martedì 23 Aprile 2024
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Piazzetta Nilo e il cinema napoletano

Piazzetta Nilo fa da set cinematografico ad alcune pellicole. Il film Stanno tutti bene, diretto dal regista Giuseppe Tornatore, è girato nelle adiacenze di Piazzetta Nilo, con due sequenze nelle quali il protagonista (Marcello Mastroianni) attende invano che il figlio rientri a casa. Largo Corpo di Napoli, con la bella statua del Nilo, è visibile in Passione. In questo documentario musicale, il regista e attore John Turturro esprime tutto il suo amore per il repertorio napoletano e per la città partenopea.

Piazzetta Nilo si trova lungo il decumano inferiore, nel cuore del centro storico della città. In piazzetta Nilo si trova la Chiesa di Sant’Angelo a Nilo, fondata nel 1384 per volere del cardinale Rinaldo Brancaccio, per cui è nota anche con il nome di Cappella Brancaccio. La chiesa custodisce il Sepolcro del cardinale Rinaldo Brancaccio, opera di Donatello e Michelozzo. Molto bello è il rilievo, inserito nel sepolcro del cardinale, raffigurante l’Assunzione della Vergine, opera di Donatello. Il pannello è apprezzato per la tecnica dello stiacciato. Vi hanno lavorato artisti come Marco Pino e Giovan Tommaso Malvito solo per citarne alcuni. In pochi passi si raggiunge Largo Corpo di Napoli dove è collocata la statua del Nilo, che si presenta come un vecchio barbuto seminudo disteso sulle onde del fiume con il braccio sinistro appoggiato su una sfinge, mentre nella destra ha una cornucopia. Un putto, che probabilmente raffigura un affluente del fiume, cerca di arrampicarsi al petto. Sul basamento della statua del dio Nilo c’è un’iscrizione che racconta la storia e le peripezie della scultura.

 

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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