Pio Monte della Misericordia

La fotografia mostra Le sette opere di MIsericordia, opera di Caravaggio che si trova nella Chiesa del Pio Monte della Misericordia
La fotografia mostra Le sette opere di MIsericordia, opera di Caravaggio che si trova nella Chiesa del Pio Monte della Misericordia

Il Pio Monte della Misericordia, una delle più antiche istituzioni benefiche della città, ha origine nel 1602 quando sette nobili napoletani decidono di istituire un ente dedicato alle sette opere di misericordia corporale, da qui il nome di Monte della Misericordia. L’istituzione ha sede nell’edificio progettato da Francesco Antonio Picchiatti. La facciata a due piani presenta, nella parte inferiore, un portico a cinque ampie arcate su pilastri che immettono sugli ingressi al cortile e alla chiesa, non visibile all’esterno. Il portico serviva per accogliere i bisognosi e per sottolineare la funzione benefica dell’ente. Il Pio Monte della Misericordia comprende il Palazzo, la Chiesa e la Quadreria. La chiesa, a pianta ottagonale, è sormontata da una cupola. Ha sette cappelle per accogliere un quadro tratto dal tema di una delle opere di misericordia. Sull’altare maggiore è presente uno dei capolavori di Caravaggio: Le sette opere di Misericordia, opera commissionatagli nel 1606. Le cappelle laterali accolgono dipinti di Battistero Caracciolo, Fabrizio Santafede, Giovanni Vincenzo D’Onofrio detto il Forlì, Giovan Bernardo Azzolino e Luca Giordano. Al primo piano, a sinistra del porticato, si accede alla Quadreria che custodisce dipinti di artisti italiani e stranieri, databili dal Cinquecento all’Ottocento, donati al Pio Monte della Misericordia. I nuclei principali della collezione sono costituiti dalle donazioni del pittore Francesco De Mura e della nobildonna Sofia Capace Galeota. Il lascito di De Mura è formato da dipinti e bozzetti che documentano le varie fasi della sua attività. Nei diversi ambienti sono conservati mobili neoclassici e paramenti sacri. Il Pio Monte della Misericordia custodisce anche un ricco patrimonio documentario: l’Archivio Storico.

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