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Concerto RAI il 30 Novembre con Ilya Grubert e la direzione di Stefano Pagliani

Ilya Grubert violino solista per il Concerto RAI della Nuova Orchestra Scarlatti

Grande musica mercoledì 30 novembre, con ingresso gratuito, al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare. “Concerto RAI” Con la Nuova Orchestra Scarlatti e il violinista solista Ilya Grubert, la direzione di Stefano Pagliani. Musiche di Max Bruch e Ludwig van Beethoven.

Concerto RAI, un evento che si rifà alle stagioni concertistiche dell’Orchestra Scarlatti presso l’Auditorium della RAI di Napoli. A suonare con la Nuova Orchestra Scarlatti, uno dei massimi virtuosi del momento: il violinista lettone Ilya Grubert, concertista di fama mondiale.

Dirigerà la Nuova Orchestra Scarlatti Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala, che dagli inizi degli anni ’90 ha intrapreso una prestigiosa attività come direttore d’orchestra in Italia e all’estero. Nell’occasione, i Maestri Grubert e Pagliani terranno due masterclass per giovani strumentisti del territorio.

La possente Ouverture Coriolano, composta da Beethoven nel 1807 aprirà il “Concerto RAI”

In programma evergreen classici come il celebre e amato Concerto per violino e orchestra in sol minore n. 1 op. 26 di Max Bruch e due capolavori sinfonici di Beethoven, l’ouverture Coriolano e la Quarta Sinfonia.

Il Concerto per violino e orchestra in sol minore n. 1 op. 26 del compositore tedesco Max Bruch (1838-1920) è un trionfo di brillante virtuosismo e appassionata cantabilità, arricchito dall’invenzione melodica commossa e commovente dell’Adagio centrale.

Aprirà il concerto la scultorea, possente Ouverture Coriolano, composta da Beethoven nel 1807 come intermezzo per l’omonima tragedia di Heinrich Joseph von Collin, vertice dello stile epico del sommo compositore tedesco; chiuderà il programma ancora Beethoven con la sua Quarta Sinfonia, luminoso capolavoro di una giovane grande anima ancora legata al mondo e felice di condividere con esso la sua gioia.

Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala
Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala

Sotto il cielo più puro

E’ un appuntamento musicale de I Campi Flegrei – “Sotto il cielo più puro”, concerti sociali per la X Municipalità, rassegna realizzata dalla Nuova Orchestra Scarlatti per il progetto Affabulazione del Comune di Napoli, attuato con fondi del MIC. Media partner RAI Campania.

L’intera manifestazione è dedicata al M.° Yuriy Kerpatenko, ucciso a Kherson (Ucraina), ottobre 2022. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: nuovaorchestrascarlatti.it – 0812535984 – info@nuovaorchestrascarlatti.it

Peppe Maiulli VS Ernesto a Foria al Nuovo Teatro Sancarluccio

Ernesto a Foria interpretato da Peppe Maiulli, fino al 9 dicembre  al Nuovo Teatro Sancarluccio con lo spettacolo “Peppe Maiulli VS Ernesto a Foria- Ovvero song’ allergico ‘e fravole” di e con Peppe Maiulli.

Ernesto a Foria la storia della creazione in provetta del mito partendo dal nulla

E’ la storia della creazione in provetta del mito partendo dal nulla. Ernesto a Foria è la definizione provata che la massa ascolta con occhi e orecchie spalancati ciò che le viene propinato e, meno capisce, più apprezza. In un mondo di tenori-non tenori, di autori-non autori, di artisti-non artisti, di politici-non politici, il personaggio Ernesto va a nozze.

Magnificato già dal prologo, e per tutto lo spettacolo dal suo storiografo nonché mentore, che è il suo alter ego reale e suo anfitrione. Ernesto inizia a snocciolare la sua variegata esibizione, fatta di “opere”. Opere che Il narratore non osa definirle canzoni. Poesie e commenti che Ernesto, definto il “Maestro”, chiude con inaspettate perle di “saggezza”. Sempre incalzato da salaci domande di una improbabile giornalista presente sul palco.

Ernesto a Foria canta l’impossibile rendendolo credibile

La seraficità di Ernesto a Foria nell’asserire e cantare l’impossibile rendendolo credibile è il leitmotiv di tutto l’impianto scenico. E’ trionfo del vacuo. Del luogo comune e del nulla assurti a “verbo”, forzato e montato ad arte per contrabbandarlo come opera omnia. Intervallato e impreziosito da improbabili “perle” poetiche declamate dal suo storiografo e mentore e videoproiezioni di “improbabili” interviste ottenute dall’entourage del Maestro (gli amici, l’arrangiatore, il parroco, lo psicologo, il parrucchiere e il politico).

Una goliardica cavalcata dedicata a chi ha il coraggio di non prendersi troppo sul serio.

Domenica in Villa Floridiana con gli eventi del Museo Duca di Martina

Domenica in Villa Floridiana con gli eventi del Museo Duca di Martina

Domenica in Villa Floridiana con tutta la famiglia. Proseguono con grande successo di pubblico le domeniche in Villa Floridiana grazie agli eventi promossi da Museo Duca di Martina. 

Domenica In Villa Floridiana con le lezioni di GYROKINESIS

Domenica 9 dicembre, alle ore 11.00, nel Teatrino della Verzura nuovo appuntamento con lezioni di GYROKINESIS, un’attività che può essere praticata da tutti. Sposa il movimento dolce del corpo con la serenità della mente, un sistema che riunisce diverse discipline: yoga, danza, nuoto e taijiquan.

Consente di migliorare la flessibilità del corpo e di allungarne e potenziarne la muscolatura. Il progetto, promosso dalla Direzione del Museo, realizzato dall’APD White Cloud Studio Napoli. La partecipazione è con il biglietto
ridotto del museo di 2 euro.

Domenica In Villa Floridiana per il Concerto di Giovanni Lanzini,clarinetto, & Fabio Montomoli, chitarra

Il concerto si svolgerà nel Salone delle feste alle ore 11.30 e sarà una “summa” di ricordi di viaggio, con echi e citazioni che solo la musica può fondere in un unico crogiolo di emozioni sonore. E’ un viaggio nella memoria, è un’unica onda lunga di suoni e di colori attraverso i continenti della terra che i due musicisti, attivi oramai da decenni sul panorama musicale internazionale, hanno attraversato nella loro lunga carriera.

In Programma: Astor Piazzolla, Celso Machado, Tom Jobim, Augusto Villoldo, Carlos Gardel, brani in Omaggio alla canzone napoletana,Giacomo Puccini, F. Montomoli, Il Carnevale di Venezia arr. G. Lanzini – (alla maniera di Niccolò Paganini, Gioachino Rossini, La Danza (tarantella).

Il biglietto di 12 euro comprende anche la visita del museo.

