venerdì 21 Giugno 2024
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Concerto RAI il 30 Novembre con Ilya Grubert e la direzione di Stefano Pagliani

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Ilya Grubert violino solista per il Concerto RAI della Nuova Orchestra Scarlatti

Grande musica mercoledì 30 novembre, con ingresso gratuito, al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare. “Concerto RAI” Con la Nuova Orchestra Scarlatti e il violinista solista Ilya Grubert, la direzione di Stefano Pagliani. Musiche di Max Bruch e Ludwig van Beethoven.

Concerto RAI, un evento che si rifà alle stagioni concertistiche dell’Orchestra Scarlatti presso l’Auditorium della RAI di Napoli. A suonare con la Nuova Orchestra Scarlatti, uno dei massimi virtuosi del momento: il violinista lettone Ilya Grubert, concertista di fama mondiale.

Dirigerà la Nuova Orchestra Scarlatti Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala, che dagli inizi degli anni ’90 ha intrapreso una prestigiosa attività come direttore d’orchestra in Italia e all’estero. Nell’occasione, i Maestri Grubert e Pagliani terranno due masterclass per giovani strumentisti del territorio.

La possente Ouverture Coriolano, composta da Beethoven nel 1807 aprirà il “Concerto RAI”

In programma evergreen classici come il celebre e amato Concerto per violino e orchestra in sol minore n. 1 op. 26 di Max Bruch e due capolavori sinfonici di Beethoven, l’ouverture Coriolano e la Quarta Sinfonia.

Il Concerto per violino e orchestra in sol minore n. 1 op. 26 del compositore tedesco Max Bruch (1838-1920) è un trionfo di brillante virtuosismo e appassionata cantabilità, arricchito dall’invenzione melodica commossa e commovente dell’Adagio centrale.

Aprirà il concerto la scultorea, possente Ouverture Coriolano, composta da Beethoven nel 1807 come intermezzo per l’omonima tragedia di Heinrich Joseph von Collin, vertice dello stile epico del sommo compositore tedesco; chiuderà il programma ancora Beethoven con la sua Quarta Sinfonia, luminoso capolavoro di una giovane grande anima ancora legata al mondo e felice di condividere con esso la sua gioia.

Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala
Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala

Sotto il cielo più puro

E’ un appuntamento musicale de I Campi Flegrei – “Sotto il cielo più puro”, concerti sociali per la X Municipalità, rassegna realizzata dalla Nuova Orchestra Scarlatti per il progetto Affabulazione del Comune di Napoli, attuato con fondi del MIC. Media partner RAI Campania.

L’intera manifestazione è dedicata al M.° Yuriy Kerpatenko, ucciso a Kherson (Ucraina), ottobre 2022. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: nuovaorchestrascarlatti.it – 0812535984 – info@nuovaorchestrascarlatti.it

Peppe Maiulli VS Ernesto a Foria al Nuovo Teatro Sancarluccio

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Ernesto a Foria interpretato da Peppe Maiulli, fino al 9 dicembre  al Nuovo Teatro Sancarluccio con lo spettacolo “Peppe Maiulli VS Ernesto a Foria- Ovvero song’ allergico ‘e fravole” di e con Peppe Maiulli.

Ernesto a Foria la storia della creazione in provetta del mito partendo dal nulla

E’ la storia della creazione in provetta del mito partendo dal nulla. Ernesto a Foria è la definizione provata che la massa ascolta con occhi e orecchie spalancati ciò che le viene propinato e, meno capisce, più apprezza. In un mondo di tenori-non tenori, di autori-non autori, di artisti-non artisti, di politici-non politici, il personaggio Ernesto va a nozze.

Magnificato già dal prologo, e per tutto lo spettacolo dal suo storiografo nonché mentore, che è il suo alter ego reale e suo anfitrione. Ernesto inizia a snocciolare la sua variegata esibizione, fatta di “opere”. Opere che Il narratore non osa definirle canzoni. Poesie e commenti che Ernesto, definto il “Maestro”, chiude con inaspettate perle di “saggezza”. Sempre incalzato da salaci domande di una improbabile giornalista presente sul palco.

Ernesto a Foria canta l’impossibile rendendolo credibile

La seraficità di Ernesto a Foria nell’asserire e cantare l’impossibile rendendolo credibile è il leitmotiv di tutto l’impianto scenico. E’ trionfo del vacuo. Del luogo comune e del nulla assurti a “verbo”, forzato e montato ad arte per contrabbandarlo come opera omnia. Intervallato e impreziosito da improbabili “perle” poetiche declamate dal suo storiografo e mentore e videoproiezioni di “improbabili” interviste ottenute dall’entourage del Maestro (gli amici, l’arrangiatore, il parroco, lo psicologo, il parrucchiere e il politico).

Una goliardica cavalcata dedicata a chi ha il coraggio di non prendersi troppo sul serio.

Domenica in Villa Floridiana con gli eventi del Museo Duca di Martina

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Domenica in Villa Floridiana con gli eventi del Museo Duca di Martina

Domenica in Villa Floridiana con tutta la famiglia. Proseguono con grande successo di pubblico le domeniche in Villa Floridiana grazie agli eventi promossi da Museo Duca di Martina. 

Domenica In Villa Floridiana con le lezioni di GYROKINESIS

Domenica 9 dicembre, alle ore 11.00, nel Teatrino della Verzura nuovo appuntamento con lezioni di GYROKINESIS, un’attività che può essere praticata da tutti. Sposa il movimento dolce del corpo con la serenità della mente, un sistema che riunisce diverse discipline: yoga, danza, nuoto e taijiquan.

Consente di migliorare la flessibilità del corpo e di allungarne e potenziarne la muscolatura. Il progetto, promosso dalla Direzione del Museo, realizzato dall’APD White Cloud Studio Napoli. La partecipazione è con il biglietto
ridotto del museo di 2 euro.

Domenica In Villa Floridiana per il Concerto di Giovanni Lanzini,clarinetto, & Fabio Montomoli, chitarra

Il concerto si svolgerà nel Salone delle feste alle ore 11.30 e sarà una “summa” di ricordi di viaggio, con echi e citazioni che solo la musica può fondere in un unico crogiolo di emozioni sonore. E’ un viaggio nella memoria, è un’unica onda lunga di suoni e di colori attraverso i continenti della terra che i due musicisti, attivi oramai da decenni sul panorama musicale internazionale, hanno attraversato nella loro lunga carriera.

In Programma: Astor Piazzolla, Celso Machado, Tom Jobim, Augusto Villoldo, Carlos Gardel, brani in Omaggio alla canzone napoletana,Giacomo Puccini, F. Montomoli, Il Carnevale di Venezia arr. G. Lanzini – (alla maniera di Niccolò Paganini, Gioachino Rossini, La Danza (tarantella).

