A volte basta poco per cambiare le cose, a volte basta semplicemente parlare. L’importante è però che a parlare siano le persone giuste.

A volte la cassa di risonanza mediatica fa troppo rumore per capire esattamente il contenuto del messaggio. Spesso teniamo la televisione o la radio accese per compagnia, ma senza prestare troppa attenzione ai programmi stessi che stiamo seguendo. Devo anche dire che purtroppo molti programmi quotidianamente mostrano normale quello che normale non è. Nei talk show non si parla più bensì si urla, nei programmi di intrattenimento siamo soventi spettatori di attacchi verbali tra gli stessi protagonisti. Nei luoghi dove si pratica la politica, la cosa non cambia di molto: urla, insulti, qualche minaccia a volte più velata altre volte meno.

Insomma il tanto decantato fairplay, il bon ton, il politically correct, semplicemente il vivere civile è sempre più lontano dalle scene e sempre meno in voga. E anche quando si pensa di promuovere una legge che almeno ci induca a riflettere prima di parlare, questa prontamente viene bocciata.

Allora mi domando perché in tutto questo marasma di violenza, se mio marito mi urla contro io devo dire di no! E’ normale ho sbagliato, deve urlami contro perché così fan tutti. E invece non è normale, nulla di tutto questo è normale. Ma siccome oggi chi urla di più ha ragione tutti urlano, anche chi forse la ragione c’è l’ha per davvero, con il risultato che non sentiamo più nulla.

Noi di IDN – Itinerari di Napoli da sempre raccontiamo e promuoviamo il territorio di Napoli e della Campania. Un territorio bellissimo con un’infinità di cose da offrire ma che nel suo interno racchiude, talvolta anche mettendole bene in evidenza, delle storie che non devono più essere raccontate, che devono smettere di esistere.

Sono le storie delle donne maltrattate all’interno delle loro stesse famiglie. Sono le storie delle bimbe abusate. Ma sono anche le storie di quegli esseri umani uomini o donne che per i motivi più biechi e stupidi vengono vessati e maltrattati e, violentati quotidianamente nel loro essere persone.

Noi di IDN con gli amici di sempre tra i quali Danilo Rovani e Cosimo Alberti con cui abbiamo avuto il piacere di realizzare il cortometraggio tratto dalla storia di cronaca di Ciro e Mariapaola. Con Lello Giulivo, Titti Nuzzolese, Margherita Romeo e ancora con chi quotidianamente lavora per migliorare i luoghi in cui viviamo come la consigliera e già assessore di Napoli Alessandra Clemente e l’assessore al turismo e alla cultura di Pozzuoli Stefania De Fraia, tutti insieme abbiamo voluto dire no alla violenza sulle donne, no alla violenza di genere.

Abbiamo voluto dire un no forte ma a bassa voce con educazione come si dovrebbe parlare nelle famiglie, guardandoci negli occhi. Un no che vuole avere il valore di un abbraccio dato da un amico che ti vuole dare la forza di reagire, di dire no, di chiedere aiuto per liberarti dalla violenza che ti opprime. Per dire a tuo padre, tuo figlio, tuo marito, non ci si comporta così ci vuole rispetto. Bisogna parlare e parlarci.

Per questo abbiamo voluto girare questo spot con gli amici di sempre, perché non sono solo i nostri amici, ma sono gli amici di chi ci guarda da casa, sono i milioni di telespettatori che la sera guardano Cosimo ad un posto al sole o Lello o Titti nelle loro soap e film. Per questo abbiamo voluto girare uno spot con primi piani strettissimi, perché immaginiamo che tra queste persone magari ci starà guardando qualch’uno dal suo cellulare tenuto stretto in mano, in un angolo della sua casa, una persona che magari sta cercando la forza di reagire, il modo per salvarsi.

Cari lettori e cari colleghi, lo spot è libero potete scaricarlo e condividerlo. Non abbiamo messo marchi o segni distintivi proprio perché lo possiate condividere e far vedere al maggior numero di persone, perché il messaggio possa arrivare a chi ne effettivamente bisogno

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