Baraccone Clandestino dal 30 gennaio al teatro Sannazaro

Debutto al Sannazzaro per il nuovo spettacolo di Danilo Rovani. Sul Palcoscenico con Danilo Rovani, Cosimo Alberti e Federica Flibotto. Musiche originali di Pasquale Ruocco

Baraccone Clandestino al teatro Sannazaro dal 30 gennaio al 1 febbraio 2023. Dopo il successo di pubblico incassato con la sua “Teodora degli Spiriti” all’ultima edizione de I Corti della Formica, Danilo Rovani torna in teatro con un nuovo spettacolo nella triplice veste di autore, regista e attore. In scena con Danilo nel ruolo di coprotagonista Cosimo Alberti, una giovane e fantastica Federica Flibotto (nomination come miglior attrice sempre a I Corti della Formica), Luca Lombardi, Cristian Luino e Francesca Morgante. Le musiche, suonate rigorosamente dal vivo, sono scritte e arrangiate da Pasquale Ruocco, già autore delle musiche del cortometraggio “A Modo Mio“, che le esegue in compagnia di Anthony Della Ragione e Viviana Ulisse.

Baraccone Clandestino come nella commedia dell’arte

Baraccone Clandestino di Danilo Rovani, si ispira artisti della commedia dell’arte che giravano in lungo e in largo cercando un luogo dove potersi esibire. In un futuro non troppo lontano e non troppo improbabile, il governo ha vietato le adunanze e le rappresentazioni di qualsivoglia natura. Solo gli artisti assoggettati al regime e alla censura che ne deriva, possono, previa autorizzazione, rappresentar commedia. Sempre che sia uniforme alla propaganda governativa.

Ed è così che un piccolo manipolo di artisti in fuga, decide di esibirsi clandestinamente, combattendo il sopruso e la dittatura mascherata da democrazia. Personaggi alla ricerca di un luogo e non di un autore, danno vita a una ribellione non violenta, combattuta non con le armi ma con le parole, la musica, i sentimenti. “pe mitraglia na’ chitarra, pe pistole ‘e tammurrielle e pe bombe ‘e parole.”

Il compito dei liberi pensatori e artisti: farci sorridere per prendere coscienza

In questo modo fra stracci come vestiti, piccoli attrezzi scenici e numeri di canto e recitazione, prende vita il Baraccone Clandestino, che, sotto forma di avanspettacolo di resistenza cerca di riportare nei suoi spettatori la sensibilità e la conoscenza che il governo vuole annientare.

Proprio come per gli artisti della commedia dell’arte, anche gli artisti di Baraccone Clandestino, sorridendo e scherzando raccontano il loro punto di vista su una società, la nostra, che ogni giorno perde pezzi di libertà e di sensibilità. E quindi è giusto che l’arte e i liberi pensatori facendoci ridere e dimenticare per qualche istante le ansie che ci attanagliano, contemporaneamente ci spingano verso una nuova presa di coscienza.

Per informazioni e prenotazioni visita il sito del teatro Sannazaro

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar il 3 e 4 febbraio

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar il 3 e 4 febbraio

Per le uniche due date in Campania Erri De Luca sceglie il palcoscenico del Bolivar. Lo scrittore sarà in scena con Cosimo Damiano Damato e la Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca.

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar, diretto da Nu’Tracks, per le uniche due date in Campania. Erri De Luca in scena, come voce narrante, con “Le Rose di Sarajevo” venerdì 3 e sabato 4 febbraio; accanto allo scrittore il suo amico e fratello di poesia, Cosimo Damiano Damato anche lui nel ruolo di voce narrante. Con i due fratelli di poesia l’ensemble Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, con Anissa Gouizi voce e percussioni e, Gabriele Pesaresi al contrabbasso.

Le Rose di Sarajevo rende omaggio al poeta Izet Sarajlić, il cantore di Sarajevo testimone della tragedia della Bosnia, che più di tutti i poeti del Novecento è riuscito a raccontare la grande ferita della guerra, a vent’anni dalla sua scomparsa.

Lo spettacolo ha debuttato con un sold out al teatro delle Muse di Ancona in apertura dell’Adriatico Mediterraneo Festival. De Luca e Damato, hanno già raccontato insieme altre storie, per il cinema “Tu non c’eri”, al teatro “Se i delfini venissero in aiuto” e in un libro “L’ora X, una storia di lotta continua”.

Due generazioni che stanno dalla stessa parte, con lo stesso sguardo civile e condividono la stessa poesia, le stesse battaglie. Salgono sul palco per amicizia, per raccontarsi ancora una volta una storia e lo fanno partendo dal pensiero del poeta Izet Sarajlić: “Chi ha fatto il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo? Noi, i poeti”.

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato il 3 e 4 febbraio al Teatro Bolivar
Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato il 3 e 4 febbraio al Teatro Bolivar

Le Rose di Sarajevo per ricordarci che chi è stato responsabile della felicità, lo è pure dell’infelicità.

«Nell’assedio più lungo del 1900 – scrive Erri De Luca – nella Sarajevo degli anni Novanta, i cittadini andavano alle serate di poesia nel buio di una città senza corrente elettrica. Sperimentavano che in una guerra solo i versi sono capaci di correggere a forza di sillabe miracolose il tempo sincopato dei singhiozzi, il ragtime delle granate, l’occhio di un mirino addosso.

Credo che un poeta debba diventare un membro di famiglia e non restare l’autore di versi pubblicati. Eppure, credo che un poeta paghi i suoi versi con la vita svolta. In un poeta cerco, esigo che la sua vita sia all’altezza della sua pagina. Perciò Izet Sarajlic doveva essere maestro di lealtà civile restando a Sarajevo fino all’ultimo giorno di malora. Con i suoi versi si erano dati voce gli innamorati di due generazioni. Chi è stato responsabile della felicità, lo è pure dell’infelicità».

A Damato è affidata la lettura di alcune poesie di Izet per poi duettare con Erri dando voce al carteggio “Lettere fraterne” che Erri e Izet si sono scambiati, un epistolario che ha la potenza poetica dei carteggi dei grandi poeti. Ad Erri, volontario sui convogli umanitari a Sarajevo, il racconto del Novecento, dei suoi poeti e dei versi di Izet. A Giovanni Seneca, Anisa Gouzi e Gabriele Pesaresi il compito di imbarcare le parole su una nave musicale dalle atmosfere balcanico-Mediterranee.

Con Erri De Luca, Cosimo Damiano Damato, la Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Anissa Gouizi voce e percussioni
Da sinistra: Erri De Luca, Cosimo Damiano Damato, Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Anissa Gouizi voce e percussioni

27 gennaio Giorno della Memoria. Le iniziative dei musei per non dimenticare le vittime dell’Olocausto

27 gennaio Giorno della Memoria tutte le iniziative dei musei

Tutte le iniziative organizzate dalla Direzione Regionale Musei Campania per ricordare e commemorare nel Giorno della Memoria le vittime dell’Olocausto

27 gennaio, data simbolica dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz scelta per celebrare il Giorno della Memoria, e proprio in questo giorno la Direzione regionale Musei Campania rinnova l’invito a coltivare la memoria nei musei, luoghi della memoria collettiva, per commemorare le vittime dell’Olocausto e promuovere, insieme agli studenti e alle Scuole del territorio, l’educazione ai valori della pace, del rispetto, della dignità di ogni individuo, la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, attraverso l’arte e, in particolare, la musica.

