Con Simone Miglietta e Valentina Martiniello. Scene e costumi Luca Cristiano. Audio/luci Luca Cristiano. Regia Simone Miglietta

SINOSSI: In una sala che ricorda il camerino d’una qualche spogliarellista, un poeta e un’attrice sono impegnati nell’analisi di un componimento erotico. Il poeta istruisce l’attrice in funzione d’un’imminente rappresentazione, ma lo stress di questa giunge al culmine quando l’autore si perverte per il suo stesso componimento. In vero, si tratta d’un marito e d’una moglie che, spinti da un terapista, recitano copioni “pseudo-erotici” per riscoprire un fremito perso. La farsa mette sul piedistallo poesia e prosa, declamazione e tragedia, in un pretesto pedagogico che è la recitazione stessa.

NOTE DI REGIA : Due caratteri che vogliono ricordare le maschere di Arrabal? O sono, in vero, una coppia frustrata del secolo che corre? Il gioco dell’interpretazione del poeta e dell’attrice, per i due, è sottolineato da abiti che rincorrono il settecento ma restano ancorati al bondage. Così, la camera “oscura” dei loro tentativi, pone le basi sul letto nuziale ma si adorna di giochi erotici e merletti. La luce che filtra è quella nauseante del neon, il quale vuole riportare i tendaggi e i parati ad un tempo sempre incerto di svolgimento delle vicende. La condizione borghese della realtà dei due si risolve nella direzione del linguaggio, che cessa, con la fine dei giochi, di essere oratorio.

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