.

Aversa festeggia la solenne riapertura della Chiesa di San Biagio, un evento atteso con grande entusiasmo dalla comunità locale e dagli amanti del patrimonio artistico e religioso campano. Dopo un lungo periodo di restauri e consolidamenti, questo scrigno di arte e fede torna ad essere fruibile, rivelando il suo splendore secolare.

Un Restauro di Grande Valore

Il restauro della Chiesa di San Biagio è stato un progetto complesso e ambizioso, coordinato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Il Soprintendente Mariano Nuzzo ha sottolineato l’importanza di questo intervento citando Paul Valéry: «La tradizione non consiste nel mantenere le ceneri, ma nel custodire il fuoco». Con il recupero di questo monumento, insieme al Convento di Sant’Antonio al Seggio e all’abside della Chiesa di San Domenico, si è concretizzato un impegno sinergico tra istituzioni e restauratori, volto a preservare il cuore culturale e spirituale della città.

Chiesa di San Biagio ad Aversa: un Patrimonio di Storia e Arte

La Chiesa di San Biagio è un autentico gioiello dell’architettura religiosa di Aversa. Le sue origini risalgono al 1043, quando il monastero benedettino fu fondato, secondo la tradizione, da una principessa normanna. Dell’impianto romanico originale rimane il suggestivo pronao, che introduce a un interno ricco di opere d’arte.

All’interno della chiesa, la navata unica è impreziosita da dodici cappelle laterali, con altari policromi e dipinti di grande rilievo. Tra le opere più significative si annoverano l’Adorazione dei Magi e la Pentecoste, attribuite a Marco Pino da Siena, e la Sepoltura di Cristo con la Madonna e i Santi Biagio e Giovanni Evangelista, influenzata dallo stile del fiammingo Teodoro d’Errico. Il pavimento in maioliche settecentesche della bottega napoletana dei Giustiniani aggiunge un ulteriore tocco di pregio artistico.

Un Polo di Cultura e Fede

La riapertura della Chiesa di San Biagio si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione dei monumenti di Aversa, una città che vanta un ricco patrimonio storico e artistico. Questo luogo sacro, oltre ad essere un punto di riferimento per la comunità religiosa, rappresenta un’importante attrazione per gli amanti della cultura e del turismo.

Napoli e la Campania sono terre di straordinaria bellezza e spiritualità, e la Chiesa di San Biagio, con il suo rinnovato splendore, si candida a essere una tappa fondamentale negli itinerari turistici della regione. Monumenti, musei, eventi culturali e percorsi enogastronomici rendono questa terra un’esperienza da vivere con passione e curiosità.

Con questa riapertura, Aversa non solo recupera un frammento prezioso della sua storia, ma riafferma l’importanza della tutela del patrimonio culturale come ponte tra memoria e futuro. Un invito a scoprire e riscoprire le meraviglie della nostra terra, con occhi nuovi e cuore aperto.

Cosa penso di… “Cuore Puro”

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Massimiliano Sacchetto responsabile della rubrica "Cosa penso di"

Cuore Puro: La drammatica illusione della “normalità” nelle periferie

Nel panorama contemporaneo, dove le convenzioni sociali tendono a trasformarsi in dogmi, il concetto di “normalità” si rivela spesso pericolosamente fuorviante. Frasi come “lo sanno tutti” o “è da sempre” mascherano una realtà ben più complessa e dolorosa, soprattutto quando si tratta delle periferie delle grandi città. In questo contesto, il testo e lo spettacolo “Cuore Puro” emergono come un grido di denuncia e una profonda riflessione sociale.

La normalità: un concetto ambivalente

L’idea che qualcosa sia “normale” rischia di banalizzare ingiustizie e problematiche strutturali. È un atto quasi criminale far sembrare accettabile ciò che, in realtà, non lo è affatto. Non è normale che i ragazzini di periferia non possano giocare spensierati a pallone, distratti da chi, approfittandosi dei loro sogni e delle loro fragilità, li arruola in un “sistema” corrotto e violento.