Capace di unire popoli e aprire all’incontro e al dialogo, la musica ha attraversato in varie forme il dramma dell’Olocausto: oltre che ad accompagnare il passaggio dei deportati, le orchestre venivano impiegate per allietare le serate o le feste dei militari che lavoravano nel lager. Al posto delle marce o delle musiche da ballo, in occasione del Giorno della Memoria, nei musei risuonerà la grande musica classica, con omaggi alla cultura musicale ebraica.

Il 27 gennaio alla Certosa e Museo di San Martino Shostakovich e l’opera dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”

Dalle 10.30 alle 12.00, gruppi di musica da camera accompagneranno con esecuzioni musicali il percorso di visita alla Certosa e Museo di San Martino. Un ensemble di viole composta da Gabriele Catapano, Clarissa Costa, Eugenia Cozzolino, Giulia Romano, a cura del maestro Piero Massa, proporrà una trascrizione del largo del Quartetto Op.110 n. 8 di Shostakovich.

L’opera, dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”, fu eseguita durante i funerali di Shostakovich, nel 1975, su indicazione dello stesso compositore, acquisendo così definitivamente un deciso spirito commemorativo, rafforzato anche da queste lapidarie parole: “Provo eterno dolore per coloro che furono uccisi da Hitler, ma non sono meno turbato nei confronti di chi morì su comando di Stalin. Soffro per tutti coloro che furono torturati, fucilati, o lasciati morire di fame.

Molte delle mie Sinfonie sono pietre tombali. Troppi della nostra gente sono morti e sono stati sepolti in posti ignoti a chiunque, persino ai loro parenti. Dove mettere le lapidi? Solo la musica può farlo per loro. Vorrei scrivere una composizione per ciascuno dei caduti, ma non sono in grado di farlo, e questo è il solo motivo per cui io dedico la mia musica a tutti loro”.

Il trio di Giuliana Mauro (clarinetto), Ylenia Attardi (violoncello), Walter Siano (pianoforte), proporrà pagine dalle colonne sonore di film sulla Shoah, da “La vita è bella” di Nicola Piovani a “Schindler‘s List” di John Williams, e brani tratti dalla musica di tradizione Klezmer, per aprirsi, attraverso l’ascolto, all’incontro e al dialogo. La musica Klezmer, infatti, esprime l’anima stessa della cultura ebraica, fatta di struggente lirismo nel richiamo alla condizione errante e di diaspora, che ha contraddistinto la storia di questo popolo, e di impennate gioiose e ironiche, che accompagnano i momenti della vita quotidiana.

Il 27 gennaio alla Certosa e Museo di San Martino Shostakovich e l'opera dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”

Nel Giorno della Memoria al Museo Novecento a Castel Sant’Elmo orchestrazioni di melodie ebraiche

Alle 11.00 nelle sale del Museo Novecento a Napoli, sulla piazza d’armi di Castel Sant’Elmo, gli studenti del Liceo Artistico Coreutico Musicale Boccioni-Palizzi di Napoli eseguiranno una versione cameristica del tema del film “Schindler’s List” e tre orchestrazioni di melodie ebraiche: Gam Gam, Kol Nidre e Oyfn Pripetshik.

A completare il programma del concerto, la Sinfonia n. 25 e un duetto per due clarinetti di W. A. Mozart. La memoria passerà, quindi, anche dal ricordo del grande compositore austriaco, ritenuto il più universale nella storia della musica occidentale, nato a Salisburgo nel 1756, proprio il 27 gennaio.

Nel Giorno della Memoria al Museo Novecento a Castel Sant’Elmo orchestrazioni di melodie ebraiche

Speciali percorsi di visita saranno un’occasione per ricordare le vittime della Shoah

Insieme ai suoni e alle note “della memoria”, speciali percorsi di visita saranno un’occasione per ricordare le vittime della Shoah e stimolare una riflessione personale e collettiva sul fenomeno del razzismo e delle discriminazioni, ancora oggi presente.

Dalle 17.00 alle 19.00 al Museo Archeologico del Sannio Caudino il percorso di visita sarà all’insegna della “Memoria condivisa”. La visita guidata al museo, attraverso le sale espositive, offrirà ai visitatori un’occasione di riflessione, con gli studenti dell’Istituto professionale alberghiero Aldo Moro e del Liceo Enrico Fermi di Montesarchio, che declameranno versi e letture per la memoria. Le letture saranno accompagnate da brani musicali eseguiti dai musicisti dell’Associazione Artemide di Montesarchio.

L’iniziativa è organizzata dal Museo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Montesarchio, la Pro Loco, le Sentinelle della Torre, l’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Fermi e l’Istituto di Istruzione Superiore Aldo Moro di Montesarchio.

Al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno la mostra “I bambini della Shoah”.

Le iniziative per il Giorno della Memoria proseguiranno anche nei giorni successivi al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno, dove martedì 31 gennaio aprirà al pubblico la mostra “I bambini della Shoah”.

A partire dalle 9.30 e per tutta la giornata, sarà possibile visitare la mostra documentaria che, attraverso fotografie, documenti, oggetti personali, strumenti musicali, lettere e tavole illustrate, racconta in una commovente sequenza le vite dei bambini vittime dell’Olocausto.

L’esposizione narrativa, organizzata dal Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno in collaborazione con l’Associazione Nuova Officina, con il contributo dei docenti Michele Lauri e Caterina Manzione, della Scuola Media “G. Amendola” di Sarno e del Museo della Memoria e della Pace – Centro Studi “Giovanni Palatucci” di Campagna (SA), sarà visitabile gratuitamente fino al 28 febbraio nei consueti orari di apertura del Museo.

Al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno la mostra “I bambini della Shoah”.

Programma delle iniziative per il giorno della memoria

La partecipazione alle iniziative è compresa nel biglietto d’ingresso dei musei

Note per la Memoria. Il Museo di San Martino per le vittime della Shoah
Certosa e Museo di San Martino
Venerdì 27 gennaio 2023, dalle 10.30 alle 12.00
Info: +39 081 2294503, drm-cam.sanmartino@cultura.gov.it

I Suoni della Memoria
Castel Sant’Elmo e Museo Novecento a Napoli
Venerdì 27 gennaio 2023, ore 11.00
Info: +39 081 2294431/56, biglietteria +39 0815587708, drm-cam.santelmo@cultura.gov.it

Memoria condivisa
Museo Archeologico del Sannio Caudino
Venerdì 27 gennaio 2023, dalle 17.00 alle 19.00
Info: +39 0824 834570, drm-cam.montesarchio@cultura.gov.it

Mostra documentaria “I bambini della Shoah”
Museo Archeologico nazionale della Valle del Sarno
Martedì 31 gennaio 2023, dalle 9.30 alle 18.30, fino al 28 febbraio, ingresso gratuito.
Info: +39 081 941451, drm-cam.sarno@cultura.gov.it

Lorenzo Balducci in Fake dal 27 gennaio al Teatro Sannazaro

lorenzo Balducci in Fake al Teatro Sannazaro

Dopo il successo di Allegro ma non troppo torna Lorenzo Balducci con FAKE di Riccardo Pechini e Mariano Lamberti che firma anche la regia.

