domenica 19 Maggio 2024
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Spaghetti alla Puverielle

La ricetta semplice per ingredienti e facile di preparazione era adatta ai "puverielli"

Gli spaghetti alla Puverielle sono un tipico piatto della tradizione napoletana. La ricetta è estremamente semplice e di facile esecuzione, ma il risultato è davvero ottimo. Se avete poco tempo per cucinare, potrebbe diventare il vostro piatto veloce preferito.
Il piatto non ha un’origine temporale certa ma è sicuro che il piatto veniva usato nel periodo del dopo guerra, quando dilagava il contrabbando e la gente era disposta a tutto per poter comprare na tozzola ‘e pane, figuriamoci burro, uova e zucchero.
Gli spaghetti alla Puverielle è un piatto incredibilmente povero e rispecchia quel periodo, ma è nella povertà degli stessi ingredienti che risiede la grande genuinità, trasformando un primo piatto in un possibile piatto unico. La presenza dello strutto e della pancetta tesa, non serve solo ad insaporire, ma anche a rendere più opulento il piatto, perché doveva saziare il più possibile.
In questi piatti c’è l’amarezza, la tristezza, ma anche la forza di volontà di non desistere, della preghiera e del culto della Madonna. Il ricordo di tempi in cui «Ha da passa’ ‘a nuttata», pronunciata da Eduardo De Filippo, in Napoli Milionaria, divenne un urlo di speranza.

INGREDIENTI (per 4 persone)

400 gr. di spaghetti di farina di grano duro,
8 uova,
olio extravergine d’oliva,
una pallina di strutto,
pepe,
sale q. b.

PROCEDIMENTO

Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata e intanto, a parte, portare in una padella l’olio a temperatura, aggiungendo la pallina di strutto. Quando questa si sarà sciolta aprirvi le uova e cuocerle (ma non troppo) a occhio di bue. Colare al dente gli spaghetti, versarli in una zuppiera e condirli con le uova e l’olio di cottura. Spolverare con pepe e servire subito, ben caldo.

Redazione IDN
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EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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