Roberto Saviano: il fotografo dell’ovvio

Roberto Saviano ha sempre avuto l’abilità di rendere visibile l’invisibile. Nel suo racconto delle “ovvietà” della città, ciò che molti considerano scontato si trasforma in una presa in coscienza dolorosa. Le periferie di Napoli, come quelle di Milano e di tutte le grandi città, dove i giovani lottano per una vita migliore—che sia attraverso il sogno del calcio o la speranza di emergere nel mondo della moda o dello spettacolo—sono il terreno fertile di una realtà che si ripete e si insinua come un pugno nello stomaco.

“Cuore Puro”: un palcoscenico che smaschera la verità

Messo in scena al Teatro Sannazaro da Mario Gelardi, “Cuore Puro” va ben oltre il semplice intrattenimento. Interpretato da un cast di grande talento—Antonella Romano, Vito Amato, Emanuele Cangiano, Carlo di Maro e Francesco Ferrante—lo spettacolo trasforma la calma apparente dell’ovvietà in una potente esperienza emotiva. La trama ruota attorno a tre ragazzini napoletani, reclutati dalla camorra per segnalare l’arrivo della polizia durante le partite di calcetto in una piazza. Attraverso questo racconto, Saviano indaga il sottile equilibrio tra la passione per il calcio e la seduzione dei guadagni illeciti, offrendo uno spaccato realistico dell’adolescenza in un contesto segnato dalla criminalità.

Il messaggio universale: un invito alla riflessione

La forza di “Cuore Puro” sta nel suo saper parlare non solo dei ragazzini di Napoli, ma di tutti quei giovani delle periferie, che vivono una realtà in cui l’illusione della normalità viene continuamente messa in discussione. La drammatica narrazione non è solo un’opera teatrale, ma un monito per le scuole, le famiglie e l’intera società: non dobbiamo rassegnarci a una normalità che, in realtà, ci condanna.

Mangiafuoco, figura simbolica di chi attira e poi rovina i sogni dei nostri figli, assume qui una valenza ancora più inquietante. Non è accettabile che le storie di sfruttamento e di illusioni infrante diventino parte integrante del tessuto sociale, e “Cuore Puro” si propone come strumento di denuncia e di educazione.

Conclusioni

“Cuore Puro” è molto più di uno spettacolo teatrale: è una riflessione profonda sulla società, una denuncia contro quella normalità che, se accettata, rischia di perpetuare ingiustizie e sofferenze. In un’epoca in cui le periferie restano spesso ai margini di un sistema che sembra inesorabilmente destinato a mantenere lo status quo, l’opera di Saviano e il coraggio artistico di Gelardi e del suo cast offrono un’occasione preziosa per riscoprire il valore della critica e della speranza. Un appuntamento imperdibile per chi crede che il cambiamento inizi dalla consapevolezza e dalla capacità di guardare oltre l’ovvio.

Attraverso "Cuore Puro", Roberto Saviano esprime una profonda riflessione sulla condizione dei giovani nei quartieri più disagiati di Napoli

Cuore Puro di Roberto Saviano al Teatro Sannazaro: Favola Nera tra Camorra e Calcio a Napoli

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Attraverso "Cuore Puro", Roberto Saviano esprime una profonda riflessione sulla condizione dei giovani nei quartieri più disagiati di Napoli

Cuore Puro di Roberto Saviano al Teatro Sannazaro: Favola Nera tra Camorra e Calcio a Napoli

Il Teatro Sannazaro di Napoli si prepara ad accogliere, da oggi 21 al 23 febbraio, lo spettacolo “Cuore Puro – Favola nera per camorra e pallone”. Tratto da uno degli ultimi romanzi di Roberto Saviano, questo evento teatrale rappresenta un mix di dramma sociale e passione calcistica, ambientato nel cuore pulsante di Napoli. La riscrittura di uno dei primi racconti dell’autore si trasforma in una favola nera, capace di raccontare una realtà cruda e complessa.