Lorenzo Balducci in FAKE da venerdì 27 gennaio alle ore 21.00 al teatro Sannazaro, la nuova dissacrante standup comedy di Riccardo Pechini e Mariano Lamberti che firma anche la regia. Una produzione teatro Segreto.

Dopo il grande successo nazionale di “Allegro non troppo” torna Lorenzo Balducci con una nuova dissacrante standup comedy, scritta sempre da Riccardo Pechini e Mariano Lamberti. Partendo dal celebre paradosso di Orson Welles: “gli italiani sono 50 milioni di bravi attori nella vita, ma pessimi sullo schermo”, FAKE prenderà di mira il mondo dello spettacolo e in particolar modo la picaresca vita degli attori e di tutte le numerose categorie che costellano questa galassia: gli onnipresenti, i raccomandati, i “cani”, i caratteristi a vita, i sopravvalutati, gli egomaniaci e via dicendo…

Lorenzo Balducci ci conduce attraverso il grottesco mondo dei provini e della televisione, con le sue dive i raccomandati e la vita precaria dei giovani attori

Con il suo inimitabile stile da performer, Lorenzo Balducci ci condurrà attraverso il grottesco mondo dei provini, dei set televisivi, degli immancabili capricci delle “dive”, delle produzioni scalcinate con i cestini preparati dalla mamma del regista, e soprattutto della vita precaria degli attori giovani che, malgrado il talento, non essendo “amichetti” di qualcuno, sono condannati ad essere relegati a un paio di pose in fiction di quart’ordine (e tuttavia non mollano).

Saranno presi di mira film e serie TV di grande successo, di cui Lorenzo Balducci ridoppierà alcune scene, mettendone in rilievo la pessima recitazione, spesso involontariamente comica nel drammatico o, all’opposto, “drammatica” nel comico. FAKE vuol essere anche una riflessione su ciò che ormai ci è rimasto di autentico e spontaneo, ossessionati come siamo nel “recitare” noi stessi sui social, creandoci delle vere proprie identità fittizie da mostrare al mondo.

Lorenzo Balducci in FAKE al Teatro Sannazaro da venerdì 27 a domenica 29 gennaio
Lorenzo Balducci in FAKE al Teatro Sannazaro da venerdì 27 a domenica 29 gennaio

Fake una standup comedy che include il percorso umano e professionale dello stesso Lorenzo

Un paradosso ancor più evidente per un attore, capace magari di piangere lacrime vere su un set e finte nella vita. Infine, come in Allegro, non troppo, lo spettacolo sarà un’occasione per Lorenzo di raccontare il suo percorso umano e professionale. A cominciare dal suo coming out pubblico che gli chiuse numerose porte (ragion per la quale, molti attori tengono gelosamente nascosta la propria omosessualità, fingendo flirt o addirittura sposandosi con la starlette di turno).

Anche qui, come in Allegro, Lorenzo non si farà sconti, raccontando tutta la verità. Il suo inizio come attore molto richiesto, poi travolto da una serie di scandali familiari che lo fecero diventare una sorta di reietto, soprattutto per le raccomandazioni, fatte spesso a sua insaputa, che lo imposero in alcune produzioni.

Da qui la sua scelta di ripartire da zero, facendo il cameriere in un ristorante (lavoro che svolge tutt’ora), rinascendo come essere umano, finalmente libero ed autentico, e poi come artista con l’invenzione di un personaggio gender fluid che spopola nei social e ne decreta il successo a teatro. Lo spettacolo sarà raccontato anche attraverso coreografie e musiche, nello stile dei musical di Broadway, scritte appositamente per lo show.

Informazioni e Orario Spettacoli

venerdì 27 gennaio ore 21.00
sabato 28 gennaio ore 21.00
domenica 29 gennaio ore 18.00

Per informazioni: 081.411723 | 081.418824 – Teatro Sannazaro via Chiaia 157 Napoli – www.teatrosannazaro.it

Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio. Il 27 gennaio al Teatro Instabile Napoli.

Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio

La tappa napoletana dello spettacolo evento scritto e diretto da Antonio Masullo in scena con e Gianni Sallustro. Ingresso gratuito.

“Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio” al Teatro Instabile Napoli il 27 gennaio 2023 alle 20 con ingresso gratuito: lo spettacolo-evento scritto e diretto dal giornalista, scrittore ed avvocato Antonio Masullo. La produzione è a cura di Talenti vesuviani.

Per lo spettacolo “Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio” si tratta della tappa napoletana del Doppio binario tour 2023 che vedrà Masullo in giro per l’Italia e in Europa. Con il suo Doppio binario tour 2023 Masullo sarà in Lombardia, Veneto, Toscana, Campania, Calabria e la Sicilia. Terminato il tour italiano, partirà quello europeo che fa tappa a Berlino, Monaco e Londra. Masullo, inoltre, sta lavorando ad un reportage su Auschwitz e Birkenau, che comprende anche il racconto del Castello di Wewelsburg, in Westfalia, luogo misterioso e mistico, molto amato dai Nazisti.

Binario 21 porta in scena la memoria per combattere l’oblio e il negazionismo

Un viaggio nella Memoria non solo di chi è entrato nella storia e l’ha fatta, ma anche di chi è stato dimenticato. Così in scena la memoria dei bambini, dei partigiani, del popolo napoletano delle quattro giornate, degli studenti di Istria che racconteranno la Storia nella Storia, per combattere l’oblio e il negazionismo: “Memoria intesa come valore assoluto che restituisce dignità alla Verità e all’Umanità”.

“Ho voluto creare uno spettacolo – dice Antonio Masullo – che potesse arrivare a tanti, per mantenere viva l’essenza reale del valore della Memoria argomento di cui mi occupo con grande impegno da anni. Per questo motivo ho inserito nel Doppio binario tour, chiamato così perché è un percorso fra storia e memoria, la performance teatrale con Gianni Sallustro al Teatro Instabile Napoli. Ho voluto unire perciò l’interpretazione alla notizia storica, rendendola viva e palpabile per chi ama e vuole approfondire questo ambito tematico delle nostre radici culturali”.

In scena con Gianni Sallustro ed Antonio Masullo ci sono: Francesca Fusaro, Tommaso Sepe, Davide Vallone, Vincenza Granato, Carlo Paolo Sepe, Nancy Pia De Simone, Noemi Iovino, Roberta Porricelli, Maria Crispo, Antonella Montanino. Masullo utilizza per il racconto molte fonti oltre che i suoi due testi della trilogia sull’Olocausto e l’Esoterismo Nazista, in particolare Shoah – La cintura del Male e Mafalda di Savoia – La perla di Buchenwald – I sette giorni (Argento Vivo Edizioni).

La locandina dello spettacolo "Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio" evento con ingresso gratuito al Teatro Instabile Napoli
La locandina dello spettacolo “Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio” evento con ingresso gratuito al Teatro Instabile Napoli

Antonio Masullo

Antonio Masullo è nato a Nola (Napoli) nel 1976. Dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza presso l’università Federico II di Napoli, si abilita alla professione forense, e riveste dal 2008 la figura di avvocato penalista. Esperto in telecomunicazioni, diventa giornalista pubblicista nel marzo del 2018, iscritto all’ODG della Campania. Scrive per il quotidiano online ExPartibus, dove cura la rubrica “Risvegli”.

