sabato 2 Marzo 2024
Murzillo Chic
Home Blog

Concerto RAI il 30 Novembre con Ilya Grubert e la direzione di Stefano Pagliani

1
Ilya Grubert violino solista per il Concerto RAI della Nuova Orchestra Scarlatti

Grande musica mercoledì 30 novembre, con ingresso gratuito, al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare. “Concerto RAI” Con la Nuova Orchestra Scarlatti e il violinista solista Ilya Grubert, la direzione di Stefano Pagliani. Musiche di Max Bruch e Ludwig van Beethoven.

Concerto RAI, un evento che si rifà alle stagioni concertistiche dell’Orchestra Scarlatti presso l’Auditorium della RAI di Napoli. A suonare con la Nuova Orchestra Scarlatti, uno dei massimi virtuosi del momento: il violinista lettone Ilya Grubert, concertista di fama mondiale.

Dirigerà la Nuova Orchestra Scarlatti Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala, che dagli inizi degli anni ’90 ha intrapreso una prestigiosa attività come direttore d’orchestra in Italia e all’estero. Nell’occasione, i Maestri Grubert e Pagliani terranno due masterclass per giovani strumentisti del territorio.

La possente Ouverture Coriolano, composta da Beethoven nel 1807 aprirà il “Concerto RAI”

In programma evergreen classici come il celebre e amato Concerto per violino e orchestra in sol minore n. 1 op. 26 di Max Bruch e due capolavori sinfonici di Beethoven, l’ouverture Coriolano e la Quarta Sinfonia.

Il Concerto per violino e orchestra in sol minore n. 1 op. 26 del compositore tedesco Max Bruch (1838-1920) è un trionfo di brillante virtuosismo e appassionata cantabilità, arricchito dall’invenzione melodica commossa e commovente dell’Adagio centrale.

Aprirà il concerto la scultorea, possente Ouverture Coriolano, composta da Beethoven nel 1807 come intermezzo per l’omonima tragedia di Heinrich Joseph von Collin, vertice dello stile epico del sommo compositore tedesco; chiuderà il programma ancora Beethoven con la sua Quarta Sinfonia, luminoso capolavoro di una giovane grande anima ancora legata al mondo e felice di condividere con esso la sua gioia.

Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala
Stefano Pagliani, già primo violino solista della Scala di Milano e della Filarmonica della Scala

Sotto il cielo più puro

E’ un appuntamento musicale de I Campi Flegrei – “Sotto il cielo più puro”, concerti sociali per la X Municipalità, rassegna realizzata dalla Nuova Orchestra Scarlatti per il progetto Affabulazione del Comune di Napoli, attuato con fondi del MIC. Media partner RAI Campania.

L’intera manifestazione è dedicata al M.° Yuriy Kerpatenko, ucciso a Kherson (Ucraina), ottobre 2022. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: nuovaorchestrascarlatti.it – 0812535984 – info@nuovaorchestrascarlatti.it

Peppe Maiulli VS Ernesto a Foria al Nuovo Teatro Sancarluccio

0

Ernesto a Foria interpretato da Peppe Maiulli, fino al 9 dicembre  al Nuovo Teatro Sancarluccio con lo spettacolo “Peppe Maiulli VS Ernesto a Foria- Ovvero song’ allergico ‘e fravole” di e con Peppe Maiulli.

Ernesto a Foria la storia della creazione in provetta del mito partendo dal nulla

E’ la storia della creazione in provetta del mito partendo dal nulla. Ernesto a Foria è la definizione provata che la massa ascolta con occhi e orecchie spalancati ciò che le viene propinato e, meno capisce, più apprezza. In un mondo di tenori-non tenori, di autori-non autori, di artisti-non artisti, di politici-non politici, il personaggio Ernesto va a nozze.

Magnificato già dal prologo, e per tutto lo spettacolo dal suo storiografo nonché mentore, che è il suo alter ego reale e suo anfitrione. Ernesto inizia a snocciolare la sua variegata esibizione, fatta di “opere”. Opere che Il narratore non osa definirle canzoni. Poesie e commenti che Ernesto, definto il “Maestro”, chiude con inaspettate perle di “saggezza”. Sempre incalzato da salaci domande di una improbabile giornalista presente sul palco.

Ernesto a Foria canta l’impossibile rendendolo credibile

La seraficità di Ernesto a Foria nell’asserire e cantare l’impossibile rendendolo credibile è il leitmotiv di tutto l’impianto scenico. E’ trionfo del vacuo. Del luogo comune e del nulla assurti a “verbo”, forzato e montato ad arte per contrabbandarlo come opera omnia. Intervallato e impreziosito da improbabili “perle” poetiche declamate dal suo storiografo e mentore e videoproiezioni di “improbabili” interviste ottenute dall’entourage del Maestro (gli amici, l’arrangiatore, il parroco, lo psicologo, il parrucchiere e il politico).

Una goliardica cavalcata dedicata a chi ha il coraggio di non prendersi troppo sul serio.

Domenica in Villa Floridiana con gli eventi del Museo Duca di Martina

0
Domenica in Villa Floridiana con gli eventi del Museo Duca di Martina

Domenica in Villa Floridiana con tutta la famiglia. Proseguono con grande successo di pubblico le domeniche in Villa Floridiana grazie agli eventi promossi da Museo Duca di Martina. 

Domenica In Villa Floridiana con le lezioni di GYROKINESIS

Domenica 9 dicembre, alle ore 11.00, nel Teatrino della Verzura nuovo appuntamento con lezioni di GYROKINESIS, un’attività che può essere praticata da tutti. Sposa il movimento dolce del corpo con la serenità della mente, un sistema che riunisce diverse discipline: yoga, danza, nuoto e taijiquan.

Consente di migliorare la flessibilità del corpo e di allungarne e potenziarne la muscolatura. Il progetto, promosso dalla Direzione del Museo, realizzato dall’APD White Cloud Studio Napoli. La partecipazione è con il biglietto
ridotto del museo di 2 euro.

Domenica In Villa Floridiana per il Concerto di Giovanni Lanzini,clarinetto, & Fabio Montomoli, chitarra

Il concerto si svolgerà nel Salone delle feste alle ore 11.30 e sarà una “summa” di ricordi di viaggio, con echi e citazioni che solo la musica può fondere in un unico crogiolo di emozioni sonore. E’ un viaggio nella memoria, è un’unica onda lunga di suoni e di colori attraverso i continenti della terra che i due musicisti, attivi oramai da decenni sul panorama musicale internazionale, hanno attraversato nella loro lunga carriera.

