sabato 21 Febbraio 2026
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L’accessibilità al Museo e Real Bosco di Capodimonte: un viaggio sensoriale nel Giardino dei Principi

Grazie ai fondi del PNRR, il Real Bosco di Capodimonte realizza un nuovo modello di inclusione culturale dove tatto, olfatto e ascolto superano i confini della visione.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte ha inaugurato un innovativo percorso di accessibilità nel Giardino dei Principi, finanziato attraverso i fondi PNRR (Missione 1.2). Il progetto, presentato dal direttore Eike Schmidt in occasione della Giornata nazionale del Braille, introduce dispositivi tecnologici e sensoriali — come pannelli in Braille, riproduzioni botaniche in bronzo e diffusori di essenze — per garantire una fruizione universale del patrimonio. Questo intervento di inclusione culturale abbatte le barriere fisiche e cognitive, trasformando il bosco in un’esperienza tattile e olfattiva accessibile a tutti i visitatori.

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Nel silenzio rotto solo dai passi sul selciato e dal cinguettio degli ospiti del Giardino dei Principi, mentre Napoli resta sullo sfondo come un’eco lontana, il Museo e Real Bosco di Capodimonte sceglie di interrogarsi, ancora una volta, su cosa significhi davvero “accessibilità”. Non come formula istituzionale, ma come esperienza concreta.

Alla vigilia della Giornata nazionale del Braille del 21 febbraio, il museo ha presentato un progetto finanziato con fondi PNRR 1.2 che prova a mettere in discussione un’abitudine radicata: quella di pensare la fruizione culturale quasi esclusivamente attraverso lo sguardo. Qui, invece, il percorso si costruisce intrecciando tatto, olfatto, ascolto e visione in un dialogo continuo.

«Capodimonte vuole essere davvero per tutti», ha sottolineato il direttore Eike Schmidt durante l’inaugurazione. Una dichiarazione che, in questo caso, non suona come un auspicio generico: le informazioni sono affidate a dispositivi visivi, tattili, olfattivi e verbali, con l’intenzione di rendere inclusivi anche gli spazi esterni, troppo spesso percepiti come semplici cornici del museo.

Leggere il giardino con le mani: botanica tattile e olfattiva

Il cuore dell’intervento si trova nel Giardino dei Principi, la parte più prossima alla Reggia, recentemente restaurata. In questo segmento dei 134 ettari del Real Bosco, la storia borbonica e la passione ottocentesca per l’esotico si intrecciano in una trama paesaggistica che ora si può “leggere” anche con le dita.

I pannelli tattili-olfattivi, in italiano e inglese, presentano testi in nero con caratteri ingranditi e a rilievo, insieme al Braille. La superficie è stata trattata con un sistema antibatterico e autoigienizzante: un dettaglio tecnico che rivela quanto il progetto sia stato pensato anche nella sua dimensione pratica, quotidiana.

Ma l’aspetto più sorprendente è forse l’integrazione sensoriale. Le riproduzioni in bronzo di foglie e fiori, ottenute con calchi in cera dal vero, restituiscono con precisione la trama nervata di un eucalipto o la morbidezza di una camelia. Accanto, piccoli diffusori rilasciano essenze naturali che permettono di associare al nome e alla forma anche una memoria olfattiva. I QR code completano l’esperienza con video in LIS e audiodescrizioni.

Tra le specie raccontate compaiono l’eucalipto monumentale proveniente dalla Tasmania, la camelia – presenza storica nei giardini reali napoletani – il canforo di origine cinese e il pepe rosa, con il suo profumo inconfondibile. Non un semplice elenco botanico, ma un invito a soffermarsi sui dettagli.

Paesaggio e stratificazioni: la visione di Friedrich Dehnhardt

Due pannelli introduttivi ricostruiscono la storia del giardino, progettato nel XIX secolo secondo il gusto anglo-cinese dal botanico e paesaggista Friedrich Dehnhardt. La sua figura è approfondita tramite audiodescrizione, mentre un video in LIS racconta l’evoluzione dei giardini di Capodimonte.

Particolarmente suggestivo è il Pannello Skyline Belvedere, che riproduce il dipinto di Antonio Joli Ferdinando IV a cavallo con la corte a Capodimonte (1760). Il confronto tra la veduta settecentesca e l’attuale panorama di Napoli non è solo un gioco visivo: diventa una riflessione su come il paesaggio cambi insieme alla società che lo abita.

Orientarsi nel Real Bosco: strumenti per l’autonomia

Il progetto comprende anche venti schede tattili portatili, bifacciali, con rappresentazioni grafiche a rilievo e testi in nero e Braille, dedicate all’intero complesso: parco, museo, Giardino dei Principi, specie vegetali.

La planimetria schematica del Real Bosco, realizzata con tecnica stereocopy per la lettura tattile ma pensata per risultare chiara anche alla vista, è disponibile online in formato PDF. Questo significa che l’esperienza può iniziare prima ancora della visita: si può studiare il percorso, immaginarlo, prepararsi. Un gesto semplice, per nulla scontato e tutt’altro che secondario.

