domenica 21 Luglio 2024
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Domani 22 Ottobre Giobbe Covatta al teatro Bolivar con il suo “RECITAL”

Giobbe Covatta sul palcoscenico del Bolivar sarà accompagnato dai musicisti Ugo Gangheri, Giosy Cincotti ed Ernesto Nobili

Domani, sabato 22, al teatro Bolivar (Via Bartolomeo Caracciolo, 30), con la nuova direzione artistica di “Nu’Tracks”, andrà in scena il “Recital” di Giobbe Covatta (start ore 21,00). Accompagnato da Ugo Gangheri (alle corde), Giosy Cincotti (fisarmonica e pianoforte) ed Ernesto Nobili (chitarra), il comico napoletano, nato a Taranto, riproporrà i momenti più significativi della sua produzione teatrale degli ultimi anni.

Senza prescindere dalla musica, sul palco, Covatta farà divertire in linea con il suo stile dove ironia e satira s’intrecciano a volte con la scienza e a volte con la carta dei diritti dell’infanzia. Come spesso accade, giocherà e farà riflettere sui paradossi della povertà e della fame dell’infanzia abbandonata, lasciando allo spettatore più di una riflessione amara ma vera, come spunto da portare a casa per pensare.

«La musica, nella forma canzone, sarà al servizio dello show e dei contenuti proposti da Giobbe per fotografarli al meglio – spiega Ugo Gangheri – Si tratterà di brani quasi tutti già editi e di grande forza espressiva tra cui “Non insegnate ai bambini” di Gaber, “Sette sono i re” dei Bandabardò, “Lo straniero” di Georges Moustaki… Noi tre musicisti in scena siamo la banda preferita di Covatta per questo racconto a tratti amaro e si preannunciano sorprese per il pubblico.»

Giobbe Covatta intervistato per noi da Gabriella Diliberto in occasione della prima edizione del Premio Paolo Villaggio
Redazione IDN
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EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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