In Programma: Astor Piazzolla, Celso Machado, Tom Jobim, Augusto Villoldo, Carlos Gardel, brani in Omaggio alla canzone napoletana,Giacomo Puccini, F. Montomoli, Il Carnevale di Venezia arr. G. Lanzini – (alla maniera di Niccolò Paganini, Gioachino Rossini, La Danza (tarantella).

Il biglietto di 12 euro comprende anche la visita del museo.

Maria Puteolana, non tele ma archi

0

Non tele ma archi è il titolo del libro scritto da Veronica Grossi ispirato a Maria Puteolana

Lo spirito di Maria Puteolana sembra ancora aleggiare tra i vicoli e le terrazze del Rione Terra a Pozzuoli. L’unico riferimento storico a Maria Puteolana è fornito da Francesco Petrarca che nel 1341 con il re Roberto d’Angiò avrebbe visitato Pozzuoli allo scopo di incontrare la «famosissima virago Maria, detta poi Maria Puteolana».

Maria Puteolana un personaggio tra realtà e leggenda che ha ispirato Veronica Grossi a dedicarle prima uno spettacolo e poi un libro edito da Giammarino Editore. Entrambe le opere di Veronica Grossi infatti vogliono indagare sullo spirito di Maria Puteolana e sugli insegnamenti, estremamente attuali, che la sua figura ci ha tramandato.

La forza di ribellarsi alla condizione di genere, l’ardore nel difendere la propria terra dall’invasione nemica, l’intensità di affermarsi nel suo desiderio di libertà, tutto questo lo ritroviamo nel pagine e ancor prima nello spettacolo scritto da Veronica Grossi

LadyEM con Rosalba Di Girolamo e Mauro Racanati al TIN

0

Fino al 28 Maggio al Teatro Instabile Napoli LadyEM iberamente tratto da Macbeth di William Shakespeare per la regia di Vincenzo Pirozzi. Speaker Francesco Mastandrea

LadyEM , al Teatro Instabile Napoli fino al 28 Maggio. Lo spettacolo liberamente tratto da Macbeth di William Shakespeare per l’adattamento di Rosalba Di Girolamo e Vincenzo Pirozzi con Rosalba Di Girolamo e Mauro Racanati e la regia di Vincenzo Pirozzi. Speaker Francesco Mastandrea. I costumi sono di Rosa Ferrara, le scene di Peppe Zarbo. La produzione è a cura di Baba Yaga Teatro.

La tragedia di Macbeth, il più perfetto ritratto di quel male che è sempre latente nelle strutture di potere della società, trova la sua concreta rappresentazione nella guerra che stiamo vivendo oggi. E’ questa la guerra che fa da sfondo al nostro adattamento della tragedia shakesperiana, scandita dalla voce di un cronista che ne racconta gli sviluppi, portandoci dentro i più reconditi meccanismi dell’ossessione per il potere.

Al centro della scena un trono, lo scopo primordiale

Le luci si accendono e Macbeth, alto ufficiale dell’esercito, vi è seduto affranto, ascoltando l’ultimo bollettino di guerra: il Capo di Stato, il buon Duncan, ha finalmente firmato il trattato di pace: la guerra è finita. Ma è appena cominciata la guerra interiore di Macbeth, che inizia ad essere divorato dalla febbre del potere.

La scena comincia ad aprirsi: i fondali scoprono una vasca da bagno, uno specchio, e una donna di spalle, nuda. E’ Emma, sua Lady, moglie e compagna di grandezza, che gli comanda di aiutarla a coprirsi con una vestaglia e insieme di seguirla nel suo spietato disegno per la conquista del trono, stimolando e legittimando l’ambizione di Macbeth attraverso un complesso gioco di umiliazione e seduzione.
La scena continua ad aprirsi scoprendo una camera da letto dove le streghe, profetesse di sciagura, vi irrompono trasfigurate nei due personaggi nell’atto di un amplesso amoroso e attraverso musiche assordanti e luci accecanti.

Lo spettacolo evolve al ritmo crescente dell’ossessione dei due e della guerra che la loro brama di potere fa tornare ancora più sanguinaria, in un vortice che trafigge e accompagna i due interpreti tra sogni premonitori e trip mentali. Mentre il ritmo dello spettacolo cresce la scena decade, diventando sempre più scarna e buia, facendo sprofondare i due nell’abisso del terrore e della pazzia…

La scena continua ad aprirsi: il fondale sinistro si apre scoprendo una camera da letto dove le streghe, profetesse di sciagura, irrompono trasfigurate in sogni premonitori, amplessi e allucinazioni dei due, attraverso musiche assordanti e luci accecanti. E saranno gli ingressi in scena delle streghe, insieme alla voce del cronista, che scandiranno lo sviluppo della messa in scena.

“Ogni volta che irrompe la voce del giornalista che annuncia le evoluzioni della guerra in atto, la scena al contrario decade, diventando sempre più scarna, e le luci si abbassano diventando sempre più tetre. Il ritmo della messinscena è veloce come un vortice che trafigge e accompagna i due attori, che reciteranno in modo energico, a tratti convulso, tra sogni premonitori e trip mentali. In alcuni momenti i due si estraniano per dar voce alla loro mente turbata, che a volte si interroga ed altre cerca giustificazione; in altri momenti si rivolgono al pubblico come fosse un giudice preposto a interrogarli in merito alle loro azioni.

“Macbeth” diventerà Capo di Stato, e mentre prenderà sempre più potere sprofonderà insieme alla moglie nell’abisso del terrore e della pazzia: da soldato coraggioso e senza macchia diventerà debole e insicuro. Emma invece, la vera ideatrice dei piani fallimentari del marito, si lascerà calpestare dalla sua follia fino a commettere l’atto più crudele e inaccettabile.
E da quel momento per loro due comincerà un declino inarrestabile.

Come Kurt Gobain e Courtney love, come John Lennon e Yoko Ono, come John F. kennedy e Jacqueline, fino ad arrivare a Lady Diana e Carlo, anche la storia d’amore tra Macbeth e la sua “Lady”, suona in questa riscrittura come un Pop Rock fatto di eccessi, tradimenti e follie…” (Vincenzo Pirozzi) …fino ad un finale inatteso.

I protagonisti di LadyEM

VINCENZO PIROZZI

Regista, sceneggiatore e attore napoletano.
Si forma nel cinema e nel teatro e studia a Napoli allo ZERO DE CONDUITE. Si trasferisce a Roma per proseguire negli studi come regista, sceneggiatore e attore. Ha lavorato come attore, assistente alla regia e aiuto regia per tanti film, cortometraggi, spettacoli teatrali e documentari italiani e non.