La Trama: Un Mondo di Contrasti tra Passione e Realtà

Il Racconto di Tre Giovani e la Camorra

“Cuore Puro” racconta la storia di tre ragazzini napoletani, assoldati dalla camorra come vedette, il cui compito è semplice ma carico di significato: giocare a calcetto in una piazza e segnalare l’arrivo della polizia o di persone sospette. Attraverso questa trama, Saviano esplora il difficile equilibrio tra la passione per il calcio e la tentazione dei guadagni illeciti, tracciando un quadro realistico dell’adolescenza in un contesto segnato dalla criminalità.

Il Ruolo di Tonino e il Destino dei Giovani

Un elemento centrale della narrazione è la figura di Tonino, un novello Mangiafuoco con l’ambizione di diventare procuratore sportivo. Tonino, che opera sotto l’ala di un uomo colluso con la malavita, allontana i ragazzi dal volo delle loro aspirazioni, riportandoli bruscamente alla realtà. La sua presenza rappresenta la cruda verità: il talento, per quanto brillante, non basta se si nasce in un ambiente dove ogni scelta ha un prezzo elevato.

Il Conflitto tra Sogno e Realtà

Il dramma si intensifica quando, durante una partita importante, uno dei ragazzi, Giovanni, si lascia travolgere dall’emozione di un’azione spettacolare che ricorda le gesta di Kvaratskhelia viste in TV. Distratto dalla bellezza del gioco, Giovanni dimentica il suo ruolo di vedetta, attirando l’attenzione della polizia. La reazione di Tonino, ferma e decisa, sottolinea la tragica ironia di un sogno spezzato, che però si rivelerà la sua salvezza.

Un Messaggio di Speranza e Resilienza

La Visione di Roberto Saviano

Attraverso “Cuore Puro”, Roberto Saviano esprime una profonda riflessione sulla condizione dei giovani nei quartieri più disagiati di Napoli. Le parole dell’autore risuonano con forza:

“Nessuno dei ragazzi rimpiangeva nulla. Qui si è abituati a pagare per qualsiasi cosa… Se proprio si deve subire, meglio subire per un desiderio che in parte si è assaggiato, piuttosto che per qualcosa che non si assaporerà mai.”

Questa dichiarazione dell’autore sottolinea come, anche nelle situazioni più avverse, la passione per il calcio possa rappresentare una via d’uscita, un modo per riscoprire la speranza e l’energia di un sogno che, nonostante tutto, può salvare la vita.

Un’Esperienza Teatrale da Non Perdere

“Cuore Puro – Favola nera per camorra e pallone” non è solo una rappresentazione teatrale, ma un viaggio emotivo attraverso la realtà cruda di una città e di una gioventù divisa tra ambizione e rassegnazione. Il racconto, intriso di riferimenti al cinema di Ken Loach e al naturalismo del grande cinema di impegno civile italiano, invita lo spettatore a riflettere sulle scelte e sui sacrifici che ogni vita impone.

Dettagli dello Spettacolo e Collaborazioni

Date e Luogo

Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Sannazaro di Napoli, un palcoscenico emblematico che ospiterà l’evento per tre giorni intensi: da venerdì 21 a Domenica 23 febbraio

Il Cast e la Produzione

La regia e la scrittura sono affidate a Mario Gelardi, che saprà dare forma a una narrazione intensa e coinvolgente. In scena si esibiranno:

  • Vito Amato
  • Emanuele Cangiano
  • Carlo Di Maro
  • Francesco Ferrante
  • Antonella Romano

La messa in scena è arricchita da musiche originali dei Mokadelic, scene ideate da Vincenzo Leone, costumi firmati da Rachele Nuzzo e un disegno luci a cura di Loïc François Hamelin. Inoltre, Mario Ascione contribuisce con il suo aiuto regia. La produzione è realizzata da Sardegna Teatro in coproduzione con Fondazione Luzzati, Teatro della Tosse e Teatro Sannazaro.

Per maggiori informazioni e prenotazioni, visita il sito ufficiale del Teatro Sannazaro e lasciati trasportare in un’esperienza unica che unisce il potere della narrazione di Roberto Saviano alla vibrante energia di Napoli.