Il biglietto di 12 euro comprende anche la visita del museo.

La Mostra “Le Stanze” di Nabi: Un Viaggio tra Design e Arte

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Le stanze di Nabi mostra internazionale di arte e design

Quando la creatività internazionale incontra l’eccellenza del Made in Italy

Il 22 maggio, presso gli spazi di Nabi Interior Design, si terrà l’apertura della mostra “Le Stanze”. L’evento promette di essere un’esperienza unica, dove la fusione tra design e arte viene raccontata attraverso la creatività di Biancamaria Santangelo, scenografa e fondatrice di Nabi. La mostra rappresenta una celebrazione della creatività condivisa, con ogni sala dedicata ad un designer internazionale, offrendo un viaggio immersivo nell’arte e nel design contemporaneo.

I Protagonisti della Mostra

La mostra vedrà la partecipazione di diversi designer di fama internazionale:

  • Francesco Maria Messina: Le sue collezioni sono delle vere e proprie odissee artistiche, esplorando il connubio tra materiali rari e design innovativo.
  • Federica Cammarota: Light designer che sperimenta con il design del mobile attraverso installazioni concettuali e sperimentazioni audaci.
  • Onofrio Acone: Conosciuto per le sue opere in ceramica uniche e non riproducibili, caratterizzate da “perfette imperfezioni”.
  • TOOY: Azienda di lampade che crea elementi decorativi dal forte impatto estetico, semplici all’apparenza ma altamente sofisticati.

La Visione di Biancamaria Santangelo

Biancamaria Santangelo, fondatrice e art director di Nabi Interior Design, è la mente creativa dietro questo evento. La sua visione si basa su una costante apertura e condivisione, collaborando con professionisti come l’architetto Paola Catapano. Catapano, appassionata di design, rielabora arredi di modernariato, trasferendo impronte del passato in spazi moderni, creando un continuo e armonioso divenire.

L’Esperienza Teatrale dell’Arte

Il percorso espositivo culmina con “Around”, un oggetto d’arredo della collezione esclusiva di Nabi. Il focus della serata sarà il rapporto tra il corpo e l’oggetto progettato, esplorato attraverso una performance di danza che intreccia arredi, arte e installazioni, definendo l’espressione teatrale dell’evento.

Nabi Interior Design: Un Polo Creativo

Nabi Interior Design, situato in una delle storiche strade di via Chiatamone, nel Palazzo Douglas, è stato fondato nel 2013 da Biancamaria Santangelo e Anna Palladino, stilista della maison Angela Solla. Questo spazio è diventato un punto di riferimento per la progettazione architettonica, il design e l’arte.

Il Made in Italy nel Mondo

L’art director Biancamaria Santangelo, insieme al suo team di professionisti, crea progetti architettonici e di interior design unici, per clienti italiani e internazionali, esportando il meglio del Made in Italy. L’arte è un elemento sempre presente, esprimendosi al meglio negli eventi periodici che fondono moda, design e arte, accogliendo i visitatori in un ambiente di creatività e innovazione.

L’apertura della mostra “Le Stanze” rappresenta non solo un evento culturale di rilievo, ma anche un’occasione per scoprire come il design e l’arte possano convivere e arricchirsi reciprocamente, offrendo nuove prospettive e ispirazioni.

Off Gallery presenta Mary Cinque con Big City Life

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Off Gallery presenta la personale di Mary Cinque

Esplorando “Big City Life” di Mary Cinque: Una Visione Urbana Vibrante

“Big City Life” non è semplicemente una mostra d’arte, ma un’immersione profonda nell’essenza delle grandi città attraverso gli occhi sensibili e l’abilità creativa di Mary Cinque. Curata con maestria da Alba La Marra, questa esposizione offre uno sguardo avvincente sulla vita urbana contemporanea attraverso una variegata collezione di opere che spaziano dai vibranti disegni ai vividi acrilici su tela.

La Tecnica Di Mary Cinque: Una Celebrazione Di Colore E Movimento

Con l’uso sapiente dei pastelli a olio, adottati da Mary Cinque durante il suo soggiorno a Londra, l’artista dona vita a paesaggi urbani vibranti di energia e colore. I suoi disegni, carichi di dinamismo e movimento, trasportano lo spettatore direttamente nel cuore pulsante delle metropoli, offrendo un’esperienza visiva coinvolgente e stimolante.

Raccontando Le Storie Urbane: L’Essenza Della Vita Nelle Grandi Città

Attraverso le parole della curatrice Alba La Marra, emerge chiaramente l’intento più profondo di Cinque: raccontare le storie degli esseri umani che popolano questi spazi urbani, esplorando le loro emozioni, desideri e aspirazioni. Ogni opera diventa così un’istantanea della vita quotidiana, un momento congelato nel tempo che ci invita a riflettere sulla nostra stessa esistenza e sulle relazioni che intrecciamo con il mondo che ci circonda.

Un Viaggio Attraverso Le Metropoli: Dai Skyline Di New York Alla Napoli Contemporanea

Nella seconda parte della mostra, l’attenzione si sposta sull’architettura e sui paesaggi urbani, offrendo uno sguardo più intimo e riflessivo sulle città che hanno segnato il percorso di Cinque. Dai skyline iconici di New York e Parigi alle atmosfere suggestive della Napoli contemporanea, l’artista esplora le diverse sfaccettature delle metropoli, evidenziando le connessioni e le contraddizioni che le caratterizzano.

CHELSEA HOTEL NYC, di Mary Cinque – da Big City Life, OFF Gallery, Napoli – 2024

Esperienza e Riflessione: Il Catalogo Di “Big City Life”

Il catalogo della mostra, curato con cura dalla OFF Gallery, sarà presentato durante il vernissage, offrendo ai visitatori l’opportunità di portare a casa un ricordo tangibile di questa straordinaria esperienza artistica. E mentre la mostra continua a suscitare interesse e dibattito, con le sue opere esposte fino al 18 maggio 2024, resta aperta l’invito a tutti coloro che desiderano immergersi nel mondo affascinante e complesso delle grandi città attraverso gli occhi di un’artista visionaria.

Mary Cinque: Un Viaggio Artistico Attraverso il Tempo e lo Spazio

Nata nel 1979, Mary Cinque ha tracciato il suo percorso artistico attraverso una serie di esperienze e influenze che hanno plasmato il suo lavoro in modo unico e coinvolgente. Dopo aver frequentato i corsi di pittura e decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e successivamente quella di Brera, Cinque ha iniziato a esplorare il mondo dell’arte con una fervente curiosità e determinazione.