Ha collaborato con: Antonio Capuano, Paolo Sorrentino, Francesco Patierno, Pasquale Squitieri, Sergio Castellitto, Giancarlo Giannini, Marisa Laurito, Lello Arena, Giorgio Albertazzi, Silvio Orlando, Fabrizio Bentivoglio, Luisa Ranieri, Claudia Cardinale,Tony Servillo ed altri. Ha inoltre prodotto e diretto tantissimi cortometraggi e documentari. Nel 2019 gira “La musica è finita” con cui vince molti premi a vari festival di cortometraggi. La sua opera prima per il cinema è “Sodoma, l’altra faccia di Gomorra” (2012) che vince al festival del cinema di New York come miglior commedia e il biglietto d’oro al festival di Villerupt (Francia). Dal 2008 è uno dei registi della soap opera UN POSTO AL SOLE.

Nel 2021 ha girato il suo secondo lungometraggio dal titolo DOVE SI FERMA IL TEMPO, che tratta il delicato tema delle violenze nelle carceri minorili. Nel 2022 invece è tornato dietro la macchina da presa e ha diretto “Il peso esatto del vuoto” che vede come protagonisti Cristina Donadio e Peppe Servillo. Nel mentre dirige alcuni spettacoli teatrali tra cui Giuliè tratto dal Romeo e Giulietta di W. Shakespeare.

Ha recitato per il cinema, teatro e televisione, tra gli ultimi lavori ricordiamo Gomorra dove interpreta Lello Magliocca, il figlio di Chanel e nella prima serie di Mare Fuori dove ricopre il ruolo di Antonio Valletta. Alla fine del 2023 lo vedremo sempre nelle vesti di attore per una serie televisiva che andrà in onda su Disney plus dal titolo Uonderbois.

Ideatore e creatore dell’associazione “SOTT’ O PONTE” e dell’ACCADEMIA DELLA SANITA’ tra il 2005 e il 2015 fucina d’arte che accoglie bambini, ragazzi e adulti del Quartiere Sanità e non solo.

ROSALBA DI GIROLAMO

Attrice e architetto, è nata a Napoli e ha vissuto a Firenze fino al 2002, dove si è formata nella Compagnia Krypton di Giancarlo Cauteruccio, diplomata in recitazione teatrale presso la scuola del Teatro della Limonaia e in recitazione cinematografica presso la scuola Immagina di Giuseppe Ferlito; ha studiato drammaturgia con Ugo Chiti, canto con Francesca della Monica, teatro musicale con Agustì Humet, scenografia con Juan Guillen, teatro dell’oppresso con Augusto Boal; si è formata con Pippo Delbono e nel Workcenter di Jerzy Grotowski.

Tornata a Napoli dal 2002, ha lavorato tra gli altri con Renato Carpentieri, Maurizio De Giovanni, Peppe Lanzetta. Ha scritto, diretto e interpretato Trattamento di fine rapporto (premio Girulà 2009), Nuda-omaggio a Marilyn Monroe (2012), Hyele-o dell’usurpazione di Zeus (2017), Acqua-viaggio nell’ Horcynus Orca (2017), Itaca-richiamo mediterraneo (2021), Errori (2021) Circe (2022). A cinema è stata diretta tra gli altri da Antonio Capuano, Terry Gilliam e Marco Tullio Giordana.

MAURO RACANATI

Dopo un breve passaggio da Paolo Grassi e Quelli di Grock, continua a formarsi presso il Centro teatrale Santacristina Luca Ronconi con i maestri Massimo Popolizio, Alessio Romano Massimo De Francovich, Maria Consagra e Fausto Russo Alesi. Inoltre entra nell’Ecole des Maitres diretta da Ricci/Forte.

Mauro lavora in produzioni e tournée in tutto il territorio nazionale con maestri quali Tony Servillo, Michele Placido, Federico Tiezzi,
Krystian Lupa, Daniele Pecci, Walter Manfrè, Giancarlo Marinelli, Roberto Latini, Peter Stein e Giancarlo Sepe.

Da circa due anni è uno dei principali protagonisti della serie tv “Un posto al sole” e sarà presto in onda ne “Il patriarca” diretto da Claudio Amendola e “I leoni di sicilia” diretto da Paolo Genovese prodotto da Disney. Lavora in cinema e TV con Giuseppe Piccioni, Luca Miniero, Riccardo Milani, Ricky Tognazzi. Laureato in Lettere, è anche istruttore di Judo.

Beatrice Venezi dirige il Concerto dei 30 anni della Nuova Orchestra Scarlatti

0
Nuova Orchestra Scarlatti 1993 2023

Domenica 19 marzo alle ore 19.00, presso la Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli la Nuova Orchestra Scarlatti festeggia i 30 anni di attività.

Domenica 19 marzo alle ore 19.00, presso la Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli (Via San Pietro a Majella 35), appuntamento con il “Concerto dei 30 anni della Nuova Orchestra Scarlatti (1993-2023)”: il programma sinfonico, diretto da Beatrice Venezi, prevede musiche di A. Scarlatti; W. A. Mozart; il brillante Concerto per tromba e orchestra in mi bemolle maggiore di F. J. Haydn, con solista Davide Battista, giovane talento quindicenne e Prima tromba dell’Orchestra Scarlatti Junior; e la luminosa Terza Sinfonia di Schubert.

Con questo concerto la NOS intende festeggiare insieme al suo pubblico 30 anni di vita e di continua presenza sul territorio e anche di importanti proiezioni in campo nazionale e internazionale, da Roma a Milano, da Berlino a Pechino.

30 anni di impegno per la diffusione, più ampia possibile, della grande musica come bene comune per tutti, per la promozione dell’immagine di Napoli e della Campania

Al riguardo, questo è il pensiero del M.° Gaetano Russo, fondatore e direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti: “A voler trarre un bilancio, a partire da quel primo concerto all’Auditorium della RAI di Napoli il 21 marzo 1993, credo di poter dire che, nonostante i sostegni minimi rispetto alle esigenze di un’Orchestra e le crescenti difficoltà, non siamo venuti mai meno al nostro impegno per la diffusione, più ampia possibile, della grande musica come bene comune per tutti, per la promozione dell’immagine di Napoli e della Campania.

Sono stati anni di impegno costante per la formazione e la promozione artistica e professionale di tanti giovani musicisti nati dopo di noi, tanti ‘under 30’, molti dei quali si ritrovano oggi nelle file della nostra Orchestra.