Domenica al Museo: ingresso gratuito all’Anfiteatro Campano e al Museo Archeologico di Santa Maria Capua Vetere

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domenica 2 febbraio ingresso gratuito all'anfiteatro campano in occasione della Domenicalmuseo
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Un viaggio gratuito tra storia, musica e archeologia: il 2 febbraio 2025 appuntamento imperdibile all’Anfiteatro Campano e al Museo Archeologico di Santa Maria Capua Vetere

Il prossimo 2 febbraio 2025, l’arte e la storia dell’antica Capua si aprono al pubblico in occasione della Domenicalmuseo, iniziativa promossa dalla Direzione regionale Musei Campania. Per l’occasione, l’Anfiteatro Campano, il Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Capua e il Museo dei Gladiatori offriranno l’ingresso gratuito, regalando ai visitatori un viaggio unico attraverso le meraviglie archeologiche di Santa Maria Capua Vetere.

Un’esperienza immersiva tra storia e musica

Durante la giornata, il programma prevede appuntamenti imperdibili. Alle 11:00, presso il Museo Archeologico, l’Associazione Musicale G.B. Pergolesi presenterà l’ensemble di clarinetti “Quartetto Quantico”, diretto dal Maestro Flavia Salemme. Il repertorio musicale spazierà da Piazzolla a Fraioli, offrendo un accompagnamento elegante alla visita culturale.

Inoltre, sarà ancora possibile visitare la mostra di grande successo “La memoria restituita. Mostra di reperti sequestrati”, prorogata fino a marzo 2025 grazie all’alta affluenza di pubblico e alla risonanza mediatica che ha raggiunto anche l’estero. Questa esposizione, organizzata in collaborazione con la Procura e il TPC, racconta storie di recupero e tutela del patrimonio culturale italiano.

Un circuito archeologico tra passato e futuro

Il Circuito Archeologico Nazionale dell’Antica Capua comprende l’Anfiteatro Campano, uno dei più grandi d’Italia dopo il Colosseo, e il Museo dei Gladiatori, che celebra l’epoca in cui i giochi gladiatori erano il fulcro della vita sociale e culturale. Accanto a queste meraviglie, il Museo Archeologico Nazionale custodisce preziosi reperti che testimoniano la grandezza dell’antica Capua, rendendola una delle città più importanti dell’età romana.

Secondo Antonella Tomeo, direttrice dei siti, questa giornata rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico, soprattutto i giovani, al patrimonio culturale locale. “Il nostro obiettivo è sensibilizzare alla partecipazione culturale, valorizzando la bellezza e l’unicità del territorio,” ha dichiarato.

Orari e informazioni utili

Per partecipare alla Domenicalmuseo del 2 febbraio 2025, sarà necessario prenotare il biglietto gratuito tramite i totem presso le biglietterie dei siti o online ai link ufficiali:

Orari di apertura del 2 febbraio 2025:

  • Anfiteatro Campano: 9:00 – 16:30
  • Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Capua: 9:00 – 18:30

Indirizzi:

  • Anfiteatro Campano: Piazza Adriano, 36 – 81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)
  • Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Capua: Via Roberto D’Angiò, 44 – 81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)

Non perdete l’occasione di vivere una giornata dedicata alla cultura, all’archeologia e alla musica in uno dei luoghi più suggestivi della Campania. Per maggiori informazioni, è possibile contattare la Direzione del Museo all’indirizzo drm-cam.museoanticacapua@cultura.gov.it.

Benedetto Casillo torna in scena con “Colpo grosso a Villa Pignatiello” al Teatro Cilea

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Benedetto Casillo con al Teatro Cilea di Napoli dal 30 gennaio al 2 febbraio 2025.

Tra risate, intrighi e colpi di scena, Benedetto Casillo celebra vent’anni di successi teatrali con una commedia imperdibile al Teatro Cilea di Napoli.

Il celebre attore e comico napoletano Benedetto Casillo è pronto a conquistare nuovamente il pubblico con la sua ultima commedia-giallo, “Colpo grosso a Villa Pignatiello”, in programma al Teatro Cilea di Napoli dal 30 gennaio al 2 febbraio 2025. Lo spettacolo celebra il ventennale della sua prima messa in scena, proponendo una rivisitazione in chiave partenopea dell’opera di Ermanno Carsana “Ma per fortuna è una notte di luna”.