Ha all’attivo diverse pubblicazioni: “Solo di passaggio” (2001); “Namastè in viaggio verso te” (2011), “Il diario di Alma” (2012) e soprattutto “Shoah – La cintura del Male” (2019, Argento Vivo Edizioni), presentato anche al Senato della Repubblica e al Parlamento Europeo su invito dell’Ambasciata di Israele nel corso di un workshop sull’Antisemitismo e Mafalda di Savoia – La perla di Buchenwald – I sette giorni (Argento Vivo Edizioni).

Nell’autunno del 2023 l’Autore napoletano sarà pubblicato l’ultimo testo della sua trilogia su Maria Orsic, medium nazista, scomparsa nel 1945, prima della caduta definitiva del Terzo Reich.

Antonio Masullo
Antonio Masullo

Gianni Sallustro

Gianni Sallustro, attore, regista, doppiatore e direttore artistico dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Politeama di Napoli, e diplomato come mimo attore presso l’I.C.R.A project di Michele Monetta, ha, inoltre, il diploma di 1° livello e di 2°livello di Doppiaggio conseguito presso “Professione doppiaggio” di Roma. Sallustro annovera nel suo curriculum esperienze teatrali, cinematografiche e televisive.

Tante le fiction Rai e Mediaset da lui interpretate (La squadra, Un posto al sole, Carabinieri, Sette vite, I Cesaroni, Un Medico in Famiglia). Ha lavorato con grandi maestri come Massimo Ranieri, Gabriele Lavia, Emma Dante, Antonio Calenda, Antonio Capuano, Roberto De Simone, Michele Del Grosso e il grande Dario Fo.

Tanti i cortometraggi e lungometraggi girati, alcuni dei quali hanno ricevuto importanti riconoscimenti come L’Eredità di Raffaele Ceriello e Il peso esatto del vuoto di Vincenzo Pirozzi. Molteplici sono i riconoscimenti ricevuti tra cui, ultimi in ordine di tempo: Miglior attore XIV edizione del Corto e Cultura Film Festival, città di Manfredonia, Premio GARGAUNIA -Miglior attore all’Officinema Film Festival, XVIII EDIZIONE, premio come miglior attore di teatro e cinema conferito dalla Camera dei Deputati – Fondazione AISPIS.

Gianni Sallustro
Gianni Sallustro

Chiara Francini oggi al Bolivar con lo spettacolo “Coppia aperta quasi spalancata”

Chiara Francini al Bolivar con lo spettacolo “Coppia aperta quasi spalancata”

L’opera teatrale di Dario Fo e Franca Rame, uno degli spettacoli più popolari in Italia e non solo, viene riproposta con la regia di Alessandro Tedeschi con Chiara Francini e Alessandro Federico.

Chiara Francini oggi sul palco del teatro Bolivar con lo spettacolo “Coppia aperta quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame. L’attrice, che vive un momento d’oro (è stata annunciata come co-conduttrice della quarta serata del prossimo Festival di Sanremo, venerdì 11 gennaio), sarà affiancata nello spettacolo da Alessandro Federico per la regia di Alessandro Tedeschi.

“La prima regola perché la coppia aperta funzioni è che deve essere aperta da una parte sola, quella del maschio! Perché… se la coppia aperta è aperta da tutte e due le parti… ci sono le correnti d’aria!” – così, l’ironica Chiara Francini racconta le dinamiche della pièce e una mentalità purtroppo ancora attuale.

L’artista eclettica, un vulcano di carisma, vitalità e sensualità, con importanti ruoli sul piccolo e grande schermo, conduzioni al fianco di pilastri della tv come Pippo Baudo e un esordio letterario con quarantacinquemila copie vendute e otto ristampe, si mette alla prova qui con un testo importante, che celebra il ruolo della donna all’interno della coppia.

L’energica Antonia incarna l’eroina perfetta di tutte le mogli tradite e racconta con ironia la loro “sopravvivenza” tra le mura domestiche. Pur di continuare a stare vicino al marito, la protagonista decide di accettare l’impensabile. Così, tra dialoghi e monologhi brillanti si snodano gli episodi più assurdi. Soltanto quando nel cuore di Antonia si insidia un nuovo uomo, giovane e intelligente, il marito sembra accorgersi dell’esistenza della moglie, del suo essere donna, del suo disperato bisogno di essere amata e considerata.

Questa commedia è una favola tragicomica che racconta cosa vuol dire stare in coppia. Fo e Rame descrivono in modo perfetto, con toni divertenti, ma appunto anche drammatici, raccontando le differenze tra psicologia maschile e femminile. “Coppia aperta…quasi spalancata” porta in scena l’insofferenza al concetto di monogamia e forte è il sentimento di riconoscimento che scatta nel pubblico.

Coppia aperta quasi spalancata al teatro bolivar con chiara francini e alessandro federico

Nel Ventre, voci dal centro della terra. Sabato 21 gennaio al Salotto Sommer di Napoli

Nel Ventre, voci dal centro della terra

Salvo Lupo, diretto da Marco Medelin, in un monologo serrato scritto da Antonio Mocciola fa rivivere la voce dell’ultimo zolfataro

Il terremoto che devastò Messina nel 1908, la vita dura delle miniere dell’interno della Sicilia, la ricerca disperata di una memoria, di un ricordo, di un senso, di una madre. Nel ventre della terra, nel ventre della vita.

In un monologo serrato e senza momenti di tregua, rivive la voce dell’ultimo zolfataro, Sebastiano. Un ragazzo che entra “caruso” (ragazzino) ed esce uomo, attraverso lancinanti esperienze di vita e lavoro, che lo forgeranno e lo cambieranno inevitabilmente. Costretti a lavorare dall’alba al tramonto, senza tregua, i minatori siciliani erano privati degli abiti, di ogni minimo diritto umano e con paghe da fame nera.

Uno scandalo protratto per secoli, fino alle chiusure degli impianti, che hanno lasciato disoccupazione e desolazione all’interno dell’isola. Le parole di Antonio Mocciola e la regia di Marco Medelin fanno rivivere l’incubo di un ragazzo qualunque, intrappolato in un inferno che non aveva previsto, vittima del sogno di un progresso solo illusorio, e di un’indipendenza che non avrà mai.

Salvo Lupo, giovane attore siciliano, recita dall’inizio alla fine completamente nudo, così come lo erano questi lavoratori nel ventre della terra, rendendo ancora più scabroso e crudele il racconto di Sebastiano, le cui parole pesano come macigni sulla coscienza di un’Italia perduta, assassina di migliaia di suoi incolpevoli figli.

Salvo Lupo recita completamente nudo, così come lo erano questi lavoratori nel ventre della terra

Dal 21 gennaio al Ghirelli di Salerno Mutaverso Teatro VII stagione: la rassegna ideata e diretta da Vincenzo Albano

Mutaverso Teatro VII stagione primo appuntamento con Oscar De Summa

Sei appuntamenti in programma per la rassegna teatrale targata Ablativo, dal 21 gennaio al 24 marzo al Teatro Ghirelli di Salerno grazie al supporto di Casa del Contemporaneo.

