Simple Mood - Radice

Mercoledì 22 Settembre alla Feltrinelli di Napoli sarà presentato il primo album dei Simple Mood: Radice. Lo showcase sarà moderato dal giornalista Giuliano Delli Paoli

Verrà presentato mercoledì 22 settembre, alle ore 18, presso la Feltrinelli di Napoli (via Santa Caterina a Chiaia, 23, in piazza dei Martiri) “Radice”, il primo album dei Simple Mood. Radice è pubblicato dall’etichetta Soter e distribuito da Self, ed è disponibile in tutti i negozi di dischi.

A moderare la presentazione del lavoro al pubblico sarà il giornalista Giuliano Delli Paoli (Corriere del Mezzogiorno). La copertina del disco rappresenta l’intento del duo, quello di far diventare il progetto una robusta pianta di note continue. Incentrato sulla verità dei sentimenti, vissuti da un individuo ma comuni a tutti.

Il lavoro discografico vede al timone Daniele Franzese, noto producer dell’indie campano (Aleam, Devil A, Greg Rega). Franzese è anche l’abile hit maker di Clementino e per la recente versione del quarantennale di Polisex (40th), brano cult di Ivan Cattaneo e varie produzioni fra le quali, per Riserva Moac ed altri.

Franzese ha rinnovato la proposta funky dei Simple Mood, rispettandone le radici blues e soul, ma rendendola sapientemente pop e comunicativa, coinvolgendo alla batteria Salvatore Zannella. Salvatore che ricordiamo collaborare già con gli Almamegretta e Capone & BungtBangt.

Radice. Il disco

Travolgente l’apertura del disco con il ritmo crescente di Penso troppo in cui la prima battaglia nell’accettazione di una verità scomoda, è scandita dalle vigorose batteria e chitarre. Il disco propone un totale di 11 tracce per un viaggio all’interno delle emozioni che ci travolgono nelle varie stagioni della nostra vita, partendo dall’infanzia con “Neve” per arrivare a “Comodo” il singolo che ha annunciato l’album.

Comodo è un brano prodotto artisticamente e arrangiato dal pluripremiato cantautore e musicista Giovanni Block con Stefano Formato e con Ceppe alla regia del relativo videoclip. Un invito a non giacere nella inetta e ‘comoda’ solitudine, soltanto perché scottati profondamente in un’esperienza vissuta con autenticità.

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