Una trama esilarante e imprevedibile

La commedia ruota attorno a un prezioso diadema di famiglia e una serie di personaggi memorabili: una vedova indebitata, una figlia ribelle, un detective travestito e una coppia di improbabili ladri, Gennarino e Stella Esposito, descritti come una versione “Made in Naples” di Diabolik ed Eva Kant. Sullo sfondo, la scomparsa misteriosa del marchese Ernestino in Africa e un intreccio di equivoci e colpi di scena che promettono risate senza fine, fino a un finale a sorpresa.

Il ritorno di un maestro della comicità

Benedetto Casillo, simbolo della comicità napoletana dagli anni ’70, ha iniziato la sua carriera con il duo cabarettistico “I Sadici Piangenti” ed è noto al grande pubblico per i suoi ruoli nei film di Luciano De Crescenzo, tra cui “Così parlò Bellavista”. Con “Colpo grosso a Villa Pignatiello”, Casillo conferma il suo talento nella scrittura e nella regia, proponendo uno spettacolo che unisce risate spontanee e comicità elegante, senza mai cadere nella volgarità.

Un cast d’eccezione e una produzione curata nei dettagli

Accanto a Casillo, sul palco ci saranno Patrizia Capuano, Gennaro Morrone, Enza Barra, Luciano Piccolo, Orentia Marano, Salvatore Felaco e Salvatore Chiantone. Le scenografie sono firmate da Massimo Malavolta, i costumi da Isa Di Lena, mentre l’aiuto regia è affidata a Enza Barra.

Informazioni pratiche e biglietti

Gli spettacoli si terranno:

  • Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2025.
  • Orario: ore 21:00 (domenica alle 18:00).

I biglietti sono disponibili presso il botteghino del Teatro Cilea o online sul sito ufficiale:
Prevendite biglietti Teatro Cilea

  • Prezzi serata inaugurale (30 gennaio):
    • Platea: 25 euro
    • Galleria: 23 euro
  • Prezzi repliche (31 gennaio – 2 febbraio):
    • Platea: 28 euro
    • Galleria: 25 euro

Per informazioni, il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 20:00.

Non solo Casillo: un programma ricco al Teatro Cilea

Il Teatro Cilea si conferma un punto di riferimento per il teatro a Napoli. In cartellone, oltre a Benedetto Casillo, si esibiranno Carlo Buccirosso (dal 13 febbraio), gli Avion Travel (20 febbraio), Maurizio Casagrande (6 marzo) e Paolo Caiazzo (24 aprile), oltre agli spettacoli della Cilea Academy.

Per chi ama la cultura partenopea e vuole scoprire i segreti di Napoli, il sito Itinerari di Napoli offre tour tematici imperdibili. Non perdere l’occasione di vivere la magia della città anche attraverso le sue storie e il suo teatro!

Alla scoperta del patrimonio culturale di Caserta: il progetto “Percorsi nel territorio della città di Caserta”

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Borgo operaio di San Leucio - tour storico e culturale

Percorsi nel territorio della città di Caserta”: un viaggio tra storia, arte e cultura

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento ha lanciato un ambizioso progetto intitolato “Percorsi nel territorio della città di Caserta”, un’iniziativa che punta a valorizzare il ricco patrimonio storico-artistico di Caserta e delle sue aree limitrofe. Questo programma rappresenta un passo significativo nella promozione dei beni culturali locali e nella formazione di una cittadinanza attiva e consapevole.

Un progetto tra passato, presente e futuro

Sotto la guida del Soprintendente Mariano Nuzzo e della coordinatrice Anna Maria Romano, il progetto si propone di trasmettere i valori ereditati dal passato e di rafforzare il legame con il territorio. L’obiettivo è duplice: fornire strumenti di comprensione e tutela dei beni culturali e coinvolgere direttamente le comunità locali attraverso iniziative educative e divulgative.

