lunedì 22 Aprile 2024
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Chiesa del Purgatorio come set cinematografico

La Chiesa del Purgatorio è la location di alcune pellicole. Sotto i porticati, di fronte alla Chiesa del Purgatorio, Antonio (Sergio Rubini) si imbatte in un misterioso chiromante che gli predice il futuro in una sequenza di Denti. Nello stesso punto, in un episodio dei Soprano girato a Napoli, Paulie Gualtieri (Tony Sirico) gusta un buon caffè provando invano a familiarizzare con i costumi locali.

La Chiesa del Purgatorio si trova lungo il Decumano Maggiore, nel cuore del centro antico della città. La Chiesa del Purgatorio fa parte del complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. La barocca chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio, chiamata la chiesa de “ ‘e cape e morte”, è dedicata al culto delle anime del Purgatorio. Infatti, ogni parte del complesso monumentale (la chiesa, l’Ipogeo, il museo dell’Opera e l’archivio) è un rimando al culto dei defunti. Il culto delle “anime pezzentelle” è la cura dei resti dei defunti di identità sconosciuta, le anime “pezzentelle”, che vagano in Purgatorio in cerca dell’alleviamento delle pene: il “refrisco”. La chiesa si articola su due livelli: il primo rimanda alla dimensione terrena mentre il secondo al Purgatorio. L’interno accoglie opere di Massimo Stanzione, Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Dionisio Lazzari, Giacomo Farelli e Girolamo De Magistro. Il Museo dell’Opera, collocato negli ambienti della sagrestia e dell’Oratorio dell’Immacolata, accoglie oggetti legati alle pratiche devozionali, una serie di manoscritti provenienti dall’Archivio Storico dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco, dipinti e manufatti, realizzati tra il XVII e il XIX secolo. Poi c’è l’Ipogeo, dove si svolge il culto delle anime del Purgatorio.

Redazione IDN
Redazione IDNhttps://napoli.itineraridellacampania.it
EDITOR E WEB DESIGNER. NATO A VENEZIA NEL 1973, VIVO E LAVORO FRA MILANO E NAPOLI. Sono nato nel 1973 a Venezia. Nascere e vivere a Venezia significa avere la fortuna di crescere respirando il profumo dell'arte in tutte le sue espressioni, dall'architettura alla pittura fino al cinema, così sin da subito mi sono lasciato trasportare da queste sensazioni. Da prima la fotografia, poi il teatro e la televisione, fino a scoprire, verso gli anni novanta, il piacere della sintesi e dell'impatto visivo del segno grafico. E' emozionante vedere stringere nelle mani di persone che non conosci e che non mi conoscono il frutto del mio lavoro.
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