Nuova Orchestra Scarlatti
Nuova Orchestra Scarlatti

La Nuova Orchestra Scarlatti colma il vuoto della mancanza a Napoli di un’Orchestra riconosciuta e sostenuta dalle istituzioni

Come più volte detto, abbiamo di fatto colmato un vuoto: la mancanza a Napoli, unico grande centro italiano ed europeo, di un’Orchestra riconosciuta e sostenuta dalle istituzioni.

Questo concerto vuole essere una festa, insieme ai nostri musicisti e al nostro pubblico, ma anche l’ennesima occasione per chiedere alle istituzioni nazionali e locali un impegno concreto per colmare questo vuoto dannoso per tutta la comunità, per far sì che anche per i nostri giovani, come amiamo ripetere da un po’, la via dell’emigrazione intellettuale sia sempre più un’opportunità e sempre meno una necessità”.

Il 21 marzo, giorno del compleanno della Nuova Orchestra Scarlatti, una non-stop musicale dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Seguirà martedì 21 marzo, il giorno esatto del compleanno della N.O.S., presso la Chiesa dei SS. Marcellino e Festo di Napoli, “Musica Insieme per i 30 anni della Nuova Orchestra Scarlatti”, una non-stop musicale dalle ore 16.00 alle ore 19.00 a cui, accanto ai musicisti dell’Orchestra, potranno partecipare in varie aggregazioni componenti delle diverse realtà della Comunità delle Orchestra Scarlatti: l’Orchestra Scarlatti Junior, l’Orchestra Scarlatti Young, l’amatoriale Scarlatti per Tutti, l’universitario Ensemble per Federico e altri musicisti ed ensemble che si sentano in sintonia con lo spirito dell’Orchestra. Tre ore nella gioia condivisa della musica, aperte anche agli amici, ai simpatizzanti, a tutto il pubblico che vorrà partecipare.

Informazioni e prevendita

Costo del biglietto euro 5.00 acquistabile su azzurroservice e presso le prevendite abituali e da un’ora prima del concerto.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito nuovaorchestrascarlatti.it o scrivere una mail a info@nuovaorchestrascarlatti.it

Francesca Muoio e Luca Trezza al Bolivar con “Divin ‘a ‘mmente Dante” sabato 18 Marzo

0
Francesca Muoio e Luca Trezza in Divin ‘a ‘mmente Dante

Lo spettacolo di Francesca Muoio e Luca Trezza è un omaggio a Dante Alighieri ma prima ancora a Matilde Donnarumma Pierro che tradusse in napoletano canti della Divina Commedia

Francesca Muoio e Luca Trezza saranno domani, sabato 18 marzo, alle ore 21.00, al Teatro Bolivarcon “Divin ‘a ‘mmente Dante”, un omaggio a Dante e Matilde Donnarumma Pierro. Lo spettacolo proporrà l’ascolto di una Divina Commedia diversa rispetto a quella studiata a scuola così che anziani, adulti e giovani possano forse riapprezzarne meglio la bellezza e riconoscerne la familiarità.

Napoletana e pronipote di Pierro, Matilde Donnarumma Pierro nel 1963 traduce la Divina Commedia in napoletano

Matilde Donnarumma Pierro, pronipote per altro dell’omonimo Pierro, titolare della famosa casa editrice napoletana con la quale stamparono le loro opere anche Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo, Matilde Serao, Gabriele D’Annunzio e Eduardo Scarpetta, che ha pensato bene di utilizzare il suo dialetto per “tradurre” l’opera di Dante e renderla così più comprensibile al popolo.

Era il 1963 e la Divina Commedia in napoletano venne pubblicata con l’identica struttura di quella originale dei 14.233 versi in terzine di endecasillabi a rima incatenata. Cento canti che purtroppo, però, Matilde non ha fatto in tempo a pubblicare tutti. Abbiamo i canti dell’Inferno, alcuni del Purgatorio, ma nessuna traccia del Paradiso. La stessa scrittrice però dichiarava che non si trattava di una vera e propria traduzione in quanto “il poeta è inimitabile, intraducibile, ma ci si può avvicinare molto senza tradirne il pensiero e il linguaggio.”

«Dante era il primo a giocare con la musicalità delle lingue e dei dialetti e a rendersi conto della loro grande potenza artistica – raccontano Luca e Francesca, mentre spiegano da dove nasce l’idea di “Divin ‘a ‘mmente” -. Il poeta sapeva che ogni lingua produce una letteratura e ogni letteratura può moltiplicarsi in altre ed altre lingue ancora, fino a diffondersi come una macchia infinita in tutto il mondo.

Dante con la Divina Commedia, tradotta in ormai duecento e più lingue e dialetti diversi, ci insegna che ricordare è fondamentale

Ed è proprio ciò che è successo alla Divina Commedia, che è stata tradotta in ormai duecento e più lingue e dialetti diversi, per raggiungere duecentomila e più popoli e renderla ad oggi davvero un’opera universale. Vogliamo perciò esporre in maniera leggera e semplice la struttura dell’opera alternandola alla lettura di alcuni frammenti di questi “nuovi” canti dell’Inferno – continuano gli autori e attori – Dante ci insegna che ricordare è fondamentale ed è per questo che “Tien ‘a mmente!”, il famoso detto napoletano, esplicita perfettamente il senso di ciò che vogliamo dire con questo progetto.

Tien ‘a mmente la Divina Commedia, tien ‘a mmente che è divina e perché lo è, tien ‘a mmente Dante, il suo ingegno e la sua poesia e, soprattutto, tienn ‘a mment che il dialetto di ogni singolo popolo è un patrimonio inestimabile che, come uno specchio teneramente implacabile, ci rivela ogni volta ciò che siamo stati e ciò che siamo oggi. In omaggio a Dante Alighieri, a Matilde Donnarumma Pierro, a Napoli e a tutti gli altri Dante poliglotti sparsi nel mondo».

Baraccone Clandestino dal 30 gennaio al teatro Sannazaro

0

Debutto al Sannazzaro per il nuovo spettacolo di Danilo Rovani. Sul Palcoscenico con Danilo Rovani, Cosimo Alberti e Federica Flibotto. Musiche originali di Pasquale Ruocco

Baraccone Clandestino al teatro Sannazaro dal 30 gennaio al 1 febbraio 2023. Dopo il successo di pubblico incassato con la sua “Teodora degli Spiriti” all’ultima edizione de I Corti della Formica, Danilo Rovani torna in teatro con un nuovo spettacolo nella triplice veste di autore, regista e attore. In scena con Danilo nel ruolo di coprotagonista Cosimo Alberti, una giovane e fantastica Federica Flibotto (nomination come miglior attrice sempre a I Corti della Formica), Luca Lombardi, Cristian Luino e Francesca Morgante. Le musiche, suonate rigorosamente dal vivo, sono scritte e arrangiate da Pasquale Ruocco, già autore delle musiche del cortometraggio “A Modo Mio“, che le esegue in compagnia di Anthony Della Ragione e Viviana Ulisse.