Educazione e coinvolgimento: i pilastri del progetto

Il programma si rivolge principalmente ai giovani e agli istituti scolastici, ma non esclude il pubblico generale. Tra le attività previste figurano:

  • Laboratori didattici e incontri con professionisti del settore per approfondire la conoscenza del patrimonio locale.
  • Pubblicazione di contenuti digitali sul sito ufficiale della Sabap (sabapce-bn.cultura.gov.it), tra cui guide, video-interviste, fotografie inedite e documenti di alto valore storico.
  • Approfondimenti sul Medioevo a Caserta e nelle sue aree limitrofe, come Casertavecchia, la chiesa di San Pietro ad Montes e la basilica di Sant’Angelo in Formis.
  • Focus sulla frazione di San Leucio e sul suo straordinario patrimonio culturale, come la villa suburbana cinquecentesca del principe Andrea Matteo Acquaviva e il Codice delle Leggi del 1789.

Un team d’eccellenza per contenuti di qualità

La realizzazione dei materiali e delle attività è affidata a un team di esperti guidato da Anna Maria Romano, il cui prestigio professionale è riconosciuto a livello regionale e nazionale. Tra i professionisti coinvolti:

  • Sara Miele, storica dell’arte.
  • Giulia Nanfa, restauratrice, che offrirà contributi specifici sulla conservazione e sul restauro.
  • Mariangela Mingione, responsabile della comunicazione e del Servizio Studi e Ricerca.
  • Camillo Cars, a capo dell’Ufficio Ced per la digitalizzazione dei contenuti.

Grazie a questo team, il progetto garantirà non solo un’offerta culturale di altissimo livello, ma anche un’esperienza educativa ed inclusiva, capace di coinvolgere attivamente i cittadini e i turisti.

Dichiarazioni e obiettivi futuri

Il Soprintendente Mariano Nuzzo ha sottolineato l’importanza del progetto dichiarando: “Il programma rafforzerà la consapevolezza e l’importanza della trasmissione dei contenuti culturali, aprendo nuovi orizzonti ed educando attraverso la cultura al suo carattere vitale e alla sua ricchezza”.

Questo progetto rappresenta una straordinaria opportunità per riscoprire e valorizzare i tesori di Caserta, confermando il ruolo della Soprintendenza come pilastro della promozione culturale e come garante della conservazione del patrimonio locale.

Scopri Caserta con “Percorsi nel territorio della città di Caserta”

Se sei appassionato di storia, arte e cultura, non perdere l’occasione di partecipare a queste iniziative. Visita il sito ufficiale della Sabap per scoprire tutte le novità e gli appuntamenti dedicati al patrimonio culturale di Caserta e delle sue aree circostanti. Un viaggio nel tempo ti aspetta, tra le meraviglie del Medioevo e le eccellenze del territorio.

Inoltre, per approfondire ulteriormente la tua esperienza, puoi partecipare alle visite guidate organizzate dall’Associazione Culturale IDN – Itinerari di Napoli alla Reggia di Caserta e alle Seterie di San Leucio. Questi tour ti offriranno una prospettiva unica su due dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia della zona.

A Pomigliano d’Arco nasce il progetto P.A.S.S.I.: un percorso innovativo per famiglie con figli affetti da autismo

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Conferenza stampa del progetto P.A.S.S.I. a Pomigliano d'Arco: relatori presentano le iniziative per genitori di bambini con sindrome dello spettro autistico.

Un programma innovativo e inclusivo che mette le famiglie al centro del percorso terapeutico per l’autismo, tra formazione, supporto e creatività.

Pomigliano d’Arco si distingue ancora una volta per il suo impegno sociale e terapeutico con il lancio del progetto P.A.S.S.I. (Percorsi di Accompagnamento e Supporto per l’Inclusione), un’iniziativa dedicata ai genitori e ai fratelli di bambini e ragazzi con sindrome dello spettro autistico. Il progetto, realizzato dal Centro Socio Sanitario Iso Riabilitativo APS per l’età evolutiva, mira a creare un ambiente inclusivo in cui le famiglie diventano protagoniste attive del percorso terapeutico.

