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Giuseppe Battiston in Winston vs Churchill al Teatro nuovo di Napoli

Giuseppe Battiston in Winston vs Churchill di Carlo G. Gabardin da Giovedì 31 gennaio 2019, Teatro Nuovo di Napoli. Giuseppe Battiston incontra la figura di Churchill, la reinventa, indaga il mistero dell’uomo con la magia del teatro, senza mai perdere il potente senso dell’ironia

Giuseppe Battiston in Winston vs Churchill, uno spettacolo possente, irriverente, arrogante e con una buona dose di misoginia. E’ da quest’autentica combinazione che prende vita Winston vs Churchill per la regia di Paola Rota, in cui l’interprete Giuseppe Battiston, porta in scena, da giovedì 31 gennaio 2019 alle ore 21.00 e in replica fino a domenica 3 febbraio al Teatro Nuovo di Napoli. Uno dei più popolari personaggi del Novecento, in un allestimento tratto da “Winston Churchill, il vizio della democrazia” di Carlo G. Gabardini, presentato da Nuovo Teatro.

In scena al fianco di Giuseppe Battiston Maria Roveran nei panni della paziente infermiera.

Ad affiancare in scena l’attore, che ne raffigura le sembianze, i riti e le movenze quand’egli ha già superato l’ottantina, sarà Maria Roveran, che nei panni della sua paziente e trafelata infermiera, che, oltre a curarlo, prova a scalfire quella corazza apparentemente invincibile.

Convinto europeista, interventista e innamorato del brandy e del sigaro più che delle donne. Churchill pare riflettere su un passato che appare ormai lontanissimo. Sulle imprese di guerra che hanno avuto successo, contro Hitler, e su quelle che sono miseramente fallite, come contro i Turchi sullo stretto dei Dardanelli.

Churchill trova nella sua interlocutrice una sfida affascinante. In costante contrapposizione alle donne, soprattutto a Nancy Astor, la prima parlamentare donna a sedere alla camera dei comuni con cui Churchill dibatteva spesso, l’innocente infermiera, che decanta i suoi valori e la sua morale, lo mette alla prova sin dall’inizio.

Un Churchill visto nella sua umanità, con la sua proverbiale ironia e senso dello humor

“Abbiamo inventato una storia – così la regista Paola Rota – e immaginato una situazione che potesse far emergere gli aspetti di Churchill che ci interessavano senza fare una lezione di Storia. È un Churchill visto nella sua umanità. Un Churchill che, con la sua proverbiale ironia e senso dello humor, viaggia in una dimensione sospesa tra presente e passato, tra realtà e memoria. È un uomo che vive cento vite in una, scrive, combatte, si trova a prendere le decisioni politiche che hanno reso possibile il mondo in cui viviamo oggi”.

Leggero e allo stesso tempo intenso, didattico ma a suo modo, Winston vs Churchill è quanto di più lontano ci sia dalla politica di oggi. Lo conferma lo stesso Gabardini che, a proposito ha dichiarato “Churchill ci insegna anche l’utilità della politica come tramite per prendere delle decisioni. Non possiamo limitarci all’alzata di mano o a un voto online. Le cose non si possono decidere così, serve qualcuno che le cose le conosca davvero. Poi si discute, certamente”.

Winston vs Churchill “mostra” l’uomo in un presente onirico, dove la sua intera esistenza è compresente, parlando a noi e di noi, oggi, con una precisione disarmante. Non vi è spazio per i rimpianti e per guardare indietro, come un vecchio sfoglia l’album della sua vita, ma per l’orgoglio e il vanto di essere stato ciò che è stato, pur con tutte le sue contraddizioni.

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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