Baraccone Clandestino come nella commedia dell’arte

Baraccone Clandestino di Danilo Rovani, si ispira artisti della commedia dell’arte che giravano in lungo e in largo cercando un luogo dove potersi esibire. In un futuro non troppo lontano e non troppo improbabile, il governo ha vietato le adunanze e le rappresentazioni di qualsivoglia natura. Solo gli artisti assoggettati al regime e alla censura che ne deriva, possono, previa autorizzazione, rappresentar commedia. Sempre che sia uniforme alla propaganda governativa.

Ed è così che un piccolo manipolo di artisti in fuga, decide di esibirsi clandestinamente, combattendo il sopruso e la dittatura mascherata da democrazia. Personaggi alla ricerca di un luogo e non di un autore, danno vita a una ribellione non violenta, combattuta non con le armi ma con le parole, la musica, i sentimenti. “pe mitraglia na’ chitarra, pe pistole ‘e tammurrielle e pe bombe ‘e parole.”

Il compito dei liberi pensatori e artisti: farci sorridere per prendere coscienza

In questo modo fra stracci come vestiti, piccoli attrezzi scenici e numeri di canto e recitazione, prende vita il Baraccone Clandestino, che, sotto forma di avanspettacolo di resistenza cerca di riportare nei suoi spettatori la sensibilità e la conoscenza che il governo vuole annientare.

Proprio come per gli artisti della commedia dell’arte, anche gli artisti di Baraccone Clandestino, sorridendo e scherzando raccontano il loro punto di vista su una società, la nostra, che ogni giorno perde pezzi di libertà e di sensibilità. E quindi è giusto che l’arte e i liberi pensatori facendoci ridere e dimenticare per qualche istante le ansie che ci attanagliano, contemporaneamente ci spingano verso una nuova presa di coscienza.

Per informazioni e prenotazioni visita il sito del teatro Sannazaro

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar il 3 e 4 febbraio

0
Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar il 3 e 4 febbraio

Per le uniche due date in Campania Erri De Luca sceglie il palcoscenico del Bolivar. Lo scrittore sarà in scena con Cosimo Damiano Damato e la Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca.

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato al Teatro Bolivar, diretto da Nu’Tracks, per le uniche due date in Campania. Erri De Luca in scena, come voce narrante, con “Le Rose di Sarajevo” venerdì 3 e sabato 4 febbraio; accanto allo scrittore il suo amico e fratello di poesia, Cosimo Damiano Damato anche lui nel ruolo di voce narrante. Con i due fratelli di poesia l’ensemble Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, con Anissa Gouizi voce e percussioni e, Gabriele Pesaresi al contrabbasso.

Le Rose di Sarajevo rende omaggio al poeta Izet Sarajlić, il cantore di Sarajevo testimone della tragedia della Bosnia, che più di tutti i poeti del Novecento è riuscito a raccontare la grande ferita della guerra, a vent’anni dalla sua scomparsa.

Lo spettacolo ha debuttato con un sold out al teatro delle Muse di Ancona in apertura dell’Adriatico Mediterraneo Festival. De Luca e Damato, hanno già raccontato insieme altre storie, per il cinema “Tu non c’eri”, al teatro “Se i delfini venissero in aiuto” e in un libro “L’ora X, una storia di lotta continua”.

Due generazioni che stanno dalla stessa parte, con lo stesso sguardo civile e condividono la stessa poesia, le stesse battaglie. Salgono sul palco per amicizia, per raccontarsi ancora una volta una storia e lo fanno partendo dal pensiero del poeta Izet Sarajlić: “Chi ha fatto il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo? Noi, i poeti”.

Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato il 3 e 4 febbraio al Teatro Bolivar
Le Rose di Sarajevo con Erri De Luca e Cosimo Damiano Damato il 3 e 4 febbraio al Teatro Bolivar

Le Rose di Sarajevo per ricordarci che chi è stato responsabile della felicità, lo è pure dell’infelicità.

«Nell’assedio più lungo del 1900 – scrive Erri De Luca – nella Sarajevo degli anni Novanta, i cittadini andavano alle serate di poesia nel buio di una città senza corrente elettrica. Sperimentavano che in una guerra solo i versi sono capaci di correggere a forza di sillabe miracolose il tempo sincopato dei singhiozzi, il ragtime delle granate, l’occhio di un mirino addosso.

Credo che un poeta debba diventare un membro di famiglia e non restare l’autore di versi pubblicati. Eppure, credo che un poeta paghi i suoi versi con la vita svolta. In un poeta cerco, esigo che la sua vita sia all’altezza della sua pagina. Perciò Izet Sarajlic doveva essere maestro di lealtà civile restando a Sarajevo fino all’ultimo giorno di malora. Con i suoi versi si erano dati voce gli innamorati di due generazioni. Chi è stato responsabile della felicità, lo è pure dell’infelicità».

A Damato è affidata la lettura di alcune poesie di Izet per poi duettare con Erri dando voce al carteggio “Lettere fraterne” che Erri e Izet si sono scambiati, un epistolario che ha la potenza poetica dei carteggi dei grandi poeti. Ad Erri, volontario sui convogli umanitari a Sarajevo, il racconto del Novecento, dei suoi poeti e dei versi di Izet. A Giovanni Seneca, Anisa Gouzi e Gabriele Pesaresi il compito di imbarcare le parole su una nave musicale dalle atmosfere balcanico-Mediterranee.

Con Erri De Luca, Cosimo Damiano Damato, la Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Anissa Gouizi voce e percussioni
Da sinistra: Erri De Luca, Cosimo Damiano Damato, Minuscola Orchestra Balcanica di Giovanni Seneca, alla chitarra classica, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Anissa Gouizi voce e percussioni

27 gennaio Giorno della Memoria. Le iniziative dei musei per non dimenticare le vittime dell’Olocausto

0
27 gennaio Giorno della Memoria tutte le iniziative dei musei

Tutte le iniziative organizzate dalla Direzione Regionale Musei Campania per ricordare e commemorare nel Giorno della Memoria le vittime dell’Olocausto

27 gennaio, data simbolica dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz scelta per celebrare il Giorno della Memoria, e proprio in questo giorno la Direzione regionale Musei Campania rinnova l’invito a coltivare la memoria nei musei, luoghi della memoria collettiva, per commemorare le vittime dell’Olocausto e promuovere, insieme agli studenti e alle Scuole del territorio, l’educazione ai valori della pace, del rispetto, della dignità di ogni individuo, la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, attraverso l’arte e, in particolare, la musica.