Una risposta concreta alle sfide delle famiglie

Il progetto P.A.S.S.I. nasce dall’esigenza di rispondere al disorientamento che spesso colpisce le famiglie dopo una diagnosi di autismo. Promosso dal direttore del Centro, il dott. Domenico Manna, insieme alla dott.ssa Afrodite Esposito, coordinatrice del centro, e alla project manager Maria Carmela Inverno, il percorso vuole fornire strumenti concreti per affrontare il complesso iter di cura e supporto.

Grazie al finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Campania, P.A.S.S.I. offre interventi strutturati che includono:

  • Incontri formativi per genitori e familiari;
  • Supporto psicologico per affrontare lo stress e le sfide quotidiane;
  • Musicoterapia sensoriale, per stimolare la comunicazione e l’interazione;
  • Teatro sociale, un potente strumento per favorire l’espressione emotiva e l’inclusione.

L’obiettivo è creare un modello di intervento partecipativo, seguendo le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, che sottolineano l’importanza di coinvolgere attivamente le famiglie nel percorso terapeutico.

Un approccio multidisciplinare per il benessere familiare

Il progetto P.A.S.S.I. è stato concepito per affrontare il problema nella sua complessità, considerando non solo il bambino o il ragazzo con autismo, ma anche l’intera rete familiare. Questo approccio multidisciplinare include la collaborazione con figure di spicco come la dott.ssa Tiziana Tesauro, responsabile scientifica del Teatro Sociale per il CNR, e partner qualificati come:

  • A.G.V.H. (Associazione Genitori e Volontari per la tutela dei Disabili);
  • THYMOS – Organizzazione di volontariato;
  • Auxilium Sociale APS;
  • Kirghisia APS.

Il teatro sociale, in particolare, offre una dimensione creativa e terapeutica, in grado di coinvolgere genitori e figli in un processo di crescita condiviso. La musicoterapia, invece, si propone di migliorare la comunicazione e ridurre l’isolamento sociale, favorendo una maggiore coesione familiare.

P.A.S.S.I.: un percorso verso l’autonomia

Un elemento chiave del progetto è la preparazione al “dopo di noi”, un tema cruciale per le famiglie con figli autistici. Attraverso interventi personalizzati e la collaborazione con professionisti e volontari, P.A.S.S.I. mira a costruire nuovi equilibri, riducendo il carico emotivo e le responsabilità che gravano sui genitori. Il progetto punta a sviluppare autonomie per i ragazzi, ma anche a fornire ai genitori strumenti utili per affrontare il futuro con maggiore serenità.

L’importanza dell’inclusione e della consapevolezza

Al centro di P.A.S.S.I. c’è la consapevolezza che il benessere del nucleo familiare è essenziale per il successo del percorso terapeutico. La diagnosi di autismo non deve essere vissuta come un ostacolo insormontabile, ma come un’opportunità per costruire relazioni più forti e significative. L’approccio inclusivo di P.A.S.S.I. invita genitori e fratelli a diventare parte attiva della soluzione, superando il senso di isolamento spesso associato a questa condizione.

Un modello replicabile per il futuro

Il progetto P.A.S.S.I., che si distingue per la sua visione olistica e innovativa, rappresenta un modello replicabile su scala regionale e nazionale. L’idea di mettere al centro le famiglie e di fornire loro un percorso strutturato e supportato da professionisti potrebbe diventare un punto di riferimento per altre realtà.

Conclusioni

Pomigliano d’Arco conferma la sua attenzione verso le tematiche sociali e sanitarie con l’avvio del progetto P.A.S.S.I., un’iniziativa che non solo risponde alle necessità immediate delle famiglie, ma guarda anche al futuro con speranza e determinazione. Grazie a una rete di collaborazioni qualificate e al sostegno delle istituzioni, P.A.S.S.I. rappresenta un esempio virtuoso di come il lavoro di squadra possa fare la differenza nella vita delle persone.

Per maggiori informazioni sul progetto, è possibile contattare il Centro Socio Sanitario Iso Riabilitativo APS di Pomigliano d’Arco.

Il Minotauro Bambino: mito e umanità si incontrano a Napoli nell’opera di Emanuele Scuotto

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Dettaglio della testa del Minotauro Bambino di Emanuele Scuotto: una scultura blu dal volto delicato e sognante, ispirata al mito e al Cristo Velato.