Nel 2006, una permanenza di tre mesi tra Philadelphia e New York ha lasciato un’impronta profonda nel suo lavoro, influenzando il suo stile e la sua prospettiva artistica in modo significativo. Da allora, Cinque ha continuato a esplorare e a sperimentare, partecipando a workshop, mostre e progetti artistici che hanno contribuito a plasmare la sua identità artistica in continua evoluzione.

Riconoscimenti e Successi: Biennale di Venezia e Altro Ancora

Tra le sue esperienze più significative, la partecipazione al workshop “Capturing the elusive here” tenuto dall’artista ispano-americano Isidro Blasco presso AreaOdeon a Monza nel 2010 e la mostra “Eruption” presso la White Box Gallery di New York lo stesso anno. La sua presenza alla 54ª Biennale d’Arte di Venezia ha confermato il suo talento e la sua rilevanza nel panorama artistico contemporaneo.

Nel corso degli anni successivi, Cinque è stata segnalata per il Premio Bice Bugatti – Giovanni Segantini e ha raggiunto la finale del concorso Centro-Periferia 2014 di Federculture. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre collettive a Los Angeles e ha partecipato alla prima edizione della The Other Art Fair di Saatchiart a Los Angeles nel 2018.

Ritorno alle Radici: Agerola e l’Arte Come Continua Ispirazione

La mostra personale “A winter’s tale” nel 2019 è stata il risultato di una residenza a St Moritz, dove l’artista si è ispirata ai luoghi e alle persone della località svizzera. Nel 2022, Cinque ha presentato al pubblico “Vita stereoscopica”, una riflessione sull’essere umano e il nostro posto nel mondo, realizzata ispirandosi agli appunti visivi presi durante il suo soggiorno a Londra (2017-2019).

Nel 2023, Cinque è stata in residenza presso lo studio che fu di Sol LeWitt a Chester, continuando a esplorare nuove idee e approcci artistici. Attualmente, Mary Cinque è tornata ad Agerola, dove vive e lavora, portando con sé una ricchezza di esperienze e influenze che continuano a ispirare il suo straordinario lavoro artistico.

OFF Gallery: Una Galleria d’Arte Nel Cuore di Napoli

Nel cuore del centro antico di Napoli, ad un passo dalla Cappella Sansevero, OFF Gallery ha visto la luce nel 2018 grazie all’ispirazione di Beniamino Manferlotti. Da amante dell’arte e collezionista a gallerista, Manferlotti ha creato uno spazio unico, caratterizzato da una colonna greca che accoglie i visitatori e li introduce in un mondo carico di memorie e suggestioni.

Uno Spazio Carico di Storia

OFF Gallery non è solo uno spazio espositivo, ma un luogo dove il passato e il presente si fondono armoniosamente. L’atmosfera ricca di storia e la collocazione nel centro antico di Napoli conferiscono alla galleria un carattere unico, che si riflette nell’accoglienza degli artisti contemporanei con autentica accoglienza.

Espansione e Innovazione

Nel 2022, OFF Gallery ha inaugurato un nuovo spazio, situato a pochi passi dal precedente ma totalmente differente nella sua concezione. Questa espansione non solo offre nuove opportunità per esplorare l’arte contemporanea, ma anche per creare un dialogo quotidiano con il pubblico e ospitare progetti site specific che arricchiscono ulteriormente l’esperienza artistica offerta dalla galleria.

Con la sua combinazione di storia, innovazione e impegno verso l’arte contemporanea, OFF Gallery si conferma come un rifugio artistico nel cuore di Napoli, dove gli artisti e il pubblico possono incontrarsi e condividere un’esperienza unica e stimolante.

Esplorando l’Importanza e le Meraviglie di Pompei: Guida alle Visite Essenziali

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Una visita guidata a Pompei è un'esperienza educativa e coinvolgente che consente ai visitatori di immergersi completamente nella ricca storia dell'antica Roma.

Pompei, un’antica città sepolta sotto le ceneri del Vesuvio nel 79 d.C., rappresenta uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.

Una visita guidata a Pompei è un’esperienza educativa e coinvolgente che consente ai visitatori di immergersi completamente nella ricca storia dell’antica Roma. Situata nelle vicinanze di Napoli, questa città romana ha catturato l’immaginazione di milioni di visitatori da tutto il mondo, offrendo un’opportunità unica di immergersi nella vita quotidiana dell’antica Roma.

L’Importanza di Pompei

Pompei non è solo un sito archeologico, ma un tesoro prezioso che ci offre una finestra aperta sul passato. La sua distruzione durante l’eruzione del Vesuvio ha conservato intatta l’antica città, permettendo ai visitatori di passeggiare tra le sue strade e di esplorare le sue case, negozi, templi e luoghi pubblici come se fossimo viaggiati indietro nel tempo.

Per comprendere appieno l’importanza di Pompei, è essenziale comprendere il contesto storico in cui si è sviluppata. Fondata dai Sanniti nel VI secolo a.C., Pompei divenne una fiorente città romana durante il periodo dell’Impero, grazie alla sua posizione strategica lungo la via per il Sud Italia e per le sue ricchezze agricole.

Cosa Visitare a Pompei

Il Foro

Il Foro di Pompei era il centro della vita politica, economica e sociale della città. Qui si svolgevano discorsi politici, affari commerciali e riunioni pubbliche. Il tempio di Giove, il principale dio romano, dominava la piazza, testimoniando l’importanza religiosa e politica del luogo.

Gli Scavi degli Edifici Residenziali

Le case di Pompei offrono un’interessante panoramica della vita quotidiana dell’élite romana. Case come la Casa del Fauno e la Casa del Menandro sono ben conservate e decorate con affreschi e mosaici che narrano storie di miti, eroi e vita quotidiana.

Le Antiche Terme

I bagni pubblici di Pompei erano un importante centro sociale e ricreativo. Le Terme Stabiane, le Terme del Foro e le Terme del Central hanno mostrato l’importanza del bagno nell’antica cultura romana, oltre a essere luoghi di incontro e di conversazione.

Il Teatro Grande

Costruito nel III secolo a.C., il Teatro Grande era uno dei più grandi teatri romani, capace di ospitare fino a 5.000 spettatori. Qui si svolgevano spettacoli di teatro, musica e danza, offrendo intrattenimento e divertimento alla popolazione di Pompei.

Il Lupanare: Questo edificio, conosciuto come la Casa del Lupo, era il più antico bordello di Pompei. Decorato con affreschi erotici e iscrizioni, il Lupanare fornisce un’interessante e provocatoria finestra sulla vita quotidiana romana e sulle sue pratiche sessuali.

Conclusione

Una visita guidata a Pompei è un’esperienza educativa e coinvolgente che consente ai visitatori di immergersi completamente nella ricca storia dell’antica Roma. Attraverso le sue strade sepolte, le sue case ben conservate e i suoi luoghi di culto e di intrattenimento, Pompei offre un’opportunità senza precedenti di comprendere la vita quotidiana di un’antica città romana.