Capace di unire popoli e aprire all’incontro e al dialogo, la musica ha attraversato in varie forme il dramma dell’Olocausto: oltre che ad accompagnare il passaggio dei deportati, le orchestre venivano impiegate per allietare le serate o le feste dei militari che lavoravano nel lager. Al posto delle marce o delle musiche da ballo, in occasione del Giorno della Memoria, nei musei risuonerà la grande musica classica, con omaggi alla cultura musicale ebraica.

Il 27 gennaio alla Certosa e Museo di San Martino Shostakovich e l’opera dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”

Dalle 10.30 alle 12.00, gruppi di musica da camera accompagneranno con esecuzioni musicali il percorso di visita alla Certosa e Museo di San Martino. Un ensemble di viole composta da Gabriele Catapano, Clarissa Costa, Eugenia Cozzolino, Giulia Romano, a cura del maestro Piero Massa, proporrà una trascrizione del largo del Quartetto Op.110 n. 8 di Shostakovich.

L’opera, dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”, fu eseguita durante i funerali di Shostakovich, nel 1975, su indicazione dello stesso compositore, acquisendo così definitivamente un deciso spirito commemorativo, rafforzato anche da queste lapidarie parole: “Provo eterno dolore per coloro che furono uccisi da Hitler, ma non sono meno turbato nei confronti di chi morì su comando di Stalin. Soffro per tutti coloro che furono torturati, fucilati, o lasciati morire di fame.

Molte delle mie Sinfonie sono pietre tombali. Troppi della nostra gente sono morti e sono stati sepolti in posti ignoti a chiunque, persino ai loro parenti. Dove mettere le lapidi? Solo la musica può farlo per loro. Vorrei scrivere una composizione per ciascuno dei caduti, ma non sono in grado di farlo, e questo è il solo motivo per cui io dedico la mia musica a tutti loro”.

Il trio di Giuliana Mauro (clarinetto), Ylenia Attardi (violoncello), Walter Siano (pianoforte), proporrà pagine dalle colonne sonore di film sulla Shoah, da “La vita è bella” di Nicola Piovani a “Schindler‘s List” di John Williams, e brani tratti dalla musica di tradizione Klezmer, per aprirsi, attraverso l’ascolto, all’incontro e al dialogo. La musica Klezmer, infatti, esprime l’anima stessa della cultura ebraica, fatta di struggente lirismo nel richiamo alla condizione errante e di diaspora, che ha contraddistinto la storia di questo popolo, e di impennate gioiose e ironiche, che accompagnano i momenti della vita quotidiana.

Il 27 gennaio alla Certosa e Museo di San Martino Shostakovich e l'opera dedicata “Alle vittime del fascismo e della guerra”

Nel Giorno della Memoria al Museo Novecento a Castel Sant’Elmo orchestrazioni di melodie ebraiche

Alle 11.00 nelle sale del Museo Novecento a Napoli, sulla piazza d’armi di Castel Sant’Elmo, gli studenti del Liceo Artistico Coreutico Musicale Boccioni-Palizzi di Napoli eseguiranno una versione cameristica del tema del film “Schindler’s List” e tre orchestrazioni di melodie ebraiche: Gam Gam, Kol Nidre e Oyfn Pripetshik.

A completare il programma del concerto, la Sinfonia n. 25 e un duetto per due clarinetti di W. A. Mozart. La memoria passerà, quindi, anche dal ricordo del grande compositore austriaco, ritenuto il più universale nella storia della musica occidentale, nato a Salisburgo nel 1756, proprio il 27 gennaio.

Nel Giorno della Memoria al Museo Novecento a Castel Sant’Elmo orchestrazioni di melodie ebraiche

Speciali percorsi di visita saranno un’occasione per ricordare le vittime della Shoah

Insieme ai suoni e alle note “della memoria”, speciali percorsi di visita saranno un’occasione per ricordare le vittime della Shoah e stimolare una riflessione personale e collettiva sul fenomeno del razzismo e delle discriminazioni, ancora oggi presente.

Dalle 17.00 alle 19.00 al Museo Archeologico del Sannio Caudino il percorso di visita sarà all’insegna della “Memoria condivisa”. La visita guidata al museo, attraverso le sale espositive, offrirà ai visitatori un’occasione di riflessione, con gli studenti dell’Istituto professionale alberghiero Aldo Moro e del Liceo Enrico Fermi di Montesarchio, che declameranno versi e letture per la memoria. Le letture saranno accompagnate da brani musicali eseguiti dai musicisti dell’Associazione Artemide di Montesarchio.

L’iniziativa è organizzata dal Museo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Montesarchio, la Pro Loco, le Sentinelle della Torre, l’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Fermi e l’Istituto di Istruzione Superiore Aldo Moro di Montesarchio.

Al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno la mostra “I bambini della Shoah”.

Le iniziative per il Giorno della Memoria proseguiranno anche nei giorni successivi al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno, dove martedì 31 gennaio aprirà al pubblico la mostra “I bambini della Shoah”.

A partire dalle 9.30 e per tutta la giornata, sarà possibile visitare la mostra documentaria che, attraverso fotografie, documenti, oggetti personali, strumenti musicali, lettere e tavole illustrate, racconta in una commovente sequenza le vite dei bambini vittime dell’Olocausto.

L’esposizione narrativa, organizzata dal Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno in collaborazione con l’Associazione Nuova Officina, con il contributo dei docenti Michele Lauri e Caterina Manzione, della Scuola Media “G. Amendola” di Sarno e del Museo della Memoria e della Pace – Centro Studi “Giovanni Palatucci” di Campagna (SA), sarà visitabile gratuitamente fino al 28 febbraio nei consueti orari di apertura del Museo.

Al Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno la mostra “I bambini della Shoah”.