Una scultura emozionante che unisce tradizione, modernità e riflessione sull’animo umano, in mostra alla OFF Gallery fino all’ 11 gennaio 2025

Un piccolo Minotauro blu, dal corpo delicato e sognante, riposa in una posa che richiama il celebre “Cristo Velato” del Sammartino. Con la dolcezza di un putto e il mistero di una creatura mitologica, questa scultura racconta molto più di un semplice mito: è un invito a riflettere sull’umanità, sulla solitudine e sull’ambiguità della condizione umana. Questo è il cuore pulsante dell’opera “Il Minotauro Bambino” di Emanuele Scuotto, che sarà esposta presso la OFF Gallery di Napoli dal 15 dicembre 2024 all’11 gennaio 2025.

Accompagnata da una composizione musicale originale di Uwe Fiebig, l’installazione invita i visitatori a immergersi in un mondo dove mito, tradizione e contemporaneità si fondono per creare un’esperienza unica. L’opera, già protagonista di un viaggio artistico nel Castello di Donnafugata in Sicilia, trova ora nella città di Napoli una nuova casa, arricchita dal contesto culturale e storico che la circonda.

Una rilettura del mito tra tradizione e modernità

Il Minotauro è una figura che da sempre affascina per la sua ambiguità. Metà uomo e metà toro, Asterione – il suo vero nome – è nato dall’unione proibita tra Pasifae e un toro sacro inviato da Poseidone. Condannato a vivere nel labirinto di Creta, è stato spesso rappresentato come un mostro crudele. Tuttavia, nella versione di Borges, il Minotauro si trasforma in una creatura sognante e solitaria, che vaga nel proprio labirinto immaginando un mondo diverso.

È a questa interpretazione che Emanuele Scuotto si ispira, offrendoci un Minotauro bambino, vulnerabile e umano. La sua scultura abbandona la dimensione del mostro per immergersi in quella del simbolo. “Il Minotauro Bambino” non incute timore, ma invita alla riflessione: chi è il vero mostro? L’essere diverso o la società che lo isola? Questa domanda universale si intreccia con il contesto napoletano, dove il mito e la tradizione convivono in un equilibrio unico.

Vista completa della scultura Il Minotauro Bambino di Emanuele Scuotto, un'opera blu che unisce elementi mitologici e simbolismi napoletani.

La scelta della OFF Gallery

La OFF Gallery, situata nel cuore storico di Napoli accanto alla Cappella Sansevero, non è una scelta casuale. Questo spazio espositivo incarna perfettamente il dialogo tra passato e presente, un tema centrale nell’opera di Scuotto. La vicinanza al “Cristo Velato” del Sammartino, capolavoro di straordinaria intensità emotiva, amplifica il potere evocativo del “Minotauro Bambino”.

La scultura di Scuotto, con le sue sembianze quasi angeliche, richiama i simbolismi del presepe napoletano, dove il divino e l’umano convivono in una narrazione carica di significati. Questo legame con la tradizione locale è una costante del lavoro di Scuotto, che da anni si distingue per la sua capacità di reinterpretare i simboli culturali napoletani in chiave contemporanea.

L’arte di Emanuele Scuotto

Emanuele Scuotto è nato a Marano di Napoli nel 1978 e ha iniziato il suo percorso artistico nel 1996, fondando con i fratelli La Scarabattola, una bottega d’arte che ha rivoluzionato il panorama della tradizione presepiale napoletana. Dal 2019, Scuotto ha intrapreso un percorso individuale che lo ha portato a creare installazioni uniche, spesso ispirate a miti e simbolismi.

Con “Il Minotauro Bambino”, l’artista conferma la sua abilità di trasformare il mito in un linguaggio universale, capace di dialogare con il pubblico di oggi. L’opera non vuole semplicemente reinterpretare il Minotauro, ma ridargli una voce, una dimensione umana che lo rende vicino a chi osserva. Il blu intenso della scultura non è solo un colore, ma un simbolo: è il mare, è il cielo, è l’immaginazione.

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