Mutaverso Teatro apre il 21 gennaio 2023 alle ore 21 al Teatro Ghirelli la VII stagione ideata e diretta da Vincenzo Albano con sei appuntamenti in programma. Il progetto Mutaverso, targato Ablativo, nasce nel 2016 e si configura come un invito, rivolto al pubblico, a scoprire o rinnovare la passione per il teatro.

Mutaverso Teatro è il progetto che più marcatamente traccia il profilo delle attività dell’associazione culturale “Ablativo”, ex Teatro Erre, riassumendone lo scopo e la vocazione d’esperienza artistica che contiene l’idea di un’azione piccola e controtendente, semplice e rivoluzionaria, rimandando a una dimensione emblematica di auspicabili “cambiamenti”.

Mutaverso Teatro primo appuntamento 21 Gennaio con “L’ultima eredità” di e con Oscar De Summa

Il primo appuntamento è con “L’ultima eredità”, di e con Oscar De Summa, e con gli ambienti sonori di Matteo Gozzi e Oscar De Summa. Una produzione de “La Corte Ospitale” che è la storia di un doppio viaggio, geografico ed emotivo, verso i luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, da cui il protagonista credeva d’aver preso distanza e a cui non credeva sarebbe mai ritornato.

Un rientro a casa, alla notizia del peggioramento delle condizioni di salute del padre, che sarà il momento di un ultimo saluto, di un’ultima raccomandazione, la più importante, quella che resta nel tempo come segno e sigillo di ciò che è stato. Ma anche un ringraziamento, che porta con sé la consapevolezza che il padre sarà sempre, nonostante tutto, una sua fonte di insegnamento. Da qui l’ultima eredità: con l’arrivo della morte, di riflesso, la riscoperta del valore della vita.

Mutaverso Teatro secondo appuntamento 29 Gennaio con lo spettacolo “Il colloquio”

Domenica 29 gennaio, alle ore 20.00, per il secondo appuntamento del mese, sarà la volta del “Collettivo Lunazione” con lo spettacolo “Il colloquio”, vincitore del Premio Scenario Periferie 2019. Scritto e diretto da Eduardo Di Pietro, e in scena con Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino, prende ispirazione dal sistema di ammissione ai colloqui periodici con i detenuti presso il carcere di Poggioreale, Napoli.

Tre donne, tra tanti altri in coda, attendono stancamente l’inizio degli incontri con i detenuti. Portano oggetti da recapitare all’interno, una di loro è incinta: in maniera differente desiderano l’accesso al luogo che per ognuna custodisce un legame. La galera, luogo alieno in larga parte ignoto e oscuro, si rivela un riferimento quasi naturale, oggetto intermittente di desiderio e, paradossalmente, sede di libertà surrogata.

In qualche modo la reclusione viene condivisa all’esterno dai condannati e per le tre donne, che se ne fanno carico, coincide con la stessa esistenza. “Il colloquio” si fa racconto di queste vite dimezzate, ancorate all’abisso, disposte lungo una linea di confine spaziale e sociale, costantemente protese verso l’altrove: un aldilà doloroso e ingombrante da un lato e, per contro, una vita altra, sognata, necessaria, negata.

Collettivo Lunazione il 29 Gennaio per la rassegna Mutaverso Teatro con lo spettacolo "Il colloquio"
Collettivo Lunazione il 29 Gennaio per la rassegna Mutaverso con lo spettacolo “Il colloquio”

Mutaverso Teatro VII stagione: programma completo.

21 gennaio | la corte ospitale
L’ULTIMA EREDITÀ
di e con Oscar De Summa
ambiente sonoro e arrangiamenti Matteo Gozzi, Oscar De Summa

29 gennaio | collettivo lunazione
IL COLLOQUIO
progetto e regia Eduardo Di Pietro
con Renato Bisogni, Alessandro Errico, Marco Montecatino

10 febbraio | liberaimago
CELESTE
testo e regia Fabio Pisano
con Francesca Borriero, Roberto Ingenito, Daniele Marino
suggestioni sonore live Francesco Santagata

24 febbraio | teatro del carro
SPARTACU STRIT VIÙ
VIAGGIO SULLA S.S.106 ISPIRATO ALLA LOTTA DI FRANCO NISTICÒ
scrittura scenica Francesco Gallelli, Luca Maria Michienzi
regia Luca Maria Michienzi con Francesco Gallelli

12 marzo | vulìeteatro
MINE
CONFERENZA STANCA SUL MELODRAMMA AMOROSO
drammaturgia Michele Brasilio, Marina Cioppa
con Michele Brasilio, Marina Cioppa
regia Michele Brasilio

24 marzo | unterwasser
UNTOLD
NON DETTO
ideazione, creazione e performer Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio
musiche originali Posho

Per contatti e informazioni

info@ablativo.it | 329 4022021
facebook.com/ablativo
instagram.com/_ablativo
sito web/ ablativo.it

Inizio spettacoli ore 20 (tranne il 21 gennaio, ore 21)
biglietto unico intero € 12
carnet n. 6 spettacoli € 57
possibilità di acquisto tramite carta del docente.

Paupaulò di e con Pasquale Palma al Tram dal 19 gennaio

Paupaulo di e con Pasquale Palma al Teatro Tram

Pasquale Palma, volto noto di Made in Sud, torna a teatro con Paupaulò in coppia con Vincenzo Salzano.

Paupaulò, scritto e diretto da Pasquale Palma al Teatro Tram dal 19 al 22 gennaio. Pasquale Palma volto noto della tv e del cabaret sarà sul palco del Tram, dal 19 al 22 gennaio, con Vincenzo Salzano: insieme, in una dimensione spazio temporale molto asettica e desolata, interpretano “Uno” e “Due”, intenti a costruire qualcosa per loro molto importante: il Paupaulò. La fine dell’assemblaggio di quel criptico totem sembra non arrivare mai o forse arriva troppe volte e a loro insaputa.

Ogni giorno che passa, ogni volta che il buio scandisce la fine, i pezzi da mettere insieme sembrano aumentare invece che diminuire. La continua costruzione e distruzione del Paupaulò gli dà e gli toglie ripetutamente l’opportunità di tirare fuori da loro stessi tutto ciò che di costruito e distrutto ci portiamo dentro. Ma la vera missione di “Uno” e “Due” è portare a termine il Paupaulò o è quella di farlo funzionare?

“Una visione, più che un normale testo teatrale. – Chiarisce Pasquale Palma – Ho immaginato questi due personaggi, che ho chiamato Uno e Due, poiché possono essere tutti o nessuno, intenti nel portare a termine il loro obiettivo: costruire il Paupauló. Cos’è il Paupauló? Cosa nasconde questo nome così atipico? E in cosa consiste il loro lavoro preparatorio alla costruzione e messa in funzione finale? Tutto ciò è ignoto ai personaggi stessi, ma c’è un qualcosa di alto e di trascendentale che li spinge a continuare.