Un’idea di museo che cambia: infrastruttura per l’inclusione

Accanto ai nuovi dispositivi sono stati completati lavori di riqualificazione del viale che collega Porta Piccola all’ingresso del museo e sono stati acquistati due veicoli elettrici per il trasporto dei visitatori con particolari esigenze. Segnali concreti di un approccio che considera l’accessibilità come infrastruttura diffusa, non come intervento isolato.

Il progetto, illustrato dall’architetto Chiara Figliolia insieme ai servizi di Promozione e Comunicazione e Accessibilità del museo, restituisce un’immagine di Capodimonte come laboratorio attivo. Non solo custode di opere, ma spazio che ripensa se stesso.

Per secoli il giardino è stato simbolo di ordine, controllo, rappresentazione del potere. Oggi, a Capodimonte, diventa luogo di relazione. L’esperienza estetica non è più affidata soltanto allo sguardo: passa dal corpo, dalle sue diverse modalità percettive, dalla possibilità di scegliere il proprio modo di entrare in contatto con l’opera e con il paesaggio.

Il direttore del Museo di Capodimonte, Eike Schmidt, accanto a un pannello informativo in Braille nel Giardino dei Principi durante l'inaugurazione del progetto.

Oltre l’inclusione: la cultura come spazio da abitare

Non è un progetto per una fetta di pubblico in particolare. E’ quello che dovrebbe essere la normalità, ovvero aprire gli orizzonti e non lasciarsi mai imbrigliare in definizioni. E’ un progetto che prova a prendere sul serio l’idea che la cultura, per essere tale, debba poter essere abitata, ma qui non ci si ferma solo alla cultura ma a tutto quello che abbraccia l’essere umano.

Forse è proprio qui che il progetto di Capodimonte trova il suo senso più profondo. Non soltanto nell’innovazione tecnologica, né nella correttezza istituzionale dell’inclusione, ma in un’idea più radicale: restituire continuità tra corpo e paesaggio.

Nel Giardino dei Principi, le foglie non sono più soltanto da guardare, ma da toccare; i fiori non sono solo macchie di colore, ma presenze da riconoscere attraverso il profumo; il percorso non è un tracciato imposto, ma uno spazio da abitare secondo la propria misura. In questo modo la natura smette di essere sfondo e torna a essere interlocutrice.

Quando l’esperienza non è filtrata da gerarchie sensoriali, le differenze perdono il loro carattere di limite e diventano variazioni di uno stesso organismo vivente. Umani, piante, animali condividono lo stesso respiro del Bosco, parte di un unico corpo che percepisce, reagisce, si orienta.

E forse l’inclusione, alla fine, non è altro che questo: riconoscersi nella trama comune del vivente, dove nessuno è “mancante”, ma ciascuno partecipa, con i propri sensi, con la propria presenza, a un dialogo silenzioso e continuo tra persone e natura.

FAQ – Domande Frequenti sull’Accessibilità a Capodimonte

Quali ausili per l’accessibilità sono disponibili al Real Bosco di Capodimonte?

Sono disponibili pannelli tattili-olfattivi con scritte in Braille, riproduzioni in bronzo di foglie e fiori, video in LIS, audiodescrizioni e mappe tattili portatili per l’orientamento autonomo.

Cosa prevede il progetto PNRR 1.2 per il Museo di Capodimonte?

Le risorse del PNRR (Missione 1.2) hanno permesso di abbattere le barriere cognitive e sensoriali nel Giardino dei Principi, implementando tecnologie inclusive, restaurando i percorsi e acquistando veicoli elettrici per il trasporto dei visitatori con mobilità ridotta.

Come possono orientarsi i visitatori non vedenti o ipovedenti nel parco?

Oltre ai pannelli fissi, sono disponibili 20 schede tattili bifacciali e una planimetria schematica in stereocopy scaricabile online in formato PDF. Questi strumenti permettono di studiare il percorso del Real Bosco anche prima della visita.

Il Museo di Capodimonte è accessibile alle persone con disabilità motoria?

Sì, sono stati riqualificati i viali di collegamento da Porta Piccola all’ingresso del Museo e sono attivi due veicoli elettrici dedicati che facilitano lo spostamento dei visitatori con particolari esigenze motorie all’interno dei 134 ettari del parco.

Perché il Giardino dei Principi è considerato un modello di inclusione?

Perché supera la gerarchia della visione: grazie alla collaborazione tra architetti e servizi di accessibilità, ogni visitatore può scegliere la propria modalità percettiva (tatto, olfatto, udito) per entrare in relazione con il paesaggio storico e botanico.

Manuela Ragucci
Manuela Ragucci
Manuela Ragucci è giornalista pubblicista, esperta di storia dell’arte e restauratrice di elementi lapidei. Laureata in Lingue e Letterature Straniere e con un Master in Comunicazione e Divulgazione Scientifica, da oltre diciotto anni racconta, progetta e mette in scena cultura tra comunicazione, progettazione di eventi e storytelling. Si muove tra musica, pittura, fotografia, videomaking, teatro e danza con la stessa curiosità con cui osserva un’opera d’arte: da vicino, senza filtri. Crede nella bellezza come esercizio quotidiano e nella cultura come spazio vivo, non come cornice. Scrive di arte intrecciando memoria, visione e passione.
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