Oltre alle principali attrazioni menzionate, ci sono numerosi altri siti da esplorare a Pompei, come i templi, le botteghe, gli edifici pubblici e le tombe. Ogni angolo di questa città sepolta racconta una storia, e ogni visita offre nuove scoperte e nuove comprensioni del passato.

In conclusione, Pompei rappresenta non solo un sito archeologico straordinario, ma anche una testimonianza vivente della grandezza e della fragilità della civiltà umana. Attraverso la visita di Pompei, i visitatori possono riscoprire la storia perduta di un’antica città romana e cogliere l’opportunità di portare a casa ricordi indelebili di un viaggio nel tempo.

Maria Puteolana, non tele ma archi

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Non tele ma archi è il titolo del libro scritto da Veronica Grossi ispirato a Maria Puteolana

Lo spirito di Maria Puteolana sembra ancora aleggiare tra i vicoli e le terrazze del Rione Terra a Pozzuoli. L’unico riferimento storico a Maria Puteolana è fornito da Francesco Petrarca che nel 1341 con il re Roberto d’Angiò avrebbe visitato Pozzuoli allo scopo di incontrare la «famosissima virago Maria, detta poi Maria Puteolana».

Maria Puteolana un personaggio tra realtà e leggenda che ha ispirato Veronica Grossi a dedicarle prima uno spettacolo e poi un libro edito da Giammarino Editore. Entrambe le opere di Veronica Grossi infatti vogliono indagare sullo spirito di Maria Puteolana e sugli insegnamenti, estremamente attuali, che la sua figura ci ha tramandato.

La forza di ribellarsi alla condizione di genere, l’ardore nel difendere la propria terra dall’invasione nemica, l’intensità di affermarsi nel suo desiderio di libertà, tutto questo lo ritroviamo nel pagine e ancor prima nello spettacolo scritto da Veronica Grossi

LadyEM con Rosalba Di Girolamo e Mauro Racanati al TIN

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Fino al 28 Maggio al Teatro Instabile Napoli LadyEM iberamente tratto da Macbeth di William Shakespeare per la regia di Vincenzo Pirozzi. Speaker Francesco Mastandrea

LadyEM , al Teatro Instabile Napoli fino al 28 Maggio. Lo spettacolo liberamente tratto da Macbeth di William Shakespeare per l’adattamento di Rosalba Di Girolamo e Vincenzo Pirozzi con Rosalba Di Girolamo e Mauro Racanati e la regia di Vincenzo Pirozzi. Speaker Francesco Mastandrea. I costumi sono di Rosa Ferrara, le scene di Peppe Zarbo. La produzione è a cura di Baba Yaga Teatro.

La tragedia di Macbeth, il più perfetto ritratto di quel male che è sempre latente nelle strutture di potere della società, trova la sua concreta rappresentazione nella guerra che stiamo vivendo oggi. E’ questa la guerra che fa da sfondo al nostro adattamento della tragedia shakesperiana, scandita dalla voce di un cronista che ne racconta gli sviluppi, portandoci dentro i più reconditi meccanismi dell’ossessione per il potere.

Al centro della scena un trono, lo scopo primordiale

Le luci si accendono e Macbeth, alto ufficiale dell’esercito, vi è seduto affranto, ascoltando l’ultimo bollettino di guerra: il Capo di Stato, il buon Duncan, ha finalmente firmato il trattato di pace: la guerra è finita. Ma è appena cominciata la guerra interiore di Macbeth, che inizia ad essere divorato dalla febbre del potere.

La scena comincia ad aprirsi: i fondali scoprono una vasca da bagno, uno specchio, e una donna di spalle, nuda. E’ Emma, sua Lady, moglie e compagna di grandezza, che gli comanda di aiutarla a coprirsi con una vestaglia e insieme di seguirla nel suo spietato disegno per la conquista del trono, stimolando e legittimando l’ambizione di Macbeth attraverso un complesso gioco di umiliazione e seduzione.
La scena continua ad aprirsi scoprendo una camera da letto dove le streghe, profetesse di sciagura, vi irrompono trasfigurate nei due personaggi nell’atto di un amplesso amoroso e attraverso musiche assordanti e luci accecanti.

Lo spettacolo evolve al ritmo crescente dell’ossessione dei due e della guerra che la loro brama di potere fa tornare ancora più sanguinaria, in un vortice che trafigge e accompagna i due interpreti tra sogni premonitori e trip mentali. Mentre il ritmo dello spettacolo cresce la scena decade, diventando sempre più scarna e buia, facendo sprofondare i due nell’abisso del terrore e della pazzia…

La scena continua ad aprirsi: il fondale sinistro si apre scoprendo una camera da letto dove le streghe, profetesse di sciagura, irrompono trasfigurate in sogni premonitori, amplessi e allucinazioni dei due, attraverso musiche assordanti e luci accecanti. E saranno gli ingressi in scena delle streghe, insieme alla voce del cronista, che scandiranno lo sviluppo della messa in scena.

“Ogni volta che irrompe la voce del giornalista che annuncia le evoluzioni della guerra in atto, la scena al contrario decade, diventando sempre più scarna, e le luci si abbassano diventando sempre più tetre. Il ritmo della messinscena è veloce come un vortice che trafigge e accompagna i due attori, che reciteranno in modo energico, a tratti convulso, tra sogni premonitori e trip mentali. In alcuni momenti i due si estraniano per dar voce alla loro mente turbata, che a volte si interroga ed altre cerca giustificazione; in altri momenti si rivolgono al pubblico come fosse un giudice preposto a interrogarli in merito alle loro azioni.

“Macbeth” diventerà Capo di Stato, e mentre prenderà sempre più potere sprofonderà insieme alla moglie nell’abisso del terrore e della pazzia: da soldato coraggioso e senza macchia diventerà debole e insicuro. Emma invece, la vera ideatrice dei piani fallimentari del marito, si lascerà calpestare dalla sua follia fino a commettere l’atto più crudele e inaccettabile.
E da quel momento per loro due comincerà un declino inarrestabile.

Come Kurt Gobain e Courtney love, come John Lennon e Yoko Ono, come John F. kennedy e Jacqueline, fino ad arrivare a Lady Diana e Carlo, anche la storia d’amore tra Macbeth e la sua “Lady”, suona in questa riscrittura come un Pop Rock fatto di eccessi, tradimenti e follie…” (Vincenzo Pirozzi) …fino ad un finale inatteso.

