Con Gregorio Del Prete. Regia Giuseppe Cerrone

SINOSSI: Ispirato da una storia drammaticamente vera, “Occidente” svela – nei raccapriccianti dettagli delle torture di Guantanamo – l’insensatezza di tutti gli estremismi religiosi. Un imam trentenne, nelle mani di un gruppo di canaglie in divisa, viene pian piano privato della dignità, dell’essenza, e persino del suo credo. In scena un incubo che prende forma con pochi oggetti, e poca luce. La luce della ragione, la grande assente nell’eterna notte dell’intolleranza. Che sia Oriente, che sia Occidente.

NOTE DI REGIA: Sorvegliare e punire per estorcere verità fasulle inventate, costruite dalla più opulenta delle democrazie occidentali: gli Stati Uniti D’America. Questo è, in buona sostanza, Occidente di Antonio Mocciola. Compito della regia sarà quello di non citare il dolore ma di mostrarlo ed incarnarlo in sinergia con l’autore e l’interprete. La discrezione non fa per noi. Il potere annulla il soggetto, lo annienta, irretisce, avvalendosi di metodi e strutture che la regia restituisce con coraggio, in un processo di osmosi con il pubblico chiamato, poco alla volta, a prendere coscienza dell’orrore. La strategia, bressoniana, di resistenza all’emozione per lanciarla di schianto, in modo imprevisto e folgorante, si avvale delle partiture di Bruckner e Mahler appena la parola tace o si placa nel gesto inesausto del protagonista. “L’uomo è soltanto un errore di Dio? O Dio è soltanto un errore dell’uomo?”, si chiede l’autore, Antonio Mocciola. Il Marchese de Sade sostiene che attraverso il crimine, l’uomo rigenera il mondo e la Natura (con una buona dose di fantasia l’idea è attribuita in Juliette a papa Pio VI). Di sicuro mediante il crimine, il potere perpetua se stesso, avvalendosi e godendo del male. È lo stato delle cose (anche in democrazia). E vogliamo restituirlo in poche scene.

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