Teatro alla Deriva. Il teatro sulla zattera alle Stufe di Nerone

Teatro alla Deriva alle Stufe di Nerone a Bacoli

Alle Stufe di Nerone di Bacoli, si terrà la 8° edizione della rassegna Teatro alla Deriva (il teatro sulla zattera). Da un’idea di Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne firma la direzione artistica per il settimo anno.

Teatro alla Deriva è una manifestazione teatrale unica in Italia e appuntamento fisso del territorio flegreo che offre un programma di forte impatto ed alternativo. L’unicità del Teatro alla Deriva risiede nel far andare in scena gli spettacoli su di una zattera galleggiante sull’acqua. Una zattera costruita appositamente e posizionata all’interno del laghetto circolare delle Stufe di Nerone.

Le Terme Stufe di Nerone offrono in uno scenario suggestivo la magia del teatro

Uno scenario suggestivo quello delle Stufe di Nerone, distante dal caos della città. L’assoluta particolarità dello spazio scenico, che accoglie un pubblico sempre più numeroso, anno dopo anno. Quattro spettacoli che avranno la caratteristica di provare a far ridere, ma anche emozionare, pensare e smuovere menti e viscere. In una parola spettacoli che proveranno a creare la magia del teatro.

Ottava stagione per la rassegna teatrale Teatro alla Deriva

Spiega il direttore artistico Giovanni Meola: «Otto anni non sono tanti in assoluto ma lo sono quando una rassegna come questa, che non ha aiuti esterni e si regge sulle proprie gambe sin dall’inizio. Una rassegna che riesce a creare un interesse e una partecipazione costanti e crescenti. Teatro alla Deriva è un piccolo miracolo di resistenza e presenza su un territorio povero di offerte teatrali nei lunghi mesi estivi. Un piccolo miracolo di cui sono onorato di firmare ancora una volta la direzione artistica. Un cartellone che, quest’anno, presenta quattro spettacoli eccezionalmente pertinenti allo spazio scenico (unico e particolarissimo) che li ospita.»

Per il Teatro alla Deriva una zattera galleggiante come palcoscenico

Continua Meola «La nostra zattera galleggiante non poteva essere palcoscenico migliore per un lavoro ambientato in un non-luogo, sorta di isola claustrofobica (‘Chiromantica Ode Telefonica agli Abbandonati Amori’) così come per una drammaturgia del viaggio, clandestino, che si consuma proprio su un barcone (‘Il Viaggio di Nabil’). La zattera diventa spazio scenico perfetto anche per ‘Tre. Le Sorelle Prozorov’ (primo lavoro da me diretto che decido di ospitare in questi anni), un Cechov riscritto con tre sole attrici, perse ed isolate, in particolare da una vita davvero vissuta. E location ad hoc è anche per ‘L’Ammore nun è Ammore’, splendida cavalcata tra i sonetti di Shakespeare, ma in napoletano, versi che prendono il volo pur restando con i piedi ben piantati in terra, anzi al confine tra terra ed elemento liquido. »

«Sono convinto di aver firmato un cartellone di enorme spessore e valore artistico (dal pluripremiato Lino Musella a Virus Teatrali, da Stefano Amatucci al Civico 14), con un carico di potenza evocativa accresciuto dalla location unica e dal calore del nostro pubblico in crescita anno dopo anno».

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