Il loro lavoro diventa anche il palesarsi della loro lotta continua con se stessi e con il mondo esterno. Forse il Paupauló li può salvare? Forse. Il tempo e lo spazio sono due fattori che ho voluto lasciare indefiniti. Potrebbe essere un passato distopico che ha partorito i tempi che viviamo, potrebbe essere il futuro che ci aspetta o semplicemente, e in modo inquietante, tutto ciò è il nostro oggi. Speriamo nel Paupauló. Nel nostro. Ognuno nel suo”.

Pasquale Palma, cenni biografici.

Pasquale Palma, classe 1986, comincia come animatore nei villaggi turistici per poi approdare a Made in Sud, prima su Sky Comedy Central e poi su Raidue, dove riesce a farsi apprezzare dal pubblico per i suoi personaggi. Successivamente si dedica al teatro con il musical “Stelle a Metà” con Sal Da Vinci e con spettacoli di cui è anche autore quali “Il dottor Futuro” o “La Stessa Stella” insieme a Gennaro Scarpato.

È al cinema in film di Vincenzo Salemme e Alessandro Siani, nonché in “San Valentino Stories”. Nel 2017 prende parte all’evento di Diego Armando Maradona “3 volte 10” al Teatro San Carlo di Napoli. Ultimamente ha iniziato una collaborazione artistica con il Collettivo La Corsa che si dedica alla scrittura e alla distribuzione di spettacoli di teatro d’autore. A breve uscirà il primo suo libro.

Alluccamm di Luca Pizzurro da giovedì 19 gennaio 2023 al Teatro Elicantropo di Napoli

Alluccamm di Luca Pizzurro da giovedì 19 gennaio 2023 al Teatro Elicantropo di Napoli

Con Alluccamm Luca Pizzurro porta in scena una storia di “disperazione”, di riscatto e di accoglienza sullo sfondo della seconda guerra mondiale

Alluccamm di Luca Pizzurro racconta la fame, la povertà dei quartieri, il contrabbando, l’infanzia deturpata e la  ricerca dolorosa della propria  identità sessuale, all’epoca dei fatti incomprensibile. Lo spettacolo Alluccamm scritto e diretto da Luca Pizzurro vede interpreti Andrea Fiorillo e Carlo Liccardo, con le musiche originali di Enzo Gragnaniello, in scena da giovedì 19 fino a domenica 22 gennaio 2023 al Teatro Elicantropo di Napoli.

Alluccamm potrebbe essere solo una delle tante storie disperate della vita durante la Seconda Guerra Mondiale. Potrebbe anche voler raccontare come nacque ed esplose quella rivolta conosciuta come Le Quattro Giornate di Napoli. Potrebbe essere una storia d’infanzia rubata, di ricerca di identità, di violenza, quelle storie che ben conoscono i femminelli di Napoli.

In realtà, lo spettacolo di Luca Pizzurro vuole essere un viaggio nei sentimenti, nelle emozioni, di chi vive in un corpo che non sente adeguato, di chi vorrebbe essere in grado di conoscere la gioia di una maternità, che è loro negata.

Luca Pizzurro: “Camminando per le vie dei Quartieri Spagnoli si scopre una Napoli Verace che ha le radici in un passato solido

“Alluccamm – così Luca Pizzurro – nasce da uno stimolo che mi è venuto dalla città, camminando tra i Quartieri Spagnoli. Ho scoperto un tessuto umano straordinario che ancora oggi esiste. Una Napoli verace autentica che ha le radici in un passato molto solido, e di questo passato ho rintracciato le Quattro Giornate. M’interessava relativamente il lavoro storico. Ho scelto il mondo dei femminielli, dei transessuali per far rivivere quel tempo attraverso i loro occhi.”

Napoli, dopo l’armistizio, è una città abbandonata dal governo in mano ai tedeschi, che incattiviti dalla scelta del governo italiano di firmare l’armistizio con gli americani, sfoga sulla popolazione tutta la sua rabbia e la sua follia. Il Vico Lungo del Gelso è l’unico luogo dove la protagonista, Dolores, si sente al sicuro! Qui, nella sua abitazione, l’unica persona che incontra, oltre ai suoi clienti che pagano mezz’ora d’amore con generi alimentari, è una giovane prostituta di nome Jolanda.

L’autore e regista Luca Pizzurro compie un viaggio nei pensieri più bui di chi vive in un corpo sbagliato, di chi subisce la violenza e il giudizio infame del più forte. Il suo Alluccamm è una storia di mille volti vestita da mille colori, accompagnati da mille ferite, ma, nonostante tutto, intrisa di una forte speranza di cambiamento.

 Alluccamm scritto e diretto da Luca Pizzurro vede interpreti Andrea Fiorillo e Carlo Liccardo, con le musiche originali di Enzo Gragnaniello
In foto Andrea Fiorillo. Fotografia di Massimo Cuomo

Vincitore del Premio “Napoli Cultural Classic”. Secondo posto Premio Letterario Internazionale Città di Castrovillari Accademia delle Arti. Terzo posto al Premio Internazionale Castrovillari Città Cultura. Menzione d’onore sez. drammaturgia IX Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana

La storia si svolge a Napoli, dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943. Dentro un basso di Vico Lungo del Gelso, nel cuore dei quartieri spagnoli, vive Dolores, in arte Reginella, ex sciantosa del Café Chantant napoletano, costretta dagli eventi e dalla miseria portata dalla guerra, a prostituirsi.

Passa il suo tempo lavorando e rassettando la casa, senza mai uscire, perché il 12 settembre, camminando per strada, è stata costretta, assieme a tutti i napoletani presenti sul posto, ad assistere all’esecuzione di un marinaio sulle scale dell’università Federico II, e, come se non bastasse, ad applaudire, insieme a tutti gli altri presenti, mentre l’Istituto Luce germanico girava un documentario di propaganda.
Dolores decide di chiudersi in casa e non uscire più. Napoli, dopo l’armistizio, è una città abbandonata dal governo in mano ai tedeschi, che incattiviti dalla scelta del governo italiano di firmare l’armistizio con gli americani, sfoga sulla popolazione tutta la sua rabbia, tutta la sua follia.

Il suo basso è l’unico luogo dove Dolores si senta al sicuro. Più volte, durante le sirene che annunciavano gli attacchi aerei, decide di rimanere in casa invece di andare nei rifugi, come fa invece il resto della popolazione. È una donna sola, che si sente protetta soltanto tra le quattro mura della sua casa.

Il contatto con l’esterno si manifesta in casa di Dolores attraverso alcuni incontri: quello con i suoi clienti, che pagano mezz’ora d’amore con generi alimentari, quello con la magliara, personaggio che ha saputo sfruttare il momento di difficoltà della guerra attivando il commercio della borsa nera, quello con Jolanda, amica di vecchia data di Dolores, prostituta anch’essa, che passa gran parte del suo tempo in casa di Dolores, poiché nel suo basso ha ospitato una forestiera, che a fine giornata le lascia parte di quello che riesce anch’essa a guadagnare dai suoi clienti.

