Scatti di vita, racchiusi e raccontati magistralmente dalla compagnia di giovani talenti diretta da Pippo Cangiano.

Il progetto Scatti nasce nel 2011 dalla volontà di Pippo Cangiano. A prescindere dalla modalità di messinscena e dal valore variegato dello stile drammaturgico, Scatti é di fatto uno spettacolo vetrina.

Gli attori che vi partecipano mostrano in tre giostre teatrate  tutte le sfumature recitative del proprio talento. Scatti é uno spettacolo coinvolgente, cattura l’attenzione dello spettatore sia con la capacità interpretativa dei suoi talentuosi attori. Ma la vera caratteristica dello spettacolo è di trasformare gli spettatori in voyeur inconsapevoli.

Gli spettatori, per tutta la durata dello spettacolo, vengono confusi e insospettiti. Divisi, suddivisi e sollecitati  a seguire dei portatori parlanti e poche luci nel buio e in direzioni diverse.

Si perde il senso del tempo e dello spazio. Si viene condotti condotti, spesso seduti ma spessissimo in piedi, faccia a faccia con sorprendenti visioni sonore e spesso estreme. Quello che si vede e si ascolta, vuoi che sia ludico o e che sia concettuale e profondo, ha il solo scopo di mettere in mostra le abilità stilistiche degli attori che vi partecipano.

Il nostro giudizio sugli attori di Scatti: BRAVI!

Raramente diamo un giudizio personale, convinti che il nostro lavoro sia presentare le opere che di fatto abbiamo già selezionate a monte, e di conseguenza riteniamo meritevoli di essere raccontate. Ma per Scatti vogliamo fare un’eccezione in quanto il progetto va oltre il teatro.

Grazie a Pippo Cangiano abbiamo conosciuto dei giovani talenti del teatro. Giovani ma dotati di una tecnica già matura e di un entusiasmo capace di tenerci con l’attenzione sempre al massimo per tutta la durata dello spettacolo. E’ proprio per questo motivo che vi esortiamo il giovedì ad andare a vedere Scatti in scena ogni giovedi al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli. Vi invitiamo anche a farvi un selfie con quegli attori che vi hanno più convinto, perché siamo certi che tra questi ragazzi si nascondono gli “attoroni” di domani.