Programma delle iniziative per il giorno della memoria

La partecipazione alle iniziative è compresa nel biglietto d’ingresso dei musei

Note per la Memoria. Il Museo di San Martino per le vittime della Shoah
Certosa e Museo di San Martino
Venerdì 27 gennaio 2023, dalle 10.30 alle 12.00
Info: +39 081 2294503, drm-cam.sanmartino@cultura.gov.it

I Suoni della Memoria
Castel Sant’Elmo e Museo Novecento a Napoli
Venerdì 27 gennaio 2023, ore 11.00
Info: +39 081 2294431/56, biglietteria +39 0815587708, drm-cam.santelmo@cultura.gov.it

Memoria condivisa
Museo Archeologico del Sannio Caudino
Venerdì 27 gennaio 2023, dalle 17.00 alle 19.00
Info: +39 0824 834570, drm-cam.montesarchio@cultura.gov.it

Mostra documentaria “I bambini della Shoah”
Museo Archeologico nazionale della Valle del Sarno
Martedì 31 gennaio 2023, dalle 9.30 alle 18.30, fino al 28 febbraio, ingresso gratuito.
Info: +39 081 941451, drm-cam.sarno@cultura.gov.it

Lorenzo Balducci in Fake dal 27 gennaio al Teatro Sannazaro

0
lorenzo Balducci in Fake al Teatro Sannazaro

Dopo il successo di Allegro ma non troppo torna Lorenzo Balducci con FAKE di Riccardo Pechini e Mariano Lamberti che firma anche la regia.

Lorenzo Balducci in FAKE da venerdì 27 gennaio alle ore 21.00 al teatro Sannazaro, la nuova dissacrante standup comedy di Riccardo Pechini e Mariano Lamberti che firma anche la regia. Una produzione teatro Segreto.

Dopo il grande successo nazionale di “Allegro non troppo” torna Lorenzo Balducci con una nuova dissacrante standup comedy, scritta sempre da Riccardo Pechini e Mariano Lamberti. Partendo dal celebre paradosso di Orson Welles: “gli italiani sono 50 milioni di bravi attori nella vita, ma pessimi sullo schermo”, FAKE prenderà di mira il mondo dello spettacolo e in particolar modo la picaresca vita degli attori e di tutte le numerose categorie che costellano questa galassia: gli onnipresenti, i raccomandati, i “cani”, i caratteristi a vita, i sopravvalutati, gli egomaniaci e via dicendo…

Lorenzo Balducci ci conduce attraverso il grottesco mondo dei provini e della televisione, con le sue dive i raccomandati e la vita precaria dei giovani attori

Con il suo inimitabile stile da performer, Lorenzo Balducci ci condurrà attraverso il grottesco mondo dei provini, dei set televisivi, degli immancabili capricci delle “dive”, delle produzioni scalcinate con i cestini preparati dalla mamma del regista, e soprattutto della vita precaria degli attori giovani che, malgrado il talento, non essendo “amichetti” di qualcuno, sono condannati ad essere relegati a un paio di pose in fiction di quart’ordine (e tuttavia non mollano).

Saranno presi di mira film e serie TV di grande successo, di cui Lorenzo Balducci ridoppierà alcune scene, mettendone in rilievo la pessima recitazione, spesso involontariamente comica nel drammatico o, all’opposto, “drammatica” nel comico. FAKE vuol essere anche una riflessione su ciò che ormai ci è rimasto di autentico e spontaneo, ossessionati come siamo nel “recitare” noi stessi sui social, creandoci delle vere proprie identità fittizie da mostrare al mondo.

Lorenzo Balducci in FAKE al Teatro Sannazaro da venerdì 27 a domenica 29 gennaio
Lorenzo Balducci in FAKE al Teatro Sannazaro da venerdì 27 a domenica 29 gennaio

Fake una standup comedy che include il percorso umano e professionale dello stesso Lorenzo

Un paradosso ancor più evidente per un attore, capace magari di piangere lacrime vere su un set e finte nella vita. Infine, come in Allegro, non troppo, lo spettacolo sarà un’occasione per Lorenzo di raccontare il suo percorso umano e professionale. A cominciare dal suo coming out pubblico che gli chiuse numerose porte (ragion per la quale, molti attori tengono gelosamente nascosta la propria omosessualità, fingendo flirt o addirittura sposandosi con la starlette di turno).

Anche qui, come in Allegro, Lorenzo non si farà sconti, raccontando tutta la verità. Il suo inizio come attore molto richiesto, poi travolto da una serie di scandali familiari che lo fecero diventare una sorta di reietto, soprattutto per le raccomandazioni, fatte spesso a sua insaputa, che lo imposero in alcune produzioni.

Da qui la sua scelta di ripartire da zero, facendo il cameriere in un ristorante (lavoro che svolge tutt’ora), rinascendo come essere umano, finalmente libero ed autentico, e poi come artista con l’invenzione di un personaggio gender fluid che spopola nei social e ne decreta il successo a teatro. Lo spettacolo sarà raccontato anche attraverso coreografie e musiche, nello stile dei musical di Broadway, scritte appositamente per lo show.

Informazioni e Orario Spettacoli

venerdì 27 gennaio ore 21.00
sabato 28 gennaio ore 21.00
domenica 29 gennaio ore 18.00

Per informazioni: 081.411723 | 081.418824 – Teatro Sannazaro via Chiaia 157 Napoli – www.teatrosannazaro.it

Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio. Il 27 gennaio al Teatro Instabile Napoli.

0
Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio

La tappa napoletana dello spettacolo evento scritto e diretto da Antonio Masullo in scena con e Gianni Sallustro. Ingresso gratuito.

“Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio” al Teatro Instabile Napoli il 27 gennaio 2023 alle 20 con ingresso gratuito: lo spettacolo-evento scritto e diretto dal giornalista, scrittore ed avvocato Antonio Masullo. La produzione è a cura di Talenti vesuviani.

Per lo spettacolo “Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio” si tratta della tappa napoletana del Doppio binario tour 2023 che vedrà Masullo in giro per l’Italia e in Europa. Con il suo Doppio binario tour 2023 Masullo sarà in Lombardia, Veneto, Toscana, Campania, Calabria e la Sicilia. Terminato il tour italiano, partirà quello europeo che fa tappa a Berlino, Monaco e Londra. Masullo, inoltre, sta lavorando ad un reportage su Auschwitz e Birkenau, che comprende anche il racconto del Castello di Wewelsburg, in Westfalia, luogo misterioso e mistico, molto amato dai Nazisti.

Binario 21 porta in scena la memoria per combattere l’oblio e il negazionismo

Un viaggio nella Memoria non solo di chi è entrato nella storia e l’ha fatta, ma anche di chi è stato dimenticato. Così in scena la memoria dei bambini, dei partigiani, del popolo napoletano delle quattro giornate, degli studenti di Istria che racconteranno la Storia nella Storia, per combattere l’oblio e il negazionismo: “Memoria intesa come valore assoluto che restituisce dignità alla Verità e all’Umanità”.