I protagonisti di LadyEM

VINCENZO PIROZZI

Regista, sceneggiatore e attore napoletano.
Si forma nel cinema e nel teatro e studia a Napoli allo ZERO DE CONDUITE. Si trasferisce a Roma per proseguire negli studi come regista, sceneggiatore e attore. Ha lavorato come attore, assistente alla regia e aiuto regia per tanti film, cortometraggi, spettacoli teatrali e documentari italiani e non.

Ha collaborato con: Antonio Capuano, Paolo Sorrentino, Francesco Patierno, Pasquale Squitieri, Sergio Castellitto, Giancarlo Giannini, Marisa Laurito, Lello Arena, Giorgio Albertazzi, Silvio Orlando, Fabrizio Bentivoglio, Luisa Ranieri, Claudia Cardinale,Tony Servillo ed altri. Ha inoltre prodotto e diretto tantissimi cortometraggi e documentari. Nel 2019 gira “La musica è finita” con cui vince molti premi a vari festival di cortometraggi. La sua opera prima per il cinema è “Sodoma, l’altra faccia di Gomorra” (2012) che vince al festival del cinema di New York come miglior commedia e il biglietto d’oro al festival di Villerupt (Francia). Dal 2008 è uno dei registi della soap opera UN POSTO AL SOLE.

Nel 2021 ha girato il suo secondo lungometraggio dal titolo DOVE SI FERMA IL TEMPO, che tratta il delicato tema delle violenze nelle carceri minorili. Nel 2022 invece è tornato dietro la macchina da presa e ha diretto “Il peso esatto del vuoto” che vede come protagonisti Cristina Donadio e Peppe Servillo. Nel mentre dirige alcuni spettacoli teatrali tra cui Giuliè tratto dal Romeo e Giulietta di W. Shakespeare.

Ha recitato per il cinema, teatro e televisione, tra gli ultimi lavori ricordiamo Gomorra dove interpreta Lello Magliocca, il figlio di Chanel e nella prima serie di Mare Fuori dove ricopre il ruolo di Antonio Valletta. Alla fine del 2023 lo vedremo sempre nelle vesti di attore per una serie televisiva che andrà in onda su Disney plus dal titolo Uonderbois.

Ideatore e creatore dell’associazione “SOTT’ O PONTE” e dell’ACCADEMIA DELLA SANITA’ tra il 2005 e il 2015 fucina d’arte che accoglie bambini, ragazzi e adulti del Quartiere Sanità e non solo.

ROSALBA DI GIROLAMO

Attrice e architetto, è nata a Napoli e ha vissuto a Firenze fino al 2002, dove si è formata nella Compagnia Krypton di Giancarlo Cauteruccio, diplomata in recitazione teatrale presso la scuola del Teatro della Limonaia e in recitazione cinematografica presso la scuola Immagina di Giuseppe Ferlito; ha studiato drammaturgia con Ugo Chiti, canto con Francesca della Monica, teatro musicale con Agustì Humet, scenografia con Juan Guillen, teatro dell’oppresso con Augusto Boal; si è formata con Pippo Delbono e nel Workcenter di Jerzy Grotowski.

Tornata a Napoli dal 2002, ha lavorato tra gli altri con Renato Carpentieri, Maurizio De Giovanni, Peppe Lanzetta. Ha scritto, diretto e interpretato Trattamento di fine rapporto (premio Girulà 2009), Nuda-omaggio a Marilyn Monroe (2012), Hyele-o dell’usurpazione di Zeus (2017), Acqua-viaggio nell’ Horcynus Orca (2017), Itaca-richiamo mediterraneo (2021), Errori (2021) Circe (2022). A cinema è stata diretta tra gli altri da Antonio Capuano, Terry Gilliam e Marco Tullio Giordana.

MAURO RACANATI

Dopo un breve passaggio da Paolo Grassi e Quelli di Grock, continua a formarsi presso il Centro teatrale Santacristina Luca Ronconi con i maestri Massimo Popolizio, Alessio Romano Massimo De Francovich, Maria Consagra e Fausto Russo Alesi. Inoltre entra nell’Ecole des Maitres diretta da Ricci/Forte.

Mauro lavora in produzioni e tournée in tutto il territorio nazionale con maestri quali Tony Servillo, Michele Placido, Federico Tiezzi,
Krystian Lupa, Daniele Pecci, Walter Manfrè, Giancarlo Marinelli, Roberto Latini, Peter Stein e Giancarlo Sepe.

Da circa due anni è uno dei principali protagonisti della serie tv “Un posto al sole” e sarà presto in onda ne “Il patriarca” diretto da Claudio Amendola e “I leoni di sicilia” diretto da Paolo Genovese prodotto da Disney. Lavora in cinema e TV con Giuseppe Piccioni, Luca Miniero, Riccardo Milani, Ricky Tognazzi. Laureato in Lettere, è anche istruttore di Judo.

Beatrice Venezi dirige il Concerto dei 30 anni della Nuova Orchestra Scarlatti

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Nuova Orchestra Scarlatti 1993 2023

Domenica 19 marzo alle ore 19.00, presso la Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli la Nuova Orchestra Scarlatti festeggia i 30 anni di attività.

Domenica 19 marzo alle ore 19.00, presso la Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli (Via San Pietro a Majella 35), appuntamento con il “Concerto dei 30 anni della Nuova Orchestra Scarlatti (1993-2023)”: il programma sinfonico, diretto da Beatrice Venezi, prevede musiche di A. Scarlatti; W. A. Mozart; il brillante Concerto per tromba e orchestra in mi bemolle maggiore di F. J. Haydn, con solista Davide Battista, giovane talento quindicenne e Prima tromba dell’Orchestra Scarlatti Junior; e la luminosa Terza Sinfonia di Schubert.

Con questo concerto la NOS intende festeggiare insieme al suo pubblico 30 anni di vita e di continua presenza sul territorio e anche di importanti proiezioni in campo nazionale e internazionale, da Roma a Milano, da Berlino a Pechino.

30 anni di impegno per la diffusione, più ampia possibile, della grande musica come bene comune per tutti, per la promozione dell’immagine di Napoli e della Campania

Al riguardo, questo è il pensiero del M.° Gaetano Russo, fondatore e direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti: “A voler trarre un bilancio, a partire da quel primo concerto all’Auditorium della RAI di Napoli il 21 marzo 1993, credo di poter dire che, nonostante i sostegni minimi rispetto alle esigenze di un’Orchestra e le crescenti difficoltà, non siamo venuti mai meno al nostro impegno per la diffusione, più ampia possibile, della grande musica come bene comune per tutti, per la promozione dell’immagine di Napoli e della Campania.

Sono stati anni di impegno costante per la formazione e la promozione artistica e professionale di tanti giovani musicisti nati dopo di noi, tanti ‘under 30’, molti dei quali si ritrovano oggi nelle file della nostra Orchestra.