Le occasioni di incontro tra Dolores e Jolanda sono momenti di grande vitalità, con spaccati di profonda umanità, che consentono allo spettatore di individuare con grande chiarezza le differenze caratteriali tra le due protagoniste. Dolores, 45 anni, bella, vanitosa, dal carattere spigoloso, burbera, analfabeta. Jolanda, 35 anni, bruttina, solare, sa leggere e scrivere, ama girare per le strade della città, sogna di fare la commessa in un grande magazzino.

Sono due mondi che si attraggono e si respingono nello stesso momento; l’unico punto in comune risiede nella condivisione della fame, della disperazione, del bisogno di calore umano.

Il testo di Alluccamm è una matrioska di storie

Questo testo è una matrioska di storie: Esiste una Storia generale, quella della seconda Guerra Mondiale, che fa di sfondo all’opera.
Esiste una storia particolare, quella delle quattro giornate di Napoli, che rappresenta il contesto in cui i personaggi agiscono. Esiste una storia personale, quella di queste due fragili presenze, che rappresentano uno sprofondamento dentro l’anima, la loro e la nostra.

Napoli è una città che comincia a reagire ai soprusi dei tedeschi, costringendo il Comando nazista a sbarazzarsi degli uomini napoletani, tramite un editto, che ordina il rastrellamento degli uomini e il loro invio nei campi di lavoro in Germania. L’alternativa è la fucilazione immediata.

La condizione di sopravvivenza, senza la presenza di uomini, per due prostitute, diventa sempre più precaria. Di fronte alla disperazione, Jolanda si mette in moto per trovare una soluzione, e viene a sapere, da “Wanda Osiris” pseudonimo di un’altra prostituta che lavora nel vico, e che aveva da tempo a vendersi ai soldati tedeschi, che al Comando il Colonnello Scholl sta organizzando un festeggiamento per l’arrivo del Generale Kesserling. Consci della grande tradizione teatrale napoletana, pensano di fare cosa gradita al Generale nell’organizzare uno spettacolo di Varietà.

Pertanto sono alla ricerca di qualcuno che possa fare al caso loro. Jolanda convince Dolores a riprendere il baule con i suoi costumi e le sue parrucche, per preparare lo spettacolo, che prevede la ricompensa di sacchi di generi alimentari e una quantità di carte annonarie tali da garantire un approvvigionamento costante.

Dolores, all’inizio si dimostra assolutamente contraria alla possibilità di rimettere piede su un palcoscenico, ma messa alle strette dalle condizioni di assoluta precarietà, accetta. Il basso di Dolores si trasforma in una vera e propria sala prove, dove Jolanda, con non poche difficoltà, tenta di apprendere i rudimenti dell’arte della recitazione, del canto e del ballo, sotto la guida di una severissima Dolores.

Alla tanto attesa prova con i costumi , Dolores tira fuori un vecchio baule contenente parrucche e costumi di quando faceva la sciantosa. L’apertura di quel baule rappresenta per Dolores uno sprofondamento nel suo passato tanto da condurla ad uno stato quali allucinatorio, vedendo Jolanda che ne frattempo si è vestita con i costumi di Dolores, un’altra se.

Dolores si scaglia prima verbalmente poi fisicamente contro Jolanda rimproverandole di aver voluto cambiare la natura costringendosi ad essere una donna nel corpo di un uomo. Dopo una furibonda litigata che vede Dolores accanirsi contro se stessa Jolanda, le due protagoniste arrivano a prendersi per i capelli, fino a che nelle mani dell’una non resterà la parrucca dell’altra, rivelando in modo crudo e spietato la vera identità delle nostre due protagoniste: Jolanda e Dolores sono due femminielli.

La lite delle due viene interrotta dal rumore di qualcuno che bussa alla porta. Piomba una tensione palpabile tra le due ed il primo pensiero è che sia la ronda dei te-deschi richiamata dalle grida. Lentamente si avvicinano alla porta e apro-no l’uscio quanto basta per vedere un fagotto lasciato da qualcuno.

È un neonato, abbandonato. Il cuore della storia, adesso, comincia a battere a un altro ritmo. Il ritrovamento inaspettato di questo bambino, porterà le due donne a porsi una serie di quesiti sull’esistenza, la morte, l’abbandono, dando il coraggio di raccontarsi reciprocamente le proprie esperienze di bambini “diversi”. Durerà 48 ore la convivenza con questa creatura, il tempo sufficiente per far emergere un nascosto istinto di maternità.

Alluccamm di Luca Pizzurro da giovedì 19 gennaio 2023 al Teatro Elicantropo di Napoli 2

Luca Pizzurro con Alluccam indaga in maniera puntuale e attenta il tema del desiderio di maternità nel mondo transessuale

Il testo inizia dunque ad indagare in maniera puntuale ed attenta, il tema del desiderio di maternità nel mondo transessuale, la trasformazione del corpo, il voler assomigliare il più possibile ad un ideale femminile nel quale ci si riconosca, senza poter raggiungere quella capacità di procreare che esiste solo nelle donne, e che non si può raggiungere con nessun artificio. Resta quindi un desiderio irrealizzabile, un vuoto incolmabile. I due giorni passe-ranno in una continua alternanza tra euforia e sconforto, convinzione di potercela fare e impossibilità di dare nutrimento e cura ad un neonato che necessita di pasti regolari e adeguate condizioni igieniche.

Quindi la decisione di Dolores è quella di andare a depositare il bambino alla ruota degli Esposti, alla Chiesa dell’Annunziata, anche perché l’indomani sarà il giorno in cui dovranno rappresentare il loro spettacolo per le truppe tedesche. I dubbi iniziali di Dolores sulla opportunità di presentarsi al Comando te-desco erano tutt’altro che infondati.

Lo spettacolo diviene solo un pretesto per dare la possibilità ai soldati tedeschi di sfogare sui corpi dei nostri due femminelli tutta la loro brutalità animale, ed inoltre pongono Jolanda e Dolores in una situazione di grande pericolo, dal momento che, nonostante l’aspetto sia quello di due donne, una volta nude, uomini a tutti gli effetti e quindi colpevoli di non avere obbedito a quanto ordinato nell’editto. Jolanda e Dolores stanno per essere fucilate, ma riescono a scappare.

La situazione è diventata pericolosa per le due, che riescono a raggiungere il basso. Doloranti, confuse ed impaurite non sanno più cosa fare, proprio in quel momento dai vicoli si alza una voce: “Gli Americani so Sbarcati”. Il popolo, forte della presenza degli americani, insorge ed anche Jolanda e Dolores imbracciano le armi e combattono le “loro” quattro giornate di Napoli, “Alluccando”, gridando. In nome della libertà In difesa della diversità Per i bambini felici che non sono stati Per i figli amati che non sono stati Per i figli che non avranno. Mai.

Il testo di Alluccamm è una matrioska di storie. Al Teatro Elicantropo

Alluccamm di Luca Pizzurro al Teatro Elicantropo

Dal 19 al 22 gennaio 2023 – Teatro Elicantropo di Napoli, Vico Gerolomini 3
Orario delle rappresentazioni: ore 21.00 dal giovedì al sabato; ore 18.00 domenica.
Per maggiori informazioni e prenotazioni telefonare al 081.296.640 (solo il pomeriggio) o consultare il sito web www.teatroelicantropo.com