“Ho voluto creare uno spettacolo – dice Antonio Masullo – che potesse arrivare a tanti, per mantenere viva l’essenza reale del valore della Memoria argomento di cui mi occupo con grande impegno da anni. Per questo motivo ho inserito nel Doppio binario tour, chiamato così perché è un percorso fra storia e memoria, la performance teatrale con Gianni Sallustro al Teatro Instabile Napoli. Ho voluto unire perciò l’interpretazione alla notizia storica, rendendola viva e palpabile per chi ama e vuole approfondire questo ambito tematico delle nostre radici culturali”.

In scena con Gianni Sallustro ed Antonio Masullo ci sono: Francesca Fusaro, Tommaso Sepe, Davide Vallone, Vincenza Granato, Carlo Paolo Sepe, Nancy Pia De Simone, Noemi Iovino, Roberta Porricelli, Maria Crispo, Antonella Montanino. Masullo utilizza per il racconto molte fonti oltre che i suoi due testi della trilogia sull’Olocausto e l’Esoterismo Nazista, in particolare Shoah – La cintura del Male e Mafalda di Savoia – La perla di Buchenwald – I sette giorni (Argento Vivo Edizioni).

La locandina dello spettacolo "Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio" evento con ingresso gratuito al Teatro Instabile Napoli
La locandina dello spettacolo “Binario 21: la memoria, la storia, il tentato oblio” evento con ingresso gratuito al Teatro Instabile Napoli

Antonio Masullo

Antonio Masullo è nato a Nola (Napoli) nel 1976. Dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza presso l’università Federico II di Napoli, si abilita alla professione forense, e riveste dal 2008 la figura di avvocato penalista. Esperto in telecomunicazioni, diventa giornalista pubblicista nel marzo del 2018, iscritto all’ODG della Campania. Scrive per il quotidiano online ExPartibus, dove cura la rubrica “Risvegli”.

Ha all’attivo diverse pubblicazioni: “Solo di passaggio” (2001); “Namastè in viaggio verso te” (2011), “Il diario di Alma” (2012) e soprattutto “Shoah – La cintura del Male” (2019, Argento Vivo Edizioni), presentato anche al Senato della Repubblica e al Parlamento Europeo su invito dell’Ambasciata di Israele nel corso di un workshop sull’Antisemitismo e Mafalda di Savoia – La perla di Buchenwald – I sette giorni (Argento Vivo Edizioni).

Nell’autunno del 2023 l’Autore napoletano sarà pubblicato l’ultimo testo della sua trilogia su Maria Orsic, medium nazista, scomparsa nel 1945, prima della caduta definitiva del Terzo Reich.

Antonio Masullo
Antonio Masullo

Gianni Sallustro

Gianni Sallustro, attore, regista, doppiatore e direttore artistico dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Politeama di Napoli, e diplomato come mimo attore presso l’I.C.R.A project di Michele Monetta, ha, inoltre, il diploma di 1° livello e di 2°livello di Doppiaggio conseguito presso “Professione doppiaggio” di Roma. Sallustro annovera nel suo curriculum esperienze teatrali, cinematografiche e televisive.

Tante le fiction Rai e Mediaset da lui interpretate (La squadra, Un posto al sole, Carabinieri, Sette vite, I Cesaroni, Un Medico in Famiglia). Ha lavorato con grandi maestri come Massimo Ranieri, Gabriele Lavia, Emma Dante, Antonio Calenda, Antonio Capuano, Roberto De Simone, Michele Del Grosso e il grande Dario Fo.

Tanti i cortometraggi e lungometraggi girati, alcuni dei quali hanno ricevuto importanti riconoscimenti come L’Eredità di Raffaele Ceriello e Il peso esatto del vuoto di Vincenzo Pirozzi. Molteplici sono i riconoscimenti ricevuti tra cui, ultimi in ordine di tempo: Miglior attore XIV edizione del Corto e Cultura Film Festival, città di Manfredonia, Premio GARGAUNIA -Miglior attore all’Officinema Film Festival, XVIII EDIZIONE, premio come miglior attore di teatro e cinema conferito dalla Camera dei Deputati – Fondazione AISPIS.

Gianni Sallustro
Gianni Sallustro

Chiara Francini oggi al Bolivar con lo spettacolo “Coppia aperta quasi spalancata”

0
Chiara Francini al Bolivar con lo spettacolo “Coppia aperta quasi spalancata”

L’opera teatrale di Dario Fo e Franca Rame, uno degli spettacoli più popolari in Italia e non solo, viene riproposta con la regia di Alessandro Tedeschi con Chiara Francini e Alessandro Federico.

Chiara Francini oggi sul palco del teatro Bolivar con lo spettacolo “Coppia aperta quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame. L’attrice, che vive un momento d’oro (è stata annunciata come co-conduttrice della quarta serata del prossimo Festival di Sanremo, venerdì 11 gennaio), sarà affiancata nello spettacolo da Alessandro Federico per la regia di Alessandro Tedeschi.

“La prima regola perché la coppia aperta funzioni è che deve essere aperta da una parte sola, quella del maschio! Perché… se la coppia aperta è aperta da tutte e due le parti… ci sono le correnti d’aria!” – così, l’ironica Chiara Francini racconta le dinamiche della pièce e una mentalità purtroppo ancora attuale.

L’artista eclettica, un vulcano di carisma, vitalità e sensualità, con importanti ruoli sul piccolo e grande schermo, conduzioni al fianco di pilastri della tv come Pippo Baudo e un esordio letterario con quarantacinquemila copie vendute e otto ristampe, si mette alla prova qui con un testo importante, che celebra il ruolo della donna all’interno della coppia.

L’energica Antonia incarna l’eroina perfetta di tutte le mogli tradite e racconta con ironia la loro “sopravvivenza” tra le mura domestiche. Pur di continuare a stare vicino al marito, la protagonista decide di accettare l’impensabile. Così, tra dialoghi e monologhi brillanti si snodano gli episodi più assurdi. Soltanto quando nel cuore di Antonia si insidia un nuovo uomo, giovane e intelligente, il marito sembra accorgersi dell’esistenza della moglie, del suo essere donna, del suo disperato bisogno di essere amata e considerata.

Questa commedia è una favola tragicomica che racconta cosa vuol dire stare in coppia. Fo e Rame descrivono in modo perfetto, con toni divertenti, ma appunto anche drammatici, raccontando le differenze tra psicologia maschile e femminile. “Coppia aperta…quasi spalancata” porta in scena l’insofferenza al concetto di monogamia e forte è il sentimento di riconoscimento che scatta nel pubblico.

Coppia aperta quasi spalancata al teatro bolivar con chiara francini e alessandro federico