Nuova Orchestra Scarlatti
Nuova Orchestra Scarlatti

La Nuova Orchestra Scarlatti colma il vuoto della mancanza a Napoli di un’Orchestra riconosciuta e sostenuta dalle istituzioni

Come più volte detto, abbiamo di fatto colmato un vuoto: la mancanza a Napoli, unico grande centro italiano ed europeo, di un’Orchestra riconosciuta e sostenuta dalle istituzioni.

Questo concerto vuole essere una festa, insieme ai nostri musicisti e al nostro pubblico, ma anche l’ennesima occasione per chiedere alle istituzioni nazionali e locali un impegno concreto per colmare questo vuoto dannoso per tutta la comunità, per far sì che anche per i nostri giovani, come amiamo ripetere da un po’, la via dell’emigrazione intellettuale sia sempre più un’opportunità e sempre meno una necessità”.

Il 21 marzo, giorno del compleanno della Nuova Orchestra Scarlatti, una non-stop musicale dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Seguirà martedì 21 marzo, il giorno esatto del compleanno della N.O.S., presso la Chiesa dei SS. Marcellino e Festo di Napoli, “Musica Insieme per i 30 anni della Nuova Orchestra Scarlatti”, una non-stop musicale dalle ore 16.00 alle ore 19.00 a cui, accanto ai musicisti dell’Orchestra, potranno partecipare in varie aggregazioni componenti delle diverse realtà della Comunità delle Orchestra Scarlatti: l’Orchestra Scarlatti Junior, l’Orchestra Scarlatti Young, l’amatoriale Scarlatti per Tutti, l’universitario Ensemble per Federico e altri musicisti ed ensemble che si sentano in sintonia con lo spirito dell’Orchestra. Tre ore nella gioia condivisa della musica, aperte anche agli amici, ai simpatizzanti, a tutto il pubblico che vorrà partecipare.

Informazioni e prevendita

Costo del biglietto euro 5.00 acquistabile su azzurroservice e presso le prevendite abituali e da un’ora prima del concerto.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito nuovaorchestrascarlatti.it o scrivere una mail a info@nuovaorchestrascarlatti.it

Francesca Muoio e Luca Trezza al Bolivar con “Divin ‘a ‘mmente Dante” sabato 18 Marzo

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Francesca Muoio e Luca Trezza in Divin ‘a ‘mmente Dante

Lo spettacolo di Francesca Muoio e Luca Trezza è un omaggio a Dante Alighieri ma prima ancora a Matilde Donnarumma Pierro che tradusse in napoletano canti della Divina Commedia

Francesca Muoio e Luca Trezza saranno domani, sabato 18 marzo, alle ore 21.00, al Teatro Bolivarcon “Divin ‘a ‘mmente Dante”, un omaggio a Dante e Matilde Donnarumma Pierro. Lo spettacolo proporrà l’ascolto di una Divina Commedia diversa rispetto a quella studiata a scuola così che anziani, adulti e giovani possano forse riapprezzarne meglio la bellezza e riconoscerne la familiarità.

Napoletana e pronipote di Pierro, Matilde Donnarumma Pierro nel 1963 traduce la Divina Commedia in napoletano

Matilde Donnarumma Pierro, pronipote per altro dell’omonimo Pierro, titolare della famosa casa editrice napoletana con la quale stamparono le loro opere anche Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo, Matilde Serao, Gabriele D’Annunzio e Eduardo Scarpetta, che ha pensato bene di utilizzare il suo dialetto per “tradurre” l’opera di Dante e renderla così più comprensibile al popolo.

Era il 1963 e la Divina Commedia in napoletano venne pubblicata con l’identica struttura di quella originale dei 14.233 versi in terzine di endecasillabi a rima incatenata. Cento canti che purtroppo, però, Matilde non ha fatto in tempo a pubblicare tutti. Abbiamo i canti dell’Inferno, alcuni del Purgatorio, ma nessuna traccia del Paradiso. La stessa scrittrice però dichiarava che non si trattava di una vera e propria traduzione in quanto “il poeta è inimitabile, intraducibile, ma ci si può avvicinare molto senza tradirne il pensiero e il linguaggio.”

«Dante era il primo a giocare con la musicalità delle lingue e dei dialetti e a rendersi conto della loro grande potenza artistica – raccontano Luca e Francesca, mentre spiegano da dove nasce l’idea di “Divin ‘a ‘mmente” -. Il poeta sapeva che ogni lingua produce una letteratura e ogni letteratura può moltiplicarsi in altre ed altre lingue ancora, fino a diffondersi come una macchia infinita in tutto il mondo.

Dante con la Divina Commedia, tradotta in ormai duecento e più lingue e dialetti diversi, ci insegna che ricordare è fondamentale

Ed è proprio ciò che è successo alla Divina Commedia, che è stata tradotta in ormai duecento e più lingue e dialetti diversi, per raggiungere duecentomila e più popoli e renderla ad oggi davvero un’opera universale. Vogliamo perciò esporre in maniera leggera e semplice la struttura dell’opera alternandola alla lettura di alcuni frammenti di questi “nuovi” canti dell’Inferno – continuano gli autori e attori – Dante ci insegna che ricordare è fondamentale ed è per questo che “Tien ‘a mmente!”, il famoso detto napoletano, esplicita perfettamente il senso di ciò che vogliamo dire con questo progetto.

Tien ‘a mmente la Divina Commedia, tien ‘a mmente che è divina e perché lo è, tien ‘a mmente Dante, il suo ingegno e la sua poesia e, soprattutto, tienn ‘a mment che il dialetto di ogni singolo popolo è un patrimonio inestimabile che, come uno specchio teneramente implacabile, ci rivela ogni volta ciò che siamo stati e ciò che siamo oggi. In omaggio a Dante Alighieri, a Matilde Donnarumma Pierro, a Napoli e a tutti gli altri Dante poliglotti sparsi nel mondo».

Baraccone Clandestino dal 30 gennaio al teatro Sannazaro

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Debutto al Sannazzaro per il nuovo spettacolo di Danilo Rovani. Sul Palcoscenico con Danilo Rovani, Cosimo Alberti e Federica Flibotto. Musiche originali di Pasquale Ruocco

Baraccone Clandestino al teatro Sannazaro dal 30 gennaio al 1 febbraio 2023. Dopo il successo di pubblico incassato con la sua “Teodora degli Spiriti” all’ultima edizione de I Corti della Formica, Danilo Rovani torna in teatro con un nuovo spettacolo nella triplice veste di autore, regista e attore. In scena con Danilo nel ruolo di coprotagonista Cosimo Alberti, una giovane e fantastica Federica Flibotto (nomination come miglior attrice sempre a I Corti della Formica), Luca Lombardi, Cristian Luino e Francesca Morgante. Le musiche, suonate rigorosamente dal vivo, sono scritte e arrangiate da Pasquale Ruocco, già autore delle musiche del cortometraggio “A Modo Mio“, che le esegue in compagnia di Anthony Della Ragione e Viviana Ulisse.

Baraccone Clandestino come nella commedia dell’arte

Baraccone Clandestino di Danilo Rovani, si ispira artisti della commedia dell’arte che giravano in lungo e in largo cercando un luogo dove potersi esibire. In un futuro non troppo lontano e non troppo improbabile, il governo ha vietato le adunanze e le rappresentazioni di qualsivoglia natura. Solo gli artisti assoggettati al regime e alla censura che ne deriva, possono, previa autorizzazione, rappresentar commedia. Sempre che sia uniforme alla propaganda governativa.

Ed è così che un piccolo manipolo di artisti in fuga, decide di esibirsi clandestinamente, combattendo il sopruso e la dittatura mascherata da democrazia. Personaggi alla ricerca di un luogo e non di un autore, danno vita a una ribellione non violenta, combattuta non con le armi ma con le parole, la musica, i sentimenti. “pe mitraglia na’ chitarra, pe pistole ‘e tammurrielle e pe bombe ‘e parole.”

Il compito dei liberi pensatori e artisti: farci sorridere per prendere coscienza

In questo modo fra stracci come vestiti, piccoli attrezzi scenici e numeri di canto e recitazione, prende vita il Baraccone Clandestino, che, sotto forma di avanspettacolo di resistenza cerca di riportare nei suoi spettatori la sensibilità e la conoscenza che il governo vuole annientare.

Proprio come per gli artisti della commedia dell’arte, anche gli artisti di Baraccone Clandestino, sorridendo e scherzando raccontano il loro punto di vista su una società, la nostra, che ogni giorno perde pezzi di libertà e di sensibilità. E quindi è giusto che l’arte e i liberi pensatori facendoci ridere e dimenticare per qualche istante le ansie che ci attanagliano, contemporaneamente ci spingano verso una nuova presa di coscienza.

Per informazioni e prenotazioni visita il sito del teatro Sannazaro

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar il 3 e 4 febbraio

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Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar il 3 e 4 febbraio

Per le uniche due date in Campania Erri De Luca sceglie il palcoscenico del Bolivar. Lo scrittore sarà in scena con Cosimo Damiano Damato e la Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca.

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar, diretto da Nu’Tracks, per le uniche due date in Campania. Erri De Luca in scena, come voce narrante, con “Le Rose di Sarajevo” venerdì 3 e sabato 4 febbraio; accanto allo scrittore il suo amico e fratello di poesia, Cosimo Damiano Damato anche lui nel ruolo di voce narrante. Con i due fratelli di poesia l’ensemble Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, con Anissa Gouizi voce e percussioni e, Gabriele Pesaresi al contrabbasso.

Le Rose di Sarajevo rende omaggio al poeta Izet Sarajlić, il cantore di Sarajevo testimone della tragedia della Bosnia, che più di tutti i poeti del Novecento è riuscito a raccontare la grande ferita della guerra, a vent’anni dalla sua scomparsa.

Lo spettacolo ha debuttato con un sold out al teatro delle Muse di Ancona in apertura dell’Adriatico Mediterraneo Festival. De Luca e Damato, hanno già raccontato insieme altre storie, per il cinema “Tu non c’eri”, al teatro “Se i delfini venissero in aiuto” e in un libro “L’ora X, una storia di lotta continua”.

Due generazioni che stanno dalla stessa parte, con lo stesso sguardo civile e condividono la stessa poesia, le stesse battaglie. Salgono sul palco per amicizia, per raccontarsi ancora una volta una storia e lo fanno partendo dal pensiero del poeta Izet Sarajlić: “Chi ha fatto il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo? Noi, i poeti”.

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato il 3 e 4 febbraio al Teatro Bolivar
Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato il 3 e 4 febbraio al Teatro Bolivar

Le Rose di Sarajevo per ricordarci che chi è stato responsabile della felicità, lo è pure dell’infelicità.

«Nell’assedio più lungo del 1900 – scrive Erri De Luca – nella Sarajevo degli anni Novanta, i cittadini andavano alle serate di poesia nel buio di una città senza corrente elettrica. Sperimentavano che in una guerra solo i versi sono capaci di correggere a forza di sillabe miracolose il tempo sincopato dei singhiozzi, il ragtime delle granate, l’occhio di un mirino addosso.

Credo che un poeta debba diventare un membro di famiglia e non restare l’autore di versi pubblicati. Eppure, credo che un poeta paghi i suoi versi con la vita svolta. In un poeta cerco, esigo che la sua vita sia all’altezza della sua pagina. Perciò Izet Sarajlic doveva essere maestro di lealtà civile restando a Sarajevo fino all’ultimo giorno di malora. Con i suoi versi si erano dati voce gli innamorati di due generazioni. Chi è stato responsabile della felicità, lo è pure dell’infelicità».

A Damato è affidata la lettura di alcune poesie di Izet per poi duettare con Erri dando voce al carteggio “Lettere fraterne” che Erri e Izet si sono scambiati, un epistolario che ha la potenza poetica dei carteggi dei grandi poeti. Ad Erri, volontario sui convogli umanitari a Sarajevo, il racconto del Novecento, dei suoi poeti e dei versi di Izet. A Giovanni Seneca, Anisa Gouzi e Gabriele Pesaresi il compito di imbarcare le parole su una nave musicale dalle atmosfere balcanico-Mediterranee.

Con Erri De Luca, Cosimo Damiano Damato, la Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Anissa Gouizi voce e percussioni
Da sinistra: Erri De Luca, Cosimo Damiano Damato, Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Anissa Gouizi voce e percussioni

27 gennaio Giorno della Memoria. Le iniziative dei musei per non dimenticare le vittime dell’Olocausto

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27 gennaio Giorno della Memoria tutte le iniziative dei musei

Tutte le iniziative organizzate dalla Direzione Regionale Musei Campania per ricordare e commemorare nel Giorno della Memoria le vittime dell’Olocausto

27 gennaio, data simbolica dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz scelta per celebrare il Giorno della Memoria, e proprio in questo giorno la Direzione regionale Musei Campania rinnova l’invito a coltivare la memoria nei musei, luoghi della memoria collettiva, per commemorare le vittime dell’Olocausto e promuovere, insieme agli studenti e alle Scuole del territorio, l’educazione ai valori della pace, del rispetto, della dignità di ogni individuo, la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, attraverso l’arte e, in particolare, la musica.

Capace di unire popoli e aprire all’incontro e al dialogo, la musica ha attraversato in varie forme il dramma dell’Olocausto: oltre che ad accompagnare il passaggio dei deportati, le orchestre venivano impiegate per allietare le serate o le feste dei militari che lavoravano nel lager. Al posto delle marce o delle musiche da ballo, in occasione del Giorno della Memoria, nei musei risuonerà la grande musica classica, con omaggi alla cultura musicale ebraica.

Il 27 gennaio alla Certosa e Museo di San Martino Shostakovich e l’opera dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”

Dalle 10.30 alle 12.00, gruppi di musica da camera accompagneranno con esecuzioni musicali il percorso di visita alla Certosa e Museo di San Martino. Un ensemble di viole composta da Gabriele Catapano, Clarissa Costa, Eugenia Cozzolino, Giulia Romano, a cura del maestro Piero Massa, proporrà una trascrizione del largo del Quartetto Op.110 n. 8 di Shostakovich.

L’opera, dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”, fu eseguita durante i funerali di Shostakovich, nel 1975, su indicazione dello stesso compositore, acquisendo così definitivamente un deciso spirito commemorativo, rafforzato anche da queste lapidarie parole: “Provo eterno dolore per coloro che furono uccisi da Hitler, ma non sono meno turbato nei confronti di chi morì su comando di Stalin. Soffro per tutti coloro che furono torturati, fucilati, o lasciati morire di fame.

Molte delle mie Sinfonie sono pietre tombali. Troppi della nostra gente sono morti e sono stati sepolti in posti ignoti a chiunque, persino ai loro parenti. Dove mettere le lapidi? Solo la musica può farlo per loro. Vorrei scrivere una composizione per ciascuno dei caduti, ma non sono in grado di farlo, e questo è il solo motivo per cui io dedico la mia musica a tutti loro”.

Il trio di Giuliana Mauro (clarinetto), Ylenia Attardi (violoncello), Walter Siano (pianoforte), proporrà pagine dalle colonne sonore di film sulla Shoah, da “La vita è bella” di Nicola Piovani a “Schindler‘s List” di John Williams, e brani tratti dalla musica di tradizione Klezmer, per aprirsi, attraverso l’ascolto, all’incontro e al dialogo. La musica Klezmer, infatti, esprime l’anima stessa della cultura ebraica, fatta di struggente lirismo nel richiamo alla condizione errante e di diaspora, che ha contraddistinto la storia di questo popolo, e di impennate gioiose e ironiche, che accompagnano i momenti della vita quotidiana.

Il 27 gennaio alla Certosa e Museo di San Martino Shostakovich e l'opera dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”

Nel Giorno della Memoria al Museo Novecento a Castel Sant’Elmo orchestrazioni di melodie ebraiche

Alle 11.00 nelle sale del Museo Novecento a Napoli, sulla piazza d’armi di Castel Sant’Elmo, gli studenti del Liceo Artistico Coreutico Musicale Boccioni-Palizzi di Napoli eseguiranno una versione cameristica del tema del film “Schindler’s List” e tre orchestrazioni di melodie ebraiche: Gam Gam, Kol Nidre e Oyfn Pripetshik.

A completare il programma del concerto, la Sinfonia n. 25 e un duetto per due clarinetti di W. A. Mozart. La memoria passerà, quindi, anche dal ricordo del grande compositore austriaco, ritenuto il più universale nella storia della musica occidentale, nato a Salisburgo nel 1756, proprio il 27 gennaio.

Nel Giorno della Memoria al Museo Novecento a Castel Sant’Elmo orchestrazioni di melodie ebraiche

Speciali percorsi di visita saranno un’occasione per ricordare le vittime della Shoah

Insieme ai suoni e alle note “della memoria”, speciali percorsi di visita saranno un’occasione per ricordare le vittime della Shoah e stimolare una riflessione personale e collettiva sul fenomeno del razzismo e delle discriminazioni, ancora oggi presente.

Dalle 17.00 alle 19.00 al Museo Archeologico del Sannio Caudino il percorso di visita sarà all’insegna della “Memoria condivisa”. La visita guidata al museo, attraverso le sale espositive, offrirà ai visitatori un’occasione di riflessione, con gli studenti dell’Istituto professionale alberghiero Aldo Moro e del Liceo Enrico Fermi di Montesarchio, che declameranno versi e letture per la memoria. Le letture saranno accompagnate da brani musicali eseguiti dai musicisti dell’Associazione Artemide di Montesarchio.

L’iniziativa è organizzata dal Museo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Montesarchio, la Pro Loco, le Sentinelle della Torre, l’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Fermi e l’Istituto di Istruzione Superiore Aldo Moro di Montesarchio.

Al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno la mostra “I bambini della Shoah”.

Le iniziative per il Giorno della Memoria proseguiranno anche nei giorni successivi al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno, dove martedì 31 gennaio aprirà al pubblico la mostra “I bambini della Shoah”.

A partire dalle 9.30 e per tutta la giornata, sarà possibile visitare la mostra documentaria che, attraverso fotografie, documenti, oggetti personali, strumenti musicali, lettere e tavole illustrate, racconta in una commovente sequenza le vite dei bambini vittime dell’Olocausto.

L’esposizione narrativa, organizzata dal Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno in collaborazione con l’Associazione Nuova Officina, con il contributo dei docenti Michele Lauri e Caterina Manzione, della Scuola Media “G. Amendola” di Sarno e del Museo della Memoria e della Pace – Centro Studi “Giovanni Palatucci” di Campagna (SA), sarà visitabile gratuitamente fino al 28 febbraio nei consueti orari di apertura del Museo.

Al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno la mostra “I bambini della Shoah”.

Programma delle iniziative per il giorno della memoria

La partecipazione alle iniziative è compresa nel biglietto d’ingresso dei musei

Note per la Memoria. Il Museo di San Martino per le vittime della Shoah
Certosa e Museo di San Martino
Venerdì 27 gennaio 2023, dalle 10.30 alle 12.00
Info: +39 081 2294503, drm-cam.sanmartino@cultura.gov.it

I Suoni della Memoria
Castel Sant’Elmo e Museo Novecento a Napoli
Venerdì 27 gennaio 2023, ore 11.00
Info: +39 081 2294431/56, biglietteria +39 0815587708, drm-cam.santelmo@cultura.gov.it

Memoria condivisa
Museo Archeologico del Sannio Caudino
Venerdì 27 gennaio 2023, dalle 17.00 alle 19.00
Info: +39 0824 834570, drm-cam.montesarchio@cultura.gov.it

Mostra documentaria “I bambini della Shoah”
Museo Archeologico nazionale della Valle del Sarno
Martedì 31 gennaio 2023, dalle 9.30 alle 18.30, fino al 28 febbraio, ingresso gratuito.
Info: +39 081 941451, drm-cam.sarno@cultura.gov.it