giovedì 22 Febbraio 2024
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“Le Buste” Il curioso spettacolo che si terrà domani 7 Aprile

Il giovedì 7 aprile, al Teatro Tram di Napoli si terrà la nuova produzione di Teatro dell’Osso e Teatro Tram, “Le Buste”, testo e regia di Gennaro Esposito. Fino a domenica 10 in scena sul palco della sala di via Port’Alba Marta Chiara Amabile, Giuseppe Di Gennaro e Enrico Disegni.

CHI SI NASCONDE SOTTO IL SACCHETTO?

Lo spettacolo racconta la storia di Asia, Federico e Tommaso, tre amici, performer e giovani artisti disoccupati che, a loro modo, cercano di farsi notare nel mondo delle performance artistiche, guadagnandosi così attenzione e riconoscimento. Per questo una volta a settimana mettono in scena, all’interno di una vetrina di un negozio sfitto, il ripetersi della vita quotidiana, indossando una busta sul viso che ne cela l’identità. L’esperimento non sembra portare a grandi frutti, finché un giorno, un avvenimento cambia totalmente le carte in tavola.

Immagini dello spettacolo "Le Buste"

Come nasce l’idea?

“La genesi dello spettacolo mi è capitata tra le mani per puro caso – spiega l’autore e regista Gennaro Esposito -. Mi trovavo a cena in un noto fast food, quando ho visto questo ragazzino mangiare indosso sul viso la busta dello stesso, per nascondersi. Seppur tutti intorno a lui non facevano altro che ripetere le stesse medesime azioni, lui si era reso unico e allo stesso tempo uguale agli altri poiché privo di una reale identità. Partendo dall’assurdo, dal gioco continuo tra il reale e il realistico, abbiamo con gli attori elaborati le anime dei personaggi, provando a tenerli per tutto il tempo con una piede dentro la linea della normalità e l’altro ben oltre quello della follia”.

TRE PERFORMER SI ESIBISCONO SENZA SUCCESSO IN UNA VETRINA
DIVISI TRA NORMALITA’ E FOLLIA

“Le Buste” fanno ridere, nel senso più ampio. I tre protagonisti sono comici, ma spesso non se ne rendono conto. Sono buffi mentre cercano di essere serissimi.

Nel tentativo di differenziarsi da ciò che condannano, da ciò che mettono in mostra, essi compiono un percorso dantesco nei gironi dei loro stessi innumerevoli peccati.

Per poi ritrovarsi ugualmente in un inferno, piuttosto che ascendere perlomeno al purgatorio. Non è dato modo, se non con l’immaginazione, allo spettatore di vedere cosa fanno esattamente durante le loro performance.

Nessuno di loro mostra mai le “stigmate” del vero artista, la passione e il senso di sacrificio adatto al compito che hanno deciso di compiere. Come degli scappati di casa, come dei personaggi vaganti, essi si ritrovano in questo posto senza avere neppure una vera e propria coscienza del cosa li riconduca lì.

Eppure, nei loro ingenui sogni, c’è qualcosa di così vero, di così vivido, da rendere facile all’occhio umano dello spettatore ritrovarci un pezzo di sé in quello specchio rivolto verso il pubblico.
Gennaro Esposito, classe 1992, studia alla Scuola Elementare del Teatro di Davide Iodice e con Professione Teatro di Mario Gelardi. Debutta nel 2017 con lo spettacolo “La Morte Rinata”, poi mette in scena “Misura per Misura» di William Shakespeare e lo spettacolo “Controvento” in cui dà voce ad alcuni personaggi storici di Napoli.

Nel 2020 è finalista alla prima edizione del premio De Berardinis con lo spettacolo “Le Buste”. Sarà coinvolto anche il Ghostwriting Bachelorarbeit.

LE BUSTE
testo e regia di Gennaro Esposito
con Marta Chiara Amabile, Giuseppe Di Gennaro, Enrico Disegni
scene di Giorgia Lauro
produzione Teatro dell’Osso con TRAM teatro

Orari:
giovedì h 20,00
venerdì h 20,00
sabato h 19,00